Un altro clochard c'ha lasciato.
Questa è stata la volta di Gigi, “quello che stava in via della Madonna”.
Non se la passava bene Gigi negli ultimi giorni, sicuramente da dopo che gli era bruciato il posto in cui aveva trovato rifugio, l'ex cinema Moderno, preso fuoco in modalità non tanto chiare, così come non chiara è la fine che abbia fatto Whisky, il suo cane, sparito sabato o domenica.
Noi del Movimento Antagonista Livornese l’abbiamo iniziato a conoscere bene a partire da ottobre quando ha iniziato a frequentare i nostri posti e in quei giorni con sorprendente spirito lucido e filosofico, c'ha riempito il cuore.
Era una persona fantastica, con la quale abbiamo pienamente condiviso il concetto di autogestione dei nostri spazi.
Che era una persona buona lo sapeva tutta Livorno, sicuramente lo sa e si dispiace chi passava di Via della Madonna dove Gigi stazionava, leggendo o salutando i passanti.
Era ormai da tempo che Gigi stava in città, per cui lo conoscevano in molti. Forse però non i servizi sociali.
Per come l'abbiamo conosciuto noi, Gigi era sì cocciuto, aveva una storia difficile alle spalle ma sicuramente un letto stabile dopo quello che gli era successo l’ultima settimana non l’avrebbe disdegnato.
Abbiamo legittimi dubbi che la nostra Livorno abbia provato molto poco a capirlo, così come sappiamo quanto abbia aiutato poco l'altro Gigi, Gigi Mura morto di freddo a Dicembre.
La rossa e tanto democratica Livorno si affaccia al nuovo decennio con tre homeless sulla coscienza, se si aggiunge il magrebino morto di freddo nel casolare del signor Kutufà.
Una bella colpa. Perché non aver attivato il piano di emergenza freddo per i senza tetto, così come aver ridotto all'osso l'emergenza abitativa, noncurarsi del livello di assistenza sociale esistente in città, comporta colpe specifiche.
Si dirà che il nostro Gigi è morto per un incidente e che la colpa non è del Comune che non riceve più soldi dallo Stato per questo genere di intervento, ma non basta.
Non basta perchè di fronte alla velocità con cui sono risolte le varianti urbanistiche e i progetti dei nuovi ospedali, le case popolari così come tutto il settore del sociale, vengono lasciate alla bisogna, senza, ripetiamo, alcuna attestazione dei risultati ottenuti.
In tempi di pressante emergenza abitativa, dove la miseria interessa fasce di popolazione sempre più ampie, non è tollerabile, per come è inquietante, vedere queste persone lasciate a se stesse. Il Gigi di oggi potremmo essere noi nel prossimo futuro. Per questo non lasceremo nel silenzio ulteriori atti di menefreghismo come quello che ha riguardato Gigi e tutte le categorie svantaggiate che nel passare degli anni hanno rinfoltito sempre di più le loro fila, italiane o straniere che siano.
Dal Sindaco di Livorno al futuro governatore della Toscana si mettano bene in testa che gli scenari della crisi non si scaricano sulle persone più deboli. Accoglienza e sociale sarà quello che chiederemo a voce sempre più forte, nessuna immobilismo o al contrario, centri di identificazione e espulsione in Toscana saranno tollerati.
Movimento Antagonista Livornese
24 febbraio 2010
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