Una massiccia operazione di polizia è quella che è stata messa in campo nella notte per notificare cinque misure cautelari (arresti domiciliari o obbligo di firma per "pericolosità sociale") ad altrettanti attivisti del presidio di Chiaiano in merito ai fatti avvenuti il 23 maggio 2008, quando la polizia caricò centinaia di cittadini che a mani alzate si opponevano alla costruzione della discarica.Il comunicato stampa del Comitato:
Misure cautelari agli attivisti del preisidio di Chiaiano per le cariche del 23 maggio 2008...!
Ebbene mentre nessuno di quei poliziotti e dirigenti è stato mai inquisito per quelle cariche e per la loro violenza gratuita, a due anni di distanza (!!) l'inchiesta condotta dal Pm Narducci produce misure cautelari per i dimostranti! Con accuse francamente surreali rispetto alla gravità della misura dopo così tanto tempo e al merito effettivo dei fatti contestati: danneggiamenti e interruzione di pubblico servizio. Qualcuno è accusato "di aver fatto bloccare un pullman", qualcun altro "di aver tentato di sottrarre lo scudo a un agente di polizia", mentre li massacravano di botte...!
Gli elementi che a distanza di così tanto tempo qualificherebbero la "pericolosità sociale" sono ancora più incredibili: per Egidio e Davide ad esempio è il fatto di essere stati fermati in un camion (quello della manifestazione dello Jatevenne Day il 30 settembre 2008) insieme al proprietario dello stesso che nel camion teneva una falce. Situazione per la quale all'epoca del fermo del camion non ricevettero nessuna accusa perchè fù subito accertato che la falce apparteneva al proprietario che di mestiere fa il contadino. Per Pietro addirittura la situazione è paradossale: proprio il 23 maggio fu fermato durante le cariche e processato per resistenza. Quindi sarebbe due volte inquisito per le stesse cose!! E l'elemento che secondo il Pm accerterebbe la sua "pericolosità", il fatto di parlare col megafono agli altri manifestanti, è stato già derubricato nel giudizio del tribunale come un atto non rivolto ad aizzare la folla ma a mantenere la calma...
E allora ci chiediamo se l'inchiesta di Narducci c'entri qualcosa con l'amministrazione della giustizia o non rappresenti piuttosto la rivalsa esemplare dei poteri forti di questa regione e di questo paese verso la resistenza di una popolazione che ha fatto parlare l'Italia e ha disturbato non poco i grandi speculatori "dell'affare rifiuti". Ma noi non ci stiamo a veder criminalizzata la nostra lotta in difesa della salute e della nostra terra mentre i grandi inquisiti per la sua devastazione (a partire da Guido Bertolaso) girano tranquillamente a piede libero! Già oggi convochiamo un'assemblea al presidio di Chiaiano alle ore 18.00 per mobilitarci e chiediamo a tutti i cittdadini napoletani di difendere con noi la verità e la giustizia.
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