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Navi dei veleni e non solo

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rifiutitossiciBuon successo di pubblico e soprattutto di contenuti alla conferenza di Gianni Lannes alla libreria Edison di Livorno sulle navi dei veleni, promossa da Medicina democratica.

Il noto giornalista d’inchiesta, che ha collaborato con primarie testate nazionali e con Medicina democratica, dopo aver subito tre attentati vive sotto scorta della polizia di Stato dal 22 dicembre 2009.

Sabato ha documentato come almeno 200 navi cariche di rifiuti tossici e/o radioattivi, container, droni, penetratori siano stati deliberatamente affondati intorno alle coste italiane, sotto gli occhi conniventi delle autorità civili e militari. Ha affermato che anche la costa livornese  è coinvolta in questi gravissimi delitti, ma non ha potuto aggiungere maggiori particolari in quanto è in corso un’importante inchiesta giornalistica.

Ha sottolineato un altro particolare molto inquietante sul piano locale, affermando che le scorie radioattive e le parti d’impianto finora smantellate al CRESAM (oggi CISAM) di San Piero a Grado (Pisa) sono state seppellite nella pineta  all'interno della stessa base , contro ogni regola o precauzione, unitamente ad uranio impoverito proveniente dallo smantellamento di elicotteri militari a La Spezia.

Ha affermato infine (oltre a molto altro) che il programma nucleare del governo Berlusconi non è finalizzato a produrre energia elettrica (“l’uranio finirà prima del petrolio”), ma plutonio per motori di sommergibili nucleari di ottava generazione, in base all’accordo con gli USA del 29 settembre 2009: accordo che resta secretato grazie al segreto di stato imposto dal governo Prodi l’ 1.5.2008, una settimana prima delle dimissioni.

Di Gianni Lannes è disponibile in libreria il recente libro-inchiesta “Nato: colpito e affondato”, sull’affondamento nell’Adriatico del peschereccio “Francesco Padre” con cinque pescatori a bordo, da parte delle forze della NATO nel novembre 1994, durante il blocco navale alla Yugoslavia in guerra, sul quale la Procura della Repubblica di Trani ha recentemente riaperto l’inchiesta.

Livorno 29.3.10

Maurizio Marchi (Resp. prov.le Medicina Democratica)

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