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Riapertura Vallin dell’Aquila e Cancrovalorizzatore: doppio requiem per l’ambiente livornese

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vallin_dellaquila“La discarica di Vallin dell’Aquila è stata chiusa nel 2006, dopo avere  assicurato per decenni lo stoccaggio definitivo dei rifiuti prodotti nel  Comune di Livorno e di alcune zone limitrofe. La cessazione del  conferimento è considerato un risultato eccellente dal punto di vista ambientale su scala nazionale ed è in linea con le normative europee e gli indirizzi del Piano Provinciale di Gestione dei rifiuti che mirano a ridurre drasticamente l’invio dei materiali nelle discariche.”: questo si può leggere sul sito di A.AM.P.S.

Nel 2009 alla festa del PD dedicata all’ambiente (sigh) l’ecodem  Antonio Ceccantini illustrava a GreenReport “il progetto fotovoltaico per l’area della ex-discarica, un’area la cui riconversione è quasi terminata: inutile quasi far notare come, a tutt’oggi, di pannelli solari in quell’area non vi sia traccia alcuna.

Venendo ai giorni nostri il Comune, non avendo i 40 milioni per la bonifica, venendo meno a gli impegni presi, ha annunciato la riapertura della discarica; questa era già esaurita e da tempo, già se ne chiedeva la chiusura nel 1998, quando l’assessore provinciale Reggiani si dovette dimettere di fronte all’opposizione popolare verso l’arrivo dei fanghi conciari di Santa Croce sull’Arno.

In quel periodo l’attuale sindaco di Livorno Alessandro Cosimi era l’assessore comunale all’ambiente della giunta Lamberti.

Come Movimento 5 Stelle siamo assolutamente contrari (e preoccupati) per questa scelta antistorica che incenerirebbe definitivamente la delibera “rifiuti zero” approvata dal Comune di Livorno.

In discarica continuano ad essere conferite le ceneri dell’inceneritore; là è stato messo a dimora, per decenni materiale contenente amianto.

Politici “marinai” si sono presi un impegno che hanno rimandato allegramente per anni: altro che “risultato eccellente dal punto di vista ambientale“, oggi la crisi offre loro il pretesto per poterla riaprire, rimandando sine die la bonifica.

Qui la questione si intreccia con il fatto che a Livorno, nell’ottica dell’ATO Costa, toccherebbe l’onere di ospitare il supermegamaxinceritore  (da 360mila tonnellate/anno) o quantomeno realizzare la terza linea del Picchianti; la seconda ipotesi era già presente nel programma elettorale del centrosinistra a sostegno di Cosimi nelle amministrative del 2009, mentre del mega-maxi-giga-ultra-inceneritore non c’era nessuna previsione, una scelta questa calata dall’alto dall’assessore regionale Bramerini, ed accettata dal PD livornese di buon grado.

Noi siamo assolutamente contrari all’incenerimento dei rifiuti e siamo per minimizzare progressivamente ed inesorabilmente il conferimento in discarica ma, in ogni caso, non vediamo come mai Livorno debba ospitare necessariamente sia l’inceneritore che la discarica. Perchè???

Bruciando i rifiuti di tutto l’ATO Costa la quantità di ceneri prodotte sarebbe tale che esautorebbe in un amen una discarica già esaurita da decenni. Sorpresa! Gli inceneritori non distruggono i rifiuti, ma li trasformano: i cosiddetti termovalorizzatori (in Italia si ama usare questa definizione nonostante l’UE ci abbia diffidato dal farlo) non sono assolutamente quel macchinario magico che si pensa perchè:

1. devono rispettare la legge della conservazione della materia di Antoine de Lavoisier: alle ceneri prodotte (circa il 30% del peso dei rifiuti bruciati) si sommano le nanopolveri liberate in atmosfera, perchè nessun filtro, al momento, può intercettarle.
2. non producono energia ma semmai la consumano.
3. per ogni kilowattore prodotto da incenerimento si liberano nell’aria 940 grammi di CO2 (vedi punto A); gli inceneritori liberano più anidride carbonica degli centrali a carbone, e quindi ci allontano dagli impegni presi a Kyoto.
4. i rifiuti solidi urbani una volta bruciati e divenuti quindi scorie e ceneri sono classificati come “rifiuti speciali” destinate a discariche ad hoc, più costose di quelle per “rifiuti non pericolosi”.
5. last but not least i rischi per la salute sollevati dall’ordine dei medici dell’Emilia Romagna che chiedono non solo una moratoria degli inceneritori, ma pure una drastica riduzione dei rifiuti inceneriti in linea, richiesta questa in sintonia con l’iniziativa “Resource Efficient Europe” del commissario europeo per l’ambiente Potočnik

Il territorio del comune di Livorno è assai limitato e quindi prezioso… troppo per farne il polo di una gestione non intelligente e non virtuosa dei rifiuti.

Movimento Cinque Stelle Livorno

15 maggio 2012

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