In risposta alla lettera pubblicata nei giorni scorsi: "Il mio sì al rigassificatore di Rosignano"
Rispondo al lavoratore forse di INEOS di Rosignano, preoccupato per il suo posto di lavoro e per quello dei suoi 200 compagni, in relazione al progetto di rigassificatore Edison.
Innanzitutto devo dire con la massima sincerità che ti sono nel cuore, e che va evitata in ogni modo la guerra tra poveri, tra lavoratori e cittadini.
Per questo propongo, a te e a tutti, queste riflessioni, pacate e senza la pretesa della verità in tasca.
Nella tua lettera accenni al referendum sul PVC del 1988: se il 55 % della popolazione votò contro quel progetto, sostenuto invece da tutti i sindacati e i partiti, ad eccezione di una minoranza di sinistra, ciò avvenne per almeno due ragioni:
1) l'economia e quindi la mentalità di Rosignano erano già - 22 anni fa - profondamente cambiate rispetto ai decenni precedenti; una maggioranza di popolazione viveva d'altro, e non aveva più intenzione di sopportare nuovo inquinamento e pericolo Solvay. Questo cambiamento nell'economia si è ulteriormente approfondito, come evidenziato dal recente studio dell'Università di Pisa, secondo il quale Solvay si è ridotta a dare solo l'1-2% dell'occupazione in Val di Cecina, e il 2-4% del reddito.
2) Una parte consistente di lavoratori (circa 400 lavoratori Solvay firmarono la richiesta di referendum, nonostante le telecamere e le spie Solvay) si ricordava bene i compagni morti o ammalati dal vecchio impianto CVM, e furono i primi e i più determinati ad unirsi alla popolazione nel rifiuto. Ricordo diversi nomi di quei coraggiosi compagni.
La realtà che ne è seguita ha dato ragione a chi sosteneva il NO a quel progetto: il PVC è al bando in tutto il mondo, e se fosse stato costruito a Rosignano, non solo sarebbe stato nell'immediato in concorrenza con la produzione di polietilene, ma pochi anni dopo sarebbe entrato in crisi, come sono in crisi tutti gli impianti simili nel mondo, anche quello "emergente".
Venendo ai giorni nostri, sul progetto che abbiamo di fronte oggi, vorrei porti una domanda: premesso che nessuno è contrario allo spostamento del deposito di etilene (quello attuale è vecchio, a semplice contenimento e in area archeologica) e al suo raddoppio dentro lo stabilimento, sei proprio sicuro che verrebbe effettivamente spostato e ricostruito, o è solo una bufala per far passare il rigassificatore GNL, secondo il ricatto "o tutto o niente"? Ci sono accordi scritti e sottoscritti in questo senso ? Non mi risulta, mentre è noto che Solvay è maestra di accordi lasciati a metà, come l'ultimo - quello del 31 luglio 2003 - con il quale ha intascato 30 milioni di euro pubblici, ma non ha rispettato la diminuzione degli scarichi a mare, concordata con le istituzioni .
La "linea del freddo" sembra un'altra bufala pro-GNL. Chi mai si è interessato delle frigorie rilasciate dal vecchio rigassificatore etilene ? e comunque, ammesso che ci fossero imprenditori interessati a questo sottoprodotto, ne darebbe a sufficienza anche il solo nuovo rigassificatore etilene, raddoppiato.
Riguardo alle "valutazioni tecniche" degli oppositori al GNL che non ti convincono, non puoi negare che non esiste al mondo un impianto GNL con tubazioni criogeniche (a meno 162 gradi) così lunghe come nel progetto proposto, che la stessa Edison aveva rifiutato in un primo momento proprio "per motivi di sicurezza". Saremmo cavie di un enorme esperimento sulla nostra pelle, dei lavoratori e dei cittadini.
La considerazione di fondo comunque è questa: nella mente di chi tira le fila - indipendentemente dal fatto che il rigassificatore etilene venga realizzato o meno - il vero affare è il GNL e ciò che verrebbe a catena. Se passasse il rigassificatore GNL, lo stabilimento di Rosignano perderebbe le caratteristiche industriali e si trasformerebbe quasi esclusivamente in polo energetico, a tutto discapito dell'occupazione: l'esatto contrario di quanto sostengono i sindacati tradizionali, che in tutti questi anni hanno giocato di rimessa, in subordine a Solvay, senza mai proporre e lottare per una riconversione ecologica e produttiva dello stabilimento di Rosignano. Occorre che i lavoratori prendano lucidamente coscienza di questo disegno padronal-sindacale ai loro danni, e ritrovino dialogo e convergenze con la popolazione.
26.1.10
Maurizio Marchi
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