
Rendere più remunerativa Atl (ed in generale tutte le partecipate comunali) è questione che riguarda sia le politiche comunali per Atl (su tutte, la pianificazione del traffico attraverso chiusure del centro ai mezzi privati e connesse corsie preferenziali) che quelle aziendali di Atl (tra cui: le politiche tariffarie, i servizi pullman ai croceristi).
Dal punto di vista del pricing (i tipi di servizio offerto e dunque le relative tariffe), Atl assomiglia ad un centometrista che sia costretto a correre con i piedi legati.
Manca infatti, nel tariffario, il tassello fondamentale: il biglietto di corsa semplice (da punto a punto con una singola linea).
Da sempre a Livorno esiste soltanto il biglietto a tempo (75 minuti), oggi al prezzo di euro 1,20 (1,70 se acquistato a bordo). E’ bene ricordare che stiamo parlando di 2 tariffe distinte legate a 2 distinte esigenze dell’utente. Con il biglietto di corsa semplice si utilizza una sola linea una sola volta, anche per tratte brevi per un autobus (1,2,3 km) ma grandi per un pedone.
In una città come Monaco di Baviera, dove le economie di scala sono sicuramente diverse ma anche infinitamente maggiore la lunghezza delle tratte offerte dai mezzi pubblici, il biglietto di corsa semplice è di appena 40 centesimi di euro.
Come Cittadini Ecologisti chiediamo ad Atl ed al Comune il perché di questa assenza, che da sé forse tiene lontana dal mezzo pubblico (e dai ricavi di Atl) la platea –tutta da quantificare ma forse non indifferente- di quei cittadini-utenti, che abbisognino del mezzo pubblico per svolgere –una sola volta su una singola linea- una tratta anche soltanto di uno pochi km ad un prezzo appropriato. Di fatto sembra che si voglia imporre a tutti un biglietto piu’oneroso per un tipo di servizio (la validità per piu’ linee entro i 75 minuti) che non interessa necessariamente tutti. Immaginiamo un supermercato che vendesse soltanto confezioni famiglia e non monodose: molti potenziali clienti se ne terrebbero lontani e quel supermercato diventerebbe una barzelletta.
Che il prezzo di una corsa semplice debba comunque aggirarsi sui 30 centesimi di euro e non certo assommare a 1,20 euro si deduce da una elementare opeazione di divisione. Si divida il costo di un abbonamento annuo lavoratori (€ 224,00) per i giorni dell’anno (365) ed il risultato (0,61) per 2, ossia il numero medio di corse quotidiane che svolge un lavoratore/studente per il percorso di andata/ritorno dalla casa al luogo di lavoro. Il risultato è 0,30, ossia 30 centesimi a corsa.
Rivolgiamo allora come Cittadini Ecologisti una proposta ad Atl: si introduca il biglietto di corsa semplice ad un costo appropriato, intorno ai 30 cents.
Per i Cittadini Ecologisti - Gianmarco De Fusco