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Le conclusioni dei periti della Commissione Marino: le lesioni furono inferte. Le fratture sul corpo di Stefano Cucchi sono recenti, compatibili con il periodo della detenzione e, soprattutto, sono da considerarsi l’esito di "lesioni inferte". Ma a causare la morte del giovane è stata, in ultima analisi, una gravissima denutrizione e disidratazione che i medici avrebbero potuto evitare se solo si fossero preoccupati di analizzare le urine del paziente. Non sono banali le conclusioni a cui sono arrivati Pascali e Perfetti, i consulenti incaricati dalla Commissione sul servizio sanitario nazionale, presieduta dal senatore Pd Ignazio Marino, di indagare sulle cause che causarono la morte del trentatreenne romano. Cucchi fu fermato il 15 ottobre per spaccio di droga e morì il 22 nel reparto penitenziario dell’ospedale Sandro Pertini.