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Ma quale aria respira Toncelli? Le risposte degli ambientalisti al vicesindaco

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inquinamento_atmosfericoIn questa società dell’immagine dove conta l’apparenza e non la sostanza non ci si può troppo meravigliare se un politico cerca di minimizzare i problemi. Il vicesindaco Toncelli in una recente conferenza stampa ha però esagerato; è arrivato a dire: “I dati ci dicono che Livorno è una delle città ai primi posti in Toscana e in Italia per la qualità dell’aria”.

Tali dichiarazioni suonano davvero offensive per l’intelligenza dei cittadini.

Non è possibile in poche parole fare il punto sulla situazione critica di Livorno, città e provincia. Non è il caso di insistere sul fatto che negli anni passati ripetuti esami del terreno hanno trovato proprio in città, dalla zona nord fino circa al viale Carducci, il “deserto lichenico”, cioè un terreno fortemente contaminato.

Non è ancora il caso di ricordare come ai bordi della città ci siano terreni, un bubbone putrescente costituito da 21,935 kq fortemente inquinati, definiti “Siti di Interesse Nazionale”, che la legge obbliga a bonificare.

Non è neppure il caso di stare a enunciare i dati dell’Inventario Regionale delle Emissioni che riportano le grandi quantità di inquinanti emessi dalle industrie, Agip ed Enel in particolare a nord della città, quantità che non trovano, al di fuori della provincia di Livorno, neppur lontani paragoni in tutta la Regione.

Basterà solo ricordare che la stessa Arpat nel 2009 in occasione della procedura di Autorizzazione della centrale a biomasse Porto Energia ha testualmente affermato: “il Piano Regionale di risanamento e mantenimento…individua il Comune di Livorno nella zona di risanamento di Pisa-Livorno, per superamenti dei valori limite di qualità dell’aria ambiente di PM10 e NOx e, dovrà per cui essere oggetto di piani o programmi di risanamento; l’impianto della centrale si colloca quindi in un’area <<critica>> in cui a maggior ragione devono essere adottate tutte le misure più rigorose per il miglioramento della situazione esistente e nel rispetto del P.R.R.M. regionale”.

Il suddetto piano 2008-2010 inserisce appunto Livorno tra le quattro zone toscane da bonificare. Afferma, tra l’altro, che il risanamento potrà produrre: “il miglioramento dei conti pubblici..in conseguenza della riduzione di anni di vita persi e di giorni di inattività”.

Insomma Livorno non sembra – purtroppo - il posto migliore per una villeggiatura, visto che il suo risanamento potrà salvare anni di vita ai cittadini.

E’ bene poi ricordare che la rete di monitoraggio cui fa riferimento il Toncelli per le sue entusiastiche proclamazioni è costituita da alcune centraline di proprietà dell’Associazione industriali, ormai obsolete e quindi di dubbia utilità, e da quelle della rete pubblica che nel 2003, dopo molte polemiche e ritardi, furono sistemate in modo e maniera da evitare di rilevare i veri gradi di inquinamento della città: non ne esiste una che rileva le PM10 nel centro cittadino, non ne esiste una che rileva l’inquinamento industriale nei quartieri nord. Per non parlare poi del fatto che le centraline sono situate in prossimità di alberi, mentre la normativa europea e nazionale prescrive che le centraline debbano essere poste lontane da ostacoli che possano “disturbare il flusso d’aria … di norma ad alcuni metri da edifici, balconi, alberi e altri ostacoli”.  Difficile sostenere che in questo modo i rilevamenti indichino l’effettiva qualità dell’aria che si respira a Livorno. Colpisce poi che mentre il Comune propaganda un monitoraggio straordinario della qualità dell’aria nei quartieri nord, si operi a livello regionale per abbattere – stravolgendo la legge – il numero di centraline fisse in tutta la regione ed anche a Livorno e provincia. Si può già prevedere che a seguito della soppressione delle centraline fisse di rilevamento, specie delle più critiche, il livello d’inquinamento rilevato scenderà ancor di più. Ciò ovviamente non potrà essere motivo di tranquillità relativamente all’inquinamento, ma sarà piuttosto motivo di preoccupazione relativamente alla trasparenza delle pubbliche Autorità. A questo proposito c’è da segnalare che da diversi mesi è praticamente impossibile consultare le rilevazioni giornaliere sul sito dell’ARPAT.

Ma tornando all’oggi, dato il forte e manifesto contrasto tra la realtà attestata dagli organi competenti e quella descritta dal mondo politico, viene inevitabilmente il sospetto che le assai disinvolte affermazioni intendano tranquillizzare l’opinione pubblica per facilitare il prossimo inserimento nel tessuto Livornese di altre fonti grandi dispensatrici d’inquinanti, quali ad esempio, centrali a biomasse e inceneritori. Chi vivrà vedrà.

Vertenza Livorno, rete per la difesa dell’ambiente e della salute

Livorno, 15 marzo 2011

***

Cogito ergo sum

Nelle interviste comparse sui giornali locali in questi ultimi giorni è stato dato ampio rilievo alle dichiarazioni del vice sindaco, che riportando  i dati di ARPAT, Legambiente e Asl , ha dichiarato che l’aria di Livorno è buona anche se le criticità non sono sparite. Inoltre il vice sindaco afferma che la nostra e una delle città ha l’aria migliore in Italia ed è ai primi posti in Toscana. Cogito ergo sum diceva Cartesio vediamo pertanto di utilizzare  un po’ di razionalità e felici dell’affermazione che Livorno ha l’aria pulita  iniziamo una breve indagine sui documenti utilizzati dal nostro comune e sul metodo utilizzato per i campionamenti dell’aria a fondamento di questa radiosa e inusitata notizia.

Cominciamo dai dati forniti dall’ARPAT dalla relazione annuale del 2009. Questi dati si basano sulle seguenti centraline di rilevamento di appartenenza regionale:Viale Carducci periferica traffico PM10 -Via Gobetti urbana industriale PM10-Piazza Mazzini urbana traffico -Piazza Cappiello urbana fondo -Villa Mauro Gordato periferica fondo PM10, PM2,5**,Ozono-La Palazzina (Gabbro)* rurale fondo Ozono-La Rotonda Ardenza periferica meteo.  Da qui si evince subito una prima anomalia le centrali di rilevamento di villa mauro Gordato per il rilevamento delle polveri sottili e l’assenza di  rilevatori per PM 2,5  nella zona  del Picchianti  sede dell’Inceneritore che  con le sue eruzioni vulcaniche di polveri sottili PM 2.5 investe i quartieri di Stazione,Corea Shangai, Pontino e Venezia che sono all’interno del  suo raggio utile di azione dell’inceneritore ( 3 KM). Si ricorda che per le polveri sottili da 2,5 micro a 0.5 non esistono filtri adeguati  e che pertanto circolano liberamente nell’aria veicolando preziosi sostanze e metalli che vengono catturati dal nostro sistema biologico per partorire negli anni varie tipi di patologie anche tumorali.

Dati di legambiente

Forse non tutti sanno come questi dati vengono raccolti ebbene lega ambiente spedisce un modulo che i comuni compilano  e rispediscono al mittente  la sola compilazione del modulo vale due punti e se il modulo viene compilato integralmente si aggiungono altri 10 punti forse la raccolta punti fa parte del monitoraggio virtuale e autoreferenziale dei comuni che certamente non odora di  imparzialità. Un altro aspetto riguarda il peso che viene attribuito ai 25 indici  o indicatori di ecosistema urbano tra i quali troviamo peso 2 alle politiche di partecipazione e pianificazione ambientale, peso 2 alle certificazioni ambientali, 3,5 alle piste ciclabili, 10 alla qualità dell’ aria se il PM 10 rientra nei limiti massimi consentiti dalla legge, peso 9 al trasporto pubblico urbano, 10 alla raccolta di rifiuti differenziata. Ricordare che la nostra città  ha tagliato il trasporto pubblico fa poca differenziata . Inoltre  si  mette i rilevatori di PM 10 nei parchi pubblici di fronte al mare. Pertanto  alla fine di vera analisi dell’aria che respiriamo rimane  ben poco. In questo rapporto manca tutta una serie di sostanze inquinanti quali le famigerate polveri sottili al disotto dei PM10. In pratica per quanto riguarda l’aria troviamo soltanto il biossido di azoto, l’ozono  e IL PM10 tutto il resto è noia.

Dati ASL

Considerevolmente importante è la rilevazione dei dati epidemiologici riportati dai Registri Tumori. Il registro tumori della Toscana aggiornato al 2010 copre  dal 1985 le province di Firenze e Prato, esso è stato istituito nel 1984 e nel 2006 è stato esteso a tutta la Toscane. Il registro tumori ha un sito Web alla pagina:  http://www.cspo.it. L’obbiettivo del registro tumori è quello  di produrre e divulgare dati epidemiologici relativi ai tumori nella regione Toscana. Collaborare con le strutture cliniche nel campo della prevenzione (screening) e dei percorsi diagnostico-terapeutici dei pazienti oncologici. Purtroppo la sua attività è piuttosto arretrata infatti si è conclusa la rilevazione dell’incidenza dal 1985 al 2003 per l’area di Firenze e Prato. I dati sono stati inviati alla banca dati AIRT (Firenze) per le prossime pubblicazioni nazionali ed internazionali. In fase di completamento la registrazione dei casi 2004 estesa a livello regionale. Nel rapporto sui tumori del 2009 non risulta traccia dell’esistenza di  un registro tumori per la  provincia di Livorno diversamente da altre province come : Parma,Modena,brescia,Trapani,Latina,Biella,Torino,Milano,Siracusa,Sondrio e Ragusa.
in particolare per un quadro serio della situazione tumorale della provincia occorre avere un registro diviso per patologie seguenti: T delle vie digestive,T dell’esofago,T dello stomaco,T del colon-retto,T del colon,T del retto, T del fegato, T della colecisti,T del pancreas, T del polmone,T dell’osso,Melanoma cutaneo,T del corpo dell’utero, T dell’ovaio, T della prostata,T del testicolo,T del rene e delle vie urinarie, T della vescica,T del cervello, T della tiroide, linfoma di  Hodgking e di non Hodgkig, Mieloma multiplo, leucemie, T della cute, Mesotelioma, sarcoma di kaposi, T dei tessuti molli,T della mammella femminile, T della cervice uterina, Leucemia linfatica acuta e cronica, Leucemia mieloide acuta e cronica, ecc… Inoltre dai dati sulla Mortalità per condizione socio-economica ( Studio Longitudinale Toscano Livorno 2001-2005 a cura del sistema statistico regionale: analisi per quartiere per le città di Firenze e Livorno.) “ l’area a nord nord-ovest della città appare come quella maggiormente svantaggiata in termini di salute, contro la zona litoranea e tutta la parte a sud. La circoscrizione corrispondente al centro cittadino e quartieri nord  mostrano i rischi relativi più alti per entrambi i sessi e per pressoché tutte le cause esaminate (m. app. circolatorio e tumori maligni). La circoscrizione a nord dell’ Ardenza, lungo il litorale, si presenta specularmente protetta per tutte la cause esaminate tranne che per il tumore della mammella femminile (RR=1.12), presente anche nella circoscrizione del porto (RR=1.32). Il tumore pleurico si concentra nella zona del porto (RR=1.96) ed in quella industriale retrostante (RR=1.32). La composizione sociale della popolazione delle circoscrizioni mostra differenze assai rilevanti:per la circoscrizione con mortalità più alta abbiamo il 57.9% (69.8%) di abitanti maschi (femmine) con la sola licenza elementare contro solo il 25.9% (42.4%) in quella più avvantaggiata …”.A fronte di quanto esposto dalla lettura dei diversi documenti accessibili via  web risulta che il fattore ambientale inteso come fattore legato all’insorgenza di malattie legate all’inquinamento non è utilizzato come  parametro  e metodo di studio. Sorprende  il fatto che tra le cause di morte studiate  nel  rapporto si evidenzi  invece che il fattore inquinamento la superficie abitativa e la tipologia del riscaldamento utilizzato come fattori legati al tasso di mortalità concludendo alla fine che chi vive in case più piccole campa di più rispetto a chi un maggior numero di mq a disposizione!!!!!!!

Conclusione

Non voglio con questa breve esegesi dei testi terrorizzare la popolazione minacciando l’apocalissi ambientale o l’inferno, ma occorre far notare che ad oggi si continua a sottovalutare il fattore ambientale come causa del insorgenza di diverse patologie nella popolazione locale. A tutt’oggi e bene marcare che non esiste un inceneritore a emissioni di polveri sottili zero. L’inquinamento anche se invisibile rappresenta una minaccia seria che non può essere affrontata con la superficialità e l’incompetenza attuali. La qualità dell’aria è influenzata da diversi fattori molti dei quali direttamente dipendenti dal modello industriale e di sviluppo locale  che si sceglie. Ravviso quindi l’urgenza di un approccio più qualificato e responsabile da parte della politica locale specialmente nei riguardi del materiale particellato fine. Infine non si può più attendere per quanto attiene al bisogno di effettuare un indagine epidemiologica legata all’insorgenza delle patologie legate all’inquinamento di terra, aria ed acqua. Indagine che deve affiancare la costruzione di un registro dei tumori su base provinciale.

Di fronte a questa necessità per tutta risposta l’amministrazione  ha risposto con l’idea di costruire un altro mega inceneritore che affiancherà quello esistente potenziato con al terza linea, le due centrali a biomasse, la discarica del limoncino, il rigassificatore , e la centrale Enel. Pertanto si conclude che  la cosiddetta energia green rinnovabile non trova un adeguato riscontro nel nostro modello di sviluppo come pure la politica di riciclaggio dei rifiuti  e il loro trattamento a freddo nell’ottica di ridurre a zero la spazzatura.

Buona digestione

Dattero

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