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Trasporto pubblico a Livorno. Tagliare e ancora tagliare: troppo facile!

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bus_atlI tagli ci sono, è evidente, e casomai spetterebbe ai rappresentanti del centro destra locale giustificarli e difendere le scelte del governo centrale.

Da parte nostra però dobbiamo constatare come ogni occasione sia buona per alzare bandiera bianca da parte dei nostri amministratori e quindi provvedere a loro volta a tagliare servizi, personale e prestazioni, con ricadute quasi sempre a danno delle persone meno abbienti o più virtuose (in questo caso coloro che scelgono appunto il trasporto pubblico anziché i mezzi privati a motore).

Ci chediamo a questo punto però in cosa consista il merito o il valore aggiunto di un assessore o di un politico se non è in grado di trovare soluzioni alternative rispetto agli scontati e fisiologici tagli.

Troppo facile, ci viene da dire, amministrare così, declinando responsabilità e ripetendo le solite canzoni sotto effetto karaoke, per incapacità o convenienza. Eppure nella stessa Italia non mancano esempi di amministrazioni in grado di mettere in campo la fantasia, la creatività  e la curiosità miste alla sobrietà e al buonsesnso.

E certo non dovrebbe mancare anche una buona dose di coraggio: basti pensare che se si conteggiassero i costi ecologici, economici, sanitari del trasporto privato si potrebbero forse con quei soldi mandare tutti i cittadini gratis sui mezzi pubblici....

Da qui parte anche la concezione di una comunità e di una città sostenibile, solidale e a misura si uomo/donna che metta fra le priorità la “mobilità dolce” disincentivando l'uso del mezzo privato a motore.

Tanto più che ogni tanto affiorano le intenzioni di aumentare le aree pedonali, chiudere il traffico alle auto e ai motorini, tutte scelte consolidate, pare, all'interno di un possibile piano della mobilità dalle sembianze sempre più autorefenziali (alla faccia dei percorsi partecipati da marketing politico, tipo “Pensiamo in Grande”) e assai poco organiche e coerenti.

Eppure Livorno dovrebbe fare di tutto per “inventarsi” nuove strategie, visto che da anni è al centro di una trasformazione che ha aumentato a dismisura i servizi e le attività  decentrate e periferiche: pensiamo, ad esempio, al nuovo distretto sanitario di via del Levante e addirittura al progetto del nuovo ospedale a Montenero Basso. Quest'ultimo sostenuto, ci hanno detto, dal progressivo invecchiamento della popolazione; eppure non si  mostra la stessa sensibilità nei confronti proprio di quella stessa  popolazione che – assieme ai migranti- sarebbe maggiormente danneggiata dal taglio del servizio pubblico.

Stefano Romboli   

 Cittadini Ecologisti

11 gennaio 2010

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