La lotta degli operai Iscot si è spostata a Torino: i primi risultati. Foto e video

Aggiornamento sulla vertenza Iscot: presidio degli operai Iscot “in trasferta” a Torino per chiedere alla dirigenza presso la sede centrale dell’azienda, il reintegro immediato degli operai che non sono stati fatti entrare nel loro posto di lavoro. Il contratto a tempo indeterminato con clausole di salvaguardia deve essere rispettato e non è accettabile la ritorsione dei padroni nel delocalizzare senza neanche un giorno di lavoro, questi due operai delle manutenzioni.

Inizialmente i dirigenti Iscot si sono rinchiusi nella loro sede, rifiutando l’incontro, ma dopo oltre un’ora di presidio è stato accettato di ricevere una delegazione dei lavoratori. Alla fine dell’incontro la proposta dell’azienda è stata quella di prendere in considerazione di far restare i due lavoratori Iscot sotto l’appalto Sole e essere spostati in trasferta temporanea presso il capannone adiacente. I lavoratori decideranno nei prossimi giorni se accettare o meno questa offerta, quando sarà messa nero su bianco. Vedi video e foto tratte dalla pagina fb Riscatto Pisa. redazione, 14 ottobre 2016

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Se Maometto non va alla montagna… gli operai Iscot vanno alla sede centrale di Torino!

iscot-torinotratto da http://www.infoaut.org

Dopo aver lottato contro il ricatto del contratto interinale i 7 operai Iscot in appalto presso la fabbrica di pulizie industriali di Pontedera, indotto Piaggio, hanno dovuto riprendere la loro lotta. Avevano strappato un contratto a tempo indeterminato a colpi di scioperi, presidi notte e giorno ai cancelli, blocchi delle merci. Il primo ottobre, primo giorno di lavoro dopo la lotta, sono stati colpiti dalla ritorsione padronale. Due operai, tra i più esposti nella lotta, sono stati interdetti dalla fabbrica, senza alcuna motivazione. Il committente Sole e il datore di lavoro Iscot temono il contagio. Temono che l’esempio vittorioso dei sette possa estendersi agli altri interinali in Sole e negli altri stabilimenti: Ceva, New Job, Piaggio. Riprende il presidio, riprende lo sciopero. Arrivano nuove minacce: la lettera che intima ai due operai il trasferimento, lunedì 17 ottobre, presso un reparto confino, senza colleghi, senza lavoro a due capannoni di distanza. Ieri, al dodicesimo giorno di presidio e al quattordicesimo di sciopero, con un’assemblea operaia di gran parte dell’indotto i lavoratori in lotta lanciano una nuova sfida: “Se la montagna non va da Maometto… allora andiamo noi a stanare Iscot. Organizziamo venerdì due pulmini e portiamo la nostra protesta alla sede centrale di Iscot a Torino. Lavoratori e solidali di Torino sono con noi. Iscot è un gigante con i piedi di argilla che vive sul ricatto nei confronti degli interinali. Noi abbiamo iniziato a dire NO!”.

L’appuntamento è dunque per domani a Torino, in via Isonzo 22 alle ore 10. 
Di seguito il comunicato stampa degli operai in lotta e il lancio video della trasferta torinese.

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SE MAOMETTO NON VA ALLA MONTAGNA, I LAVORATORI ISCOT DI PONTEDERA VANNO ALLA SEDE CENTRALE DELLA ISCOT DI TORINO

Domani venerdì 14 ottobre alle ore 10 del mattino, come lavoratori Iscot dello stabilimento Sole di Pontedera, saremo a Torino, in via Isonzo 22 alla sede centrale della Iscot Italia S.P.A.

Siamo al venticinquesimo giorno di presidio permanente e di sciopero. Dal 1 ottobre due di noi sono stati estromessi dallo stabilimento Sole di Pontedera come pura ritorsione contro i diritti che ci siamo conquistati. Non è perdonabile che dei lavoratori interinali, tenuti al cappio da un sistema che ci vedeva lavorare anche 18 ore al giorno per poi essere mandati a casa nei momenti di minor produttività, ottengano un contratto a tempo indeterminato? E che per ottenerlo siano disposti a dire la verità, ovvero che negli stabilimenti Sole non c’è sicurezza sul lavoro, che la Iscot non sia l’azienda che vuol far credere ma assomigli più ad un’agenzia di caporalato che subappalta alle agenzie interinali l’assunzione di tutta la sua forza lavoro? E che per ottenerlo decidano di lottare sacrificando famiglia e comodità, dando un segnale di riscatto per tutti i precari, gli interinali, i part time del territorio?

Due di noi, Alessandro e Cesare, sono tenuti a casa dalla Iscot, per volontà esplicita della Sole e di Confindustria. La Iscot da lunedì 17 li vuole obbligare ad un trasferimento forzato in un “magazzino confino” nonostante che dal 1 ottobre dovrebbero, come da contratto appena sottoscritto, essere a lavoro assieme agli altri colleghi nello stabilimento Sole.

Nessuna trattativa vuole sbloccare questa situazione, la posizione è tanto immotivata quanto puro esercizio di potere. Per questo siamo in sciopero, di nuovo, totale e continuato dal 1 ottobre. Per questo picchettiamo i cancelli contro i tentativi di sostituzione che la Iscot vuole fare con nuovi interinali.

Mercoledì c’è stata una grande assemblea di tutto il piazzale Piaggio: centinaia di lavoratori sono scesi in sciopero per appoggiare questa vertenza che è diventata il simbolo contro i contratti\ricatti interinali.

Noi saremo a Torino domani alla sede centrale della Iscot: vogliamo dire ai vertici di questa grande azienda che Cesare ed Alessandro devono subito rientrare nel loro posto di lavoro; che lunedì 17 contesteremo il trasferimento presso il “reparto confino” e che sarà oramai troppo tardi per recuperare ogni trattativa. La Iscot per quanto ci riguarda, se non vuole rispettare i contratti conquistati con dignità dai 7 interinali, se ne faccia una ragione.

Saremo a Torino, in via Isonzo 22, perché la Iscot, colosso che gestisce appalti per conto di Ferrari, Iveco, Maserati, Ford, e Unicredit, è simile ad un gigante coi piedi di argilla. La sua forza è basata sulla rassegnazione di centinaia di lavoratori precari ed interinali in tutta Italia. Noi abbiamo iniziato a dire NO.

Presidio permanente lavoratori Iscot-Sole Pontedera

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