La mano sinistra dell’indie rock

Intervista al chitarrista, compositore e visual artist labronico Federico Silvi

“ Tutto è politica perché siamo sempre e costantemente ciò che facciamo e ciò che non facciamo”

silvereightTra le uscite discografiche made in Leghorn del 2016 non è passato inosservato il secondo lavoro in studio di Silvereight, ovvero il progetto solista del chitarrista classe ’76 Federico Silvi. Dopo esordio del 2013 con l’eponimo “Silvereight”, caratterizzato da sonorità più elettroniche, il 10 giugno del 2016 è uscito “Left Hand” disco improntato a sonorità e timbri decisamente più rock. Il lancio in rete del suo ultimo importante video che accompagna con immagini l’altrettanto importante e potente  traccia n°5 del disco, Same, è stata l’occasione per contattare Federico Silvi. È nata così una bella intervista ad ampio raggio con una delle migliori menti creative della pur ricca e variegata scena musicale livornese (e non).

Same è il quarto video estratto dal tuo ultimo album, un video ed un brano a cui tieni molto.

Esatto, Same e’ un brano a cui tengo molto perché è una delle due canzoni (insieme a PropagUnda) che affronta argomenti politici e sociali. La regia ed il montaggio sono di Filippo del Bubba (Jacqueline Farda) conosciuto in ambito Teatro Officina Refugio e capace di inquadrare e videare il mood tematico del pezzo.

Questo non è il primo video costruito su materiale di repertorio.

No, è il terzo video tratto da questo disco che utilizza immagini di repertorio, il primo è stato “From space” ed il secondo “Love” (entrambi realizzati con la videomaker Ambra Lunardi) . E’ stata una scelta fatta in principio per ragioni economiche che si è poi rivelata molto stimolante.

In questo ultimo video scorrono le immagini di chi il potere lo difende e di chi ha provato (e prova) contrastarlo.

Il testo è una energica accusa verso gli stessi schemi e le stesse dittature che cambiano pelle ma restano sempre fatte della stessa sostanza e della potenza sotterranea di un popolo che se non soggiogato e messo sotto scacco dalla macchina ha sempre e ripeto sempre in potenza il potere di farsi giustizia.

Alla fine del brano canti «Step by step year after year/ same old lies/another broken dream»: dopo l’ennesimo sogno infranto cosa resta?

Resta la prospettiva. La prospettiva c’é sempre finché ci saranno gli ideali. L’importante è non confondere l’ideale con le persone che lo mettono in pratica, le persone sono fallaci l’ideale è un faro da non perdere mai di vista. I sogni infranti sono credo sotto gli occhi di tutti…

Nel video poi c’è alla dedica finale: cos’ha rappresentato per te e cosa rappresenta ancora Genova 2001

Genova 2001 a parte il tragico episodio della morte, anzi dell’uccisione di Carlo Giuliani ha rappresentato la prima spietata zampata del “Tallone di ferro” (libro di Jack London che estremizza una futura e feroce oligarchia) dei nostri tempi. Erano anni per certi versi “ingenui”, la rete non imperversava ancora e gli attuali sentori di complottismo (spesso fanatici e deliranti ma basati comunque su reali scenari e meccanismi) erano lontani, c’era la volontà di manifestare con forza ed ideale contro un organizzazione mondiale che gettava le basi per uniformare un sistema capitalistico e di sfruttamento delle risorse inaccettabile e la risposta delle autorità fu estremamente coerente con gli scenari mondiali che di lì a poco si sarebbero delineati…

Il tuo rapporto con la dimensione politica

La dimensione politica è la vita. Tutto è politica perché siamo sempre e costantemente ciò che facciamo e ciò che non facciamo, ciò che scegliamo e ciò che non scegliamo. La citazione che accompagna il post del video di Same di Antonio Gramsci basta da sola a rispondere alla domanda «Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.»

A conferma del tuo impegno da tempo partecipi attivamente alle rappresentazioni del TOR.

Il TOR (TeatroOfficinaRefugio occupato e antifascista) è uno spazio che frequento da anni e dove mi sento veramente a casa per l’idea che lo anima e per le persone che ci puoi trovare. In una società che si muove esclusivamente per soldi avere un luogo animato esclusivamente dalla passione e dagli ideali comuni ha un valore inestimabile, sono felice di averlo nella mia città e sono sempre pronto quando posso a contribuire alle attività e agli spettacoli svolti.

Rimaniamo in tema: gli spazi e la cultura a Livorno

Gli spazi e la cultura a Livorno hanno fatto passi da gigante se rapportati alla situazione che avevo di fronte quando avevo venti anni… posti come il The Cage, il Surfer Joe, il Nuovo Teatro delle Commedie, il TOR come detto prima, il Grattacielo, Polpetta, Orti Urbani, Egg Visual Art (di cui faccio parte), Carico Massimo, Buzz Kill etc… insomma c’e’ tanto da fare ma le potenzialità stanno venendo fuori. Il problema più grande è confrontarsi troppo spesso con un utenza pigra e disinteressata…

Tra le tue forme espressive non c’è solo la musica: c’è comunque un nesso tra questa e la tua produzione artistica nell’ambito grafico e pittorico?

Il nesso c’e’ ed è la mia sensibilità nell’approccio che ho alle cose (ognuno ha la sua). Un elemento che accomuna la musica e il disegno credo sia l’essere totalmente autodidatta. Sono sempre stato affascinato dal lato “magico” dell’espressione artistica, vedere cosa viene fuori senza schemi o sovrastrutture preesistenti che non siano la propria esperienza sul campo.

Torniamo al tuo ultimo disco, Left Hand: possiamo fare un primo bilancio?

Il bilancio ahimè (per ora) e’ vittima di un paese che mal digerisce soprattutto negli ultimi anni il cantato in inglese. Nonostante le buonissime recensioni ricevute fino ad ora si fa molta fatica a promuovere il proprio lavoro ai media “che contano”. Direi comunque che non è questo il punto principale, il traguardo è stato fare esattamente il disco che avevo in mente ed averlo pagato vendendo i miei lavori grafici, il resto è in secondo piano.

Già, il disco è stato prodotto grazie a questa particolare forma di crowfunding..

Si, è stata un idea azzardata che ha dato frutti insperati, una “svendita” di opere a prezzi abbordabili che ha quasi totalmente coperto le spese di registrazione stampa e ufficio stampa, il poco restante l’ha messo il buon Paolo della Riff Records.

E parlando di opere merita una citazione la copertina stessa del disco (e che ritroviamo anche nel video di Same tra l’altro)

La copertina è un lavoro che ha poi dato nome al disco. “Left Hand”. E’ un quadro venuto per caso, avevo due pannelli di legno neri da buttare che decisi recuperare usandoli come supporto, sul primo feci un lavoro geometrico dal titolo “lifetime” sull’altro essendo a corto di idee con la destra mi disegnai guardandola la mano sinistra. Il risultato cromatico di un blu elettrico su sfondo nero mi piacque molto e mi suggerì di usarlo appena possibile per la grafica di un disco. La mano sinistra poi è la mano del cuore, quella che danza sullo strumento.

silviSilvereight è un progetto solista o un gruppo e soprattutto continuerà ad essere la tua identità principale?

Silvereight è un progetto solista ma vive di entusiasmo, il mio e di chi mi da una mano a dare forma alle canzoni. La formazione attuale con Federico Melosi alla batteria e Gianni Niccolai al basso ha una bella alchimia sonora ed umana, spero dunque se l’ispirazione mi riporterà ad arrangiare i pezzi in formazione a tre di continuare con loro.

Come musicista hai alle spalle svariati progetti ma oltre a Silvereight ed alla già citata collaborazione con il collettivo del TOR porti avanti altri percorsi insieme ad altri musicisti.

Si l’altro gruppo stabile che ho sono gli adorati The Jackie-O’s Farm di cui faccio parte come chitarrista dal 2006, gruppo capitanato dal bomber e bravissimo autore di canzoni Giacomo Vaccai, abbiamo fatto tanta strada insieme e spero di farne altrettanta, siamo in procinto attualmente di ultimare il terzo disco con la produzione artistica di Andrea Appino. Collaboro poi volentieri con altri amici di altri gruppi come Mandrake, NU. e Bad Love Experience, che fanno tutti parte tra l’altro del  collettivo Inner Animal Recording.

Info:

silvereight.net

eggvisualart.com

a cura di Lucio Baoprati

Pubblicato sul numero 120 (novembre 2016) dell’edizione cartacea di Senza Soste

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