A 25 anni dalla strage che ha provocato 4 vittime per incidente alla raffineria il 30 gennaio 1986, ribadiamo la necessità di bonifica dell’area. Si tratta di un’operazione che avrà dei costi ingenti che però non dovranno gravare sulla spesa pubblica ma dovranno essere a carico dell’ENI, una multinazionale che crea profitti e dividendi ai suoi azionisti.
-Occorre una PROSPETTIVA STRATEGICA alternativa per il sito di Stagno: uscire gradualmente dalla raffinazione del petrolio ed entrare nel settore delle energie alternative rinnovabili,per la produzione di idrogeno dall’acqua di mare,sostituendo così gradualmente il gas delle centrali elettriche interne e alimentando reti di distributori e riscaldamento.
-Nell’immediato occorre una gestione sociale e solidale ed investimenti cooperativi e popolari per avviare le produzioni di energie alternative su aree interne alla raffineria.
-Otterremmo così: bonifica,ripresa in mano dei processi produttivi da parte delle popolazioni,abbattimento dell’inquinamento,minore dipendenza da energia non rinnovabile,creazione di lavoro sicuro,pulito e sano.
Questi obiettivi saranno attuabili solo con il protagonismo di forti settori di operai e con un cambiamento della cultura politica.
Occorre sostenere che l’utilizzo della raffineria venga cambiato,senza però venderla al miglior offerente,pensando ad una riconversione sostenibile e sicura. Su questa questione di fondo si gioca il futuro ambientale di Livorno e della sinistra locale
Vertenza Livorno,rete per la difesa della salute e dell’ambiente
29 gennaio 2011
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