Non è da ieri che Livorno (e la sua provincia, con Rosignano e Piombino) è una delle “capitali” delle polveri sottili e dell’inquinamento atmosferico. Nell’Inventario Regionale Emissioni (IRSE) del 2000 su 1919 tonnellate di PM10 da fonti puntuali in Toscana,
A questi inquinanti vanno ovviamente aggiunti tutti gli altri, tra cui benzene, mercurio, diossine, IPA, ossidi i zolfo, ecc. Questo insieme (tratto da dati ufficiali del Ministero dell’Ambiente) colloca Livorno al secondo posto – dopo Taranto – come città più inquinata d’Italia.
Prendersela con il traffico, come fa l’ordinanza del sindaco n. 28870 del 16 marzo, anziché con le cause reali, perpetua l’equivoco e si caratterizza come un tentativo patetico di dimostrare che si fa qualcosa (in attesa che la legislazione riallarghi le maglie dell’inquinamento ammesso), mentre in realtà si continua a chiudere gli occhi e si fa il contrario. Si autorizzano due nuove centrali elettriche senza filtri anti-emissioni, e senza che Comune e ASL dicano una parola.
E si continua a tacere sulle emissioni delle navi in porto: se è vero quanto scrive il Guardian, autorevole quotidiano britannico laburista, del 9.4.2009
http://www.guardian.co.uk/environment/2009/apr/09/shipping-pollution)
una grande portacontainer inquina quanto 50 milioni di auto …
Quindi,anziché misure “propagandistiche” per due giorni sul traffico si potevano (e si possono) prendere misure sperimentali di allontanamento accelerato di navi dalle banchine e – sul versante industriale fisso – di riduzione anche minima della produzione delle tre centrali elettriche della città e della raffineria. Invece siamo in attesa di due nuove centrali elettriche .
18.3.10
Maurizio Marchi
(Resp. prov.le Medicina Democratica)
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Mobilità urbana e inquinamento: continua il gioco dell'oca!
LIVORNO _ Il Comune di Livorno adotterà misure cautelari per rimediare ai superamenti dei limiti previsti per le Pm10 – polveri sottili (8 eccessi in poco più di un mese e mezzo e la normativa dice che si può sforare solo 7 volte l'anno!).
Eppure non dovrebbe essere una sopresa, afferma il portavoce dei Verdi di Livorno Stefano Romboli - visto che storicamente la provincia di Livorno è soggetta a particolare attenzione per i suoi livelli di criticità per le Pm10 (come evidenziato pure dal Piano regionale di risanamento e mantenimento dell'aria 2008 – 2010).
Ancora una volta emerge la superficialità con cui l'amministrazione comunale intende provvedere: sconti sui bus e parcheggio gratuito per ora, poi si vedrà.
A parte che l'inquinamento veicolare incide per il 30% circa sulla formazione delle Pm10, sconcerta come il concetto di salute passi decisamente in secondo piano. E' il quadro complessivo della sanità toscana che non convince: sui quasi 7 miliardi di euro che la Regione Toscana investe sulla sanità, solo 6,5 milioni sono stati spesi nel 2009 per il piano di risanamento della qualità dell'aria. Sembra venir meno la priorità del concetto di prevenzione.
La provincia di Livorno risulta avere dopo Taranto il primato delle emissioni inquinanti (classifica di Peacelink).
In Toscana è la prima per inquinamento atmosferico (dai dati ARPAT risulta che nella nostra provincia ci sia il 43% del totale) e in particolare per le emissioni di ossidi di carbonio, azoto, zolfo e Pm10 (dati IRSE – l'Inventario Regionale delle sorgenti di emissionne in aria ambiente).
Logica conseguenza del fatto che nella provincia livornese si trovano 8 delle nove maggiori centrali per la produzione dell'energia elettrica della Toscana e si produce l' 85% dell'energia toscana. A questo si aggiungono le emissioni delle navi, le centrali a biomasse e gli inceneritori.
E infine l'inquinamento dovuto al traffico veicolare che incrementa la quantità delle Pm10.
La città è dominata dai mezzi privati a motore (tra i 5 comuni italiani capoluogo di provincia con più di 200 motocicli per mille abitanti), anche a causa della scarsa attenzione alla mobilità sostenibile, scarsa promozione e diffusione della cultura della mobilità “dolce” rappresentata dal trasporto pubblico e collettivo e dall'uso della bicicletta (scarsa qualità e funzionalità delle piste ciclabili, carenza di rastrelliere ecc)
Livorno non presenta un vero piano del traffico e infatti la prima giunta Cosimi non ha mai realizzato il Piano Urbano della Mobilità, anzi ormai da anni la città è vittima di una mancanza di programmazione seria e coerente finalizzata ad un ripensamento generale dello “spazio città”.
Il centro è un insieme disarticolato di spazi pedonali (pochi) che comunque non vengono rispettati (piazza Cavour) e di strade con altissima pericolosità per pedoni e ciclisti (altissimo il numero di pedoni vittime di incidenti anche sulle strisce pedonali).
Il quadro è completato dalla realizzazione dei parcheggi in pieno centro (Odeon, ex Peroni) anziché delimitarli fuori dal centro e concepirli come parcheggi “di scambio” con mezzi alternativi.
I dati dell'inquinamento – conclude Romboli - dovrebbero suggerirci la necessità di cominciare a pensare seriamente in termini di una conversione ecologica coerente ed organica, invece di perseverare nella prospettiva industriale e sviluppista, secondo il modello condiviso dal PDL e dal centro sinistra: tragicomico pensare di disincentivare l'uso dei veicoli a motore con gli sconti sui biglietti ATL!
Livorno, 18 marzo 2010
L'Ufficio Stampa Verdi di Livorno - Livorno LIbera
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