La fine dei vent’anni

Partiti da lontano/ e di colpo arrivare ad essere contenti/ma il colpo era forte / e le note non erano giuste

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Comincia così – e con le note giuste di Del tempo che passa la felicità – quello che già all’esordio (18 marzo) era stato indicato come uno dei migliori dischi del 2016, “La fine dei vent’anni” (Woodworm/Audioglobe) del cantautore, compositore e polistrumentista nonché tecnico del suono Francesco Motta. Nato da famiglia livornese a Pisa nell’ottobre del ’86 e cresciuto artisticamente proprio nella città della Torre, dell’Università e degli Zen Circus, Motta dopo due dischi con i Criminal Jokers (2010 “This Was Supposed To Be The Future”, 2012 “Bestie”) si trasferisce a Roma dove tra l’altro si forma come film composer al Centro Sperimentale di Cinematografia (degne di nota le musiche che ha composto per il bel documentario del livornese Simone Manetti Goodbye Darling, I’m off to Fight).

E proprio a Roma Francesco, inizia a lavorare al suo primo disco solista, forte del suo talento e della sua versatile esperienza pluriennale sia sul palco che fuori. Consapevole delle sue doti e capacità individuali ma anche lucidamente consapevole dell’arricchimento che può arrivare da altri Francesco contatta e riesce a coinvolgere uno dei musicisti, autori e produttori più interessanti del panorama italiano, il romano Riccardo Sinigallia, già autore e collaboratore tra gli altri di Niccolò Fabi, Max Gazzé, Tiromancino, Frankie hi-nrg mc. Sinigallia, uno per il quale «il testo è il centro di una canzone» rimane colpito dalle prime canzoni abbozzate di Francesco e decide così di produrlo. Nasce a detta di entrambi una forte sinergia artistica ed una grande sintonia personale che porteranno a comporre e confezionare un grande disco e saldare una grande amicizia.

Dentro e fuori questo lavoro, a partire dalla copertina sostenuta dal bel ritratto della fotoreporter Claudia Pajewski, Motta mette se stesso, ci mette il suo cognome (ovvero le sue origini, la sua famiglia – la sua amatissima sorella Alice – i suoi ricordi che ritroviamo sparsi al centro del booklet), ci mette la sua faccia, con i sui segni, il suo passato e ci mette il suo sguardo, il suo punto di vista: ci affronta, determinato, ma in pace. La title track del disco poi (lanciata come singolo con un videoclip diretto in piano sequenza dal napoletano Francesco Lettieri) regala secondo me uno degli incipit più belli della canzone italiana “C’è un sole perfetto/ ma lei vuole la luna”.

francescomottasbtoma16bnLa fine dei vent’anni, rispetto ai due precedenti dei Criminal Jokers è un disco più consapevole, più scelto nelle intenzioni e più equilibrato nella dinamica interna ma non manca la dimensione fisica ed a tratti ritmicamente ipnotica della cifra stilista ed umana di Francesco Motta. Dimensione che è stata nuovamente esaltata in un lungo tour di presentazione del disco, partito l’8 aprile da Pisa (Deposito Pontecorvo) per approdare il 1° di ottobre 2016 dopo altre sessanta tappe in giro per lo stivale ed ormai prossimo al suo trentesimo compleanno alla sua famigliare Livorno inaugurando la nuova stagione del The Cage.

Motta in una dialettica continua tra cervello e nervi scrive musica e testi di metà del disco, l’altra metà con Sinigallia, tra cui i due testi a quattro mani di Sei bella davvero e Roma stasera, ma con l’intelligenza e la consapevolezza ancora una volta di non peccare di autosufficienza coinvolgendo nella registrazione altri musicisti (alcuni scelti da lui altri dal suo nuovo mentore, Sinigallia): dalla ex bassista dei Tiromancino Laura Arzilli, al batterista Cesare Petulicchio, da Alessandro Alosi all’inossidabile Giorgio Canali che con la sua chitarra elettrica va ad impreziosire le atmosfere degli ultimi due pezzi del disco, Una maternità ed Abbiamo vinto un’altra guerra. Una canzone quest’ultima che Francesco Motta chiude – e noi con lui questo articolo – così: li guarderemo negli occhi / ci spareranno alle gambe/per non farci pensare / noi strisceremo di notte/ per non farci vedere

di Lucio Baoprati

(Pubblicato sul numero di ottobre 2016 dell’edizione cartacea di Senza Soste)

 

Foto The Cage: © Sebastiano bongi toma 2016
www.sbtphotogrpher.eu

 


 

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