Nella foto il palazzo del Refugio, una delle tante donazioni della fondazione Dal Borro al Comune di Livorno
Le notizie di reato, presunto ovviamente, nei confronti del Pio Albergo Triburzio, per non aver usato correttamente il patrimonio, donato per far del bene, ci ha confermato come fossero giustificate le nostre denuncie nei confronti delle amministrazioni guidate da Lamberti – Cosimi che hanno gestito un patrimonio immobiliare per scopi del tutto incongrui rispetto all’uso a cui erano destinati (quello degli Enti sciolti nel 1977 come l’Ex-Eca e ex- Fondazione Del Borro, etc. frutto di donazioni private per uso sociale).
Un centinaio di alloggi, che avrebbero dovuto essere inseriti nell’elenco dell’Erp oppure utilizzati per emergenza, e di fondi commerciali furono conferiti dal Comune alla Spil (in difficoltà allora per mancanza di fondi) per fare cassa, cioè per aumentare il capitale sociale della Porto Industriale di Livorno Spa.
Spil li ha venduti a prezzi non di mercato, sottraendoli all’emergenza abitativa, che già si faceva sentire in città.
La domanda di allora torna attuale: come è possibile utilizzare patrimonio ottenuto da donazioni per un uso sociale, per progetti di industrializzazione e immobiliari della Spil. Ultimo caso di una serie molto vasta è l’immobile di Corso Mazzini 177 donato per uso sociale, è in fase di ristrutturazione (per uffici) per essere venduta.
Non solo il patrimonio degli ex Enti assistenziali è stato messo a reddito da una Società per Azioni, ma anche il patrimonio dismesso: ex ambulatori, ex scuole, ex distretti, sedi circoscrizionali, appartamenti di proprietà comunale rischiano di diventare dismissioni a perdere.
Per segnalare questo uso sbagliato del patrimonio l’Unione Inquilini e Precaut del Refugio, organizzarono manifestazioni cercando di fermare le vendite all’asta di appartamenti di proprietà pubblica, aste a cui partecipavano anche agenzie immobiliari.
Rifondazione comunista è stata l’unica forza politica a sostenere questa giusta contestazione, in circa 10 anni è stato dilapidato un patrimonio immobiliare senza controllo dei requisiti del compratore e senza alcuna ricaduta nel sociale, mentre già si profilava la tragedia degli sfratti per morosità incolpevole.
Se ora, in piena crisi economica e occupazionale, ci troviamo a mani vuote, è anche a causa delle irresponsabilità di chi ha gestito le donazioni benefiche come beni a disposizione per operazioni finanziarie (poco redditizie) anzichè destinarle alle famiglie disagiate: uno spreco imperdonabile di beni comuni, ma forse anche, una possibile ipotesi di reato, per le ex donazioni.
Pertanto chiediamo se non sia il caso di indagare sulle vendite degli ultimi 10 anni per sapere a chi è stato ceduto il patrimonio comunale non ERP, e a che prezzo al mq, perché non passi sotto silenzio a Livorno ciò che è oggetto di indagine a Milano.
Paolo Gangemi
Consigliere Comunale Rifondazione 1995 - 2004
Livorno 3 Marzo 2011
| < Prec. | Succ. > |
|---|














