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Ova Terrorism: autodenunce e riflessioni

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pauraAdesivi e concorso morale......

La questione degli adesivi, con le foto delle uova al tegamino attaccate a banche confindustria e sindacati,  apre un capitolo  inquietante nella storia di questa città: mai negli anni di piombo il  terrorismo aveva attecchito a Livorno e purtroppo oggi assistiamo ad  una inversione di tendenza.
Sono preoccupato per il futuro di questo paese, nemmeno Bossi, che ha  minacciato più volte di voler marciare su Roma con milioni di padani  in armi, era arrivato a tanto!
Neppure Berlusconi, con i suoi processi ed i suoi comportamenti, è  riuscito ad infrangere la legge come ci sono riusciti questi  terroristi delle uova all'occhio di bue.
Ebbene per questa gente ci vuole una punizione esemplare! Devono  essere colpiti non solo gli esecutori materiali ma anche i  "fiancheggiatori" e che si rende colpevole di "concorso morale".
A proposito di concorso morale e fuor di metafora, il sottoscritto non è un esecutore materiale e neppure un fiancheggiatore ma  moralmente, se si esclude l'affissione alla CGIL, si sente in concorso con gli autori della vicenda.
Offende più creare disoccupati che un uovo di carta affisso a giro  per Livorno.
Siete ridicoli ve ne rendete conto?
Denunciatemi per concorso morale e al processo ci divertiremo!!!

Antonio Stefanini

***

Ova al tegamino e i numeri al Lotto della casta (al tegamino, 13)
L’uovo oltre  essere un alimento molto  economico e popolare  è tipico anche della cucina sigle, ma proprio queste sue caratteristiche meritano di essere considerate virtù e quindi vi invito a fare con me un viaggio intorno a questo prezioso dono della natura, per conoscerlo meglio e quindi apprezzarlo in tutto il suo valore. L’uovo è nell’immaginario collettivo un simbolo di vita, di nascita e di rinascita del corpo e dell’anima. Inoltre esso può rappresentare un desiderio di procreazione di costruzione di una famiglia, di un nido dove abitare. Ma è anche immagine del nostro modo di rapportarci al mondo, della paura di vivere, dell’ansia di esistere se le uova si rompono infrangendo i nostri sogni e le nostre aspirazioni. Nella pittura l’uovo ha avuto anche significati esoterici come ad esempio nella madonna con il bambino di Piero della Francesca o nelle uova fritte senza piatto di Salvator Dalì. Dal punto di vista filosofico i cinesi contrariamente ad Aristotele credevano che l’uovo fosse nato prima dell’uomo in quanto contenitore di tutto: materia ed pensiero. In occidente regalare uova è un dono di augurio contro le disgrazie  e le stregonerie si veda la nostra tradizione pasquale che sembra risalire al 1176 in occasione del ritorno del re Luigi VII dalla 2° crociata. Questa premessa era necessaria per tentare di esprimere una riflessione su quanto è successo la notte dell’8 dicembre, notte in cui sono stati addobbati  con adesivi  che riproducevano un uovo al tegamino con la scritta terror  banche, sedi di partito, sindacati, negozi ecc… La qual cosa ha scatenato subito la preoccupazione di tutto il parterre politico-sindacale-amministrativo  e investigativo della nostra ridente città. Il parterre ha subito marcato la crescente intolleranza  che forse rimanda il pensiero  agli  oscuri anni di piombo. Personalmente credo che questa sia una lettura eccessiva non corrispondente al vero. Tale riflessione nasce  dal  constatare come purtroppo  il nostro  territorio sia popolato prevalentemente da una fauna politico-amministrativa di bassa  caratura; completamente scollegata dal tessuto sociale popolare e diretta espressione dei vari feudi economico -politici, che mai si sono curati  delle condizioni di vita della plebe urbana  che mangia uova e petto di pollo. Questa aristocrazia del mattone e dell’inquinamento che sguazza da anni come papere nel proprio stagno fatto di benessere ci ha imposto un modello di sviluppo che non è stato capace ad ammortizzare i colpi feroci di una crisi finanziaria mondiale e di un capitalismo globale. Questo ha causato una deforestazione industriale che non ha trovato sbocco nella ricerca, né nelle nuove tecnologie, né nelle energie rinnovabili o in modelli di sviluppo alternativi come accaduto in altri paesi. Questa aristocrazia ci ha  imposto senza partecipazione una piattaforma energetica regionale ad alta tossicità ed  ha fatto del consumo del territorio per edilizia privata con relativa esternalizzazione dei servizi pubblici e taglio sui servizi sociali il suo marcatore biologico. Orbene, questi benestanti furbetti adesso con le loro paffute faccine di plastica si agitano preoccupati  per due adesivi che sono stati appiccicati senza arrecare alcun danno alle cose, ma in silenzio come al silenzio sono condannati  i senza parola che nuotano nella miseria senza casa ,lavoro e possibilità di studiare e di costruirsi una famiglia. Adesivi silenziosi che parlano la lingua di un sottobosco  da troppo tempo emarginato , senza alcuna  rete di protezione sociale. Forse è giunto il momento di aprire quella porta ed iniziare a fare qualcosa magari tentando di applicare quella costituzione che parla di un sogno: quello di una repubblica dei diritti e dell’uguaglianza fondata sul lavoro, in cui ad ognuno sono  forniti i mezzi economici per esprimere la propria personalità. Forse allora dalle repubblica delle banane di adesso, in cui le uova hanno assunto il simbolo di una protesta  non violenta ,si potrebbe  fare sorgere un sole  quello della solidarietà e della giustizia e dell’equità in cui politici sobri ascoltano e lavorano per i più poveri.
Dattero
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