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Fatti di Pistoia, la solidarietà delle forze politiche alla vigilia della sentenza del Tribunale del Riesame

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Noi, comitato dei parenti e degli amici dei livornesi arrestati per i fatti di CasaPound Pistoia l’11 ottobre scorso (Selvaggio Casella, Elisabetta Cipolli, Vittorio Colombo, Alessandro Orfano) in questi giorni abbiamo ricevuto numerose e nette manifestazioni di sostegno e solidarietà da parte di forze politiche, associazioni e altre realtà  cittadine e toscane che prenderanno posizione pubblica su questa vicenda, in vista dell’appello del Tribunale del Riesame di Firenze del  21 luglio prossimo.  Il Riesame dovrà essere ripetuto per ordine della Corte di Cassazione di Roma la quale ha accolto il nostro ricorso smentendo la sentenza precedente che ne confermava gli arresti.

La Cassazione non ha riscontrato nessun fatto che potesse giustificare l’accusa di “devastazione e saccheggio “ (pena minima 8 anni) richiesta dalla Procura di Pistoia. Si cita dalla sentenza: “tale descrizione manca sia nel provvedimento in esame sia nella misura cautelare, che valutano i fatti di “devastazione” ma non li illustrano né indicano”.

E’ ormai palese che questa accusa gravissima (per danni valutati in soli 2.000 euro dai giudici stessi) è stata usata strumentalmente dalla Procura pistoiese per giustificare nove mesi di privazione della libertà a numerose persone (tutte incensurate), oltretutto innocenti: ci teniamo a ribadirlo per l’ennesima volta.

Finalmente una pagina di diritto dal valore definitivo che fa chiarezza e giustizia in questa assurda vicenda, dopo nove lunghi mesi tra carcere, domiciliari e misure cautelari restrittive che i nostri ragazzi stanno ancora subendo, ancora prima della fine del processo di primo grado.

Inoltre la Cassazione ha ritenuto degne di nuovo riesame anche le motivazioni della difesa riguardo alla colpevolezza degli imputati, che sin dal primo momento si sono dichiarati estranei ai danneggiamenti di Casa Pound Pistoia.

Desta comunque indignazione il recente rigetto di un’istanza lavorativa presentata da uno dei nostri cari, che fino ad oggi era stato invece sempre autorizzato almeno a lavorare. Il sacrosanto e inviolabile diritto costituzionale al lavoro e al proprio mantenimento viene così pericolosamente  messo in discussione. Inoltre, a un altro imputato, solo da alcuni giorni è stato permesso di tornare a studiare all’Università per sole 5 ore in 2 giorni della settimana. Ricordiamo inoltre le difficoltà della ragazza imputata, che avrebbe bisogno a livello diagnostico di consultazioni in tutto il territorio italiano, essendo affetta da grave patologia invalidante.

Esprimiamo la nostra fiducia nel Tribunale del Riesame di Firenze,  augurandoci che il nuovo collegio sia in grado di pronunciarsi in maniera serena e indipendente secondo giustizia, valutando i fatti giudiziari al di sopra di ogni pressione e influenza, come prevede il ruolo della Magistratura della Repubblica.

Per tutte le ragioni sopra esposte, chiediamo pertanto la liberazione definitiva dei nostri cari, e quindi l’annullamento delle misure detentive ancora in atto (obbligo di dimora nelle ore serali dalle 21 alle 7 e divieto di uscire dalla provincia di Livorno), augurandoci che possano finalmente tornare alle proprie vite normali di lavoratori e studenti.

Comitato Parenti e Amici degli Arrestati Livornesi per i Fatti di Pistoia

 

 

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Il 21 luglio il tribunale del riesame di Firenze dovrà esprimersi ancora una volta sull’esigenza delle misure cautelari alle quali, ancora oggi, sono sottoposti i nostri quattro compagni, e nello specifico obbligo di dimora serale dalle 21:00 alle 07:00 e divieto di uscire dalla provincia di Livorno. La data della prossima udienza del processo invece sarà il 17 settembre.

Oltre a dire che i nostri quattro compagni sono innocenti, abbiamo sempre denunciato la pesantezza delle misure cautelari rispetto ai fatti, già dall’inizio della vicenda.

Adesso non siamo più i soli a dirlo: la Cassazione, che si è espressa lo scorso 29 Aprile, ha valutato che le misure dell’arresto immediato e degli arresti domiciliari , giustificati dal reato di devastazione e saccheggio, pongono seri dubbi, in quanto la Cassazione stessa non ha riscontrato tale reato, sproporzionato rispetto alla realtà dei fatti avvenuti.

Questo era già riscontrabile dai filmati di una TV locale che era sul posto dopo l’aggressione a Casa Pound, i quali mostrano una scrivania divelta, qualche oggetto caduto, un vetro rotto. Si nota, sempre dallo stesso filmato, che alcuni oggetti sono rimasti al loro posto come delle maglie attaccate a delle cruccette, un frigorifero, una televisione. Eppure nè il giudice, nè il magistrato si sono sentiti di derubricare tale reato. Gli stessi militanti di Casa Pound affermano la sera stessa su un loro blog, a poche ore dai fatti, che la sede era già sistemata e che era in corso un’ assemblea. Dove sarebbe potuta essere la devastazione?

Continuiamo a dire che i nostri compagni sono stati vittime di una tesi accusatoria che non regge e che non si basa sulle indagini ma su dichiarazioni di testimoni poco attendibili. Gli agenti della Digos che hanno condotto le indagini, risultano essere amici di Casa Pound, dei testimoni e dell’aggredito. Inoltre i nostri compagni sono completamente estranei a quei fatti dato che stavano partecipando ad una assemblea contro le Ronde, come testimoniato da molte persone, indagate appositamente anch'esse per sminuire la loro testimonianza alle udienze.

Allo stesso tempo esprimiamo preoccupazione e rabbia per il comportamento sempre più rigido e restrittivo che sta tenendo il Tribunale di Pistoia che in questi giorni è arrivato addirittura a negare permessi di lavoro a uno degli inquisiti, fatto mai successo prima e in completa controtendenza rispetto ai dettami costituzionali e la prassi giuridica che vede garantire al di sopra di tutto proprio il diritto al lavoro. Se si considera che le misure a cui sono sottoposti i nostri compagni non sono nemmeno di natura cautelare il fatto assume una rilevante gravità.

Oltre a chiedere l’immediata sospensione delle misure restrittive in corso, continuiamo a sostenere l’innocenza di tutti e quattro.

MOVIMENTO ANTAGONISTA LIVORNESE

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Il movimento di Città Diversa di Livorno, in riferimento al danneggiamento da parte di ignoti del circolo Casapound "Agogè" a Pistoia, nel ribadire la sua netta contrarietà all'uso della violenza e il suo garantismo nei confronti di tutti, alla luce dei fatti nuovi e della pronuncia della Corte di Cassazione, per i giovani livornesi accusati del reato in oggetto:
1° chiede l'annullamento delle misure cautelari restrittive della loro libertà ormai da ben 9 mesi;
2° in attesa della pronuncia della magistratura ordinaria, come previsto dalle norme costituzionali, ribadisce la fiducia nella loro estraneità ai fatti;
3° nel frattempo sottolinea che il così detto reato di devastazione e saccheggio sollevato nel contesto in questione apre la possibilità di un suo uso repressivo.
Città Diversa Livorno
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In occasione della data del riesame sull’illegittimità delle misure cautelari affidate ai quattro livornesi imputati per i fatti dello scorso 11 ottobre a Pistoia, accaduti nei locali di CasaPound, l’Arci di Livorno, torna ad esprimersi sulla questione per ribadire il pieno sostegno e la solidarietà ai 4 imputati livornesi.

Date le circostanze dell’accaduto e una serie di incongruenze investigative, nel rispetto del verdetto finale e dell’iter processuale, chiediamo altresi la liberazione dei 4 ragazzi che conosciamo da anni e con alcuni dei quali abbiamo anche costruito percorsi di collaborazione politica e culturale.

In vista del riesame auspichiamo l’annullamento delle misure cautelari come di fatto è stato sentenziato dal tribunale della Corte di Cassazione di Roma, che si è espresso nel merito dell’illegittimità di tali misure chiedendone il riesame a causa di una insufficianza di prove.

L’ARCI di Livorno ha rappresentato un soggetto che ha scelto di essere interlocutore politico degli imputati e ne sostiene l’innocenza.

Alessandro, Elisabetta, Selvaggio e Vittorio sono persone che si dichiarano estranee ai fatti e per questo l’Arci di Livorno chiede libertà e verità per i quattro ragazzi.

Pur nella diversità di opinione l’Arci di Livorno ha costruito con i quattro ragazzi e con il loro movimento di appartenenza momenti di riflessione politica e pezzi di percorsi condivisi su questioni come il diritto alla casa, l’uso sociale degli spazi abbandonati, la riduzione del danno nelle forme di dipendenza e sulle politiche di inclusione sociale. Anche per questo ci sentiamo motivati e convinti nel sostenere la trasparenza e la legalità della prassi politica dei quattro ragazzi imputati e dunque la loro innocenza.

Marco Solimano – Presidente Arci Livorno

Federico Bernini – Resp. Politiche Giovanili Arci Livorno

Alessio Traversi – Resp. Cultura Arci Livorno

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La vicenda del danneggiamento del circolo Casapound “Agogè” dell’Ottobre 2009 a Pistoia, vide imputati, tra gli altri, due iscritti alla sezione comunale ANPI di Livorno. Il comitato provinciale della nostra associazione prese posizione pubblica all’epoca dei fatti. Oggi sentiamo la necessità di tornare sull’argomento in occasione di una scadenza importante: quella di Mercoledì 21 Luglio quando il tribunale del riesamedi Firenze sarà chiamato a pronunciarsi, tra l’altro, sulla richiesta della difesa degli imputati per la revoca delle misure di sorveglianza ancora in atto.

L’impegno dei nostri iscritti nell’associazione e le loro idee sempre contrarie  ad ogni tipo di violenza, ci ha convinto fin dall’inizio circa la loro estraneità ai fatti contestati. Una convinzione che vogliamo confermare anche in questa occasione insieme al vivo auspicio che il tribunale accolga le richieste della difesa, anche alla luce della decisione della Suprema Corte di Cassazione dello scorso Aprile che dispose la revoca degli arresti ritenendo ingiustificata l’accusa iniziale di “devastazione e saccheggio”.  Una decisione positiva del tribunale del riesame consentirebbe, tra l’altro, agli interessati di far fronte agli impegni di lavoro e di studio oggi compromessi.

Il Presidente, Vittorio Cioni

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia - Comitato provinciale di Livorno

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Dopo aver appreso la notizia delle misure altamente restrittive e limitanti persino dei diritti umani applicate nei confronti dei 6 imputati per gli eventi relativi a Casa Pound di Pistoia, (misure che si spingono addirittura a negare il diritto al lavoro che solitamente viene permesso persino in regime di custodia carceraria) Sinistra Ecologia Libertà di Livorno esprime sconcerto e condanna verso tali atteggiamenti prodotti dal Tribunale di Pistoia.
Auspichiamo che sia prontamente ristabilita la giusta dimensione in cui ricollocare la vicenda rispettando quelli che sono i diritti inalienabili delle Persone,oltretutto in attesa di un pronunciamento circa la legittimità della conferma degli arresti.
Sinistra e Libertà Livorno
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Fra pochi giorni, il 21 luglio ci sarà alla corte del riesame di Firenze, l'appello dei 4 imputati di Livorno per i "fatti di Pistoia" il cosidetto assalto al circolo di casa Pound. La corte dovrà decidere sulla revoca degli assurdi provvedimenti restrittivi che ancora colpiscono i 4 giovani : (obbligo di dimora nella Provincia di residenza e all'obbligo di permanenza notturna dalle ore 21 alle ore 7). Queste misure che limitano le possibilità di vita e di lavoro degli imputati durano da mesi, sinceramente non sembrano avere una logica giuridica.

Questo ancora di più dopo che la corte di cassazione ha affermato che il reato di devastazione non fu motivato dagli inquirenti, ricordiamo che proprio questo reato era stato la giustificazione delle inusuali misure repressive.

Ridare la completa libertà ai ragazzi sarebbe solo il primo passo verso la soluzione di una vicenda che presenta molti lati oscuri.

Ricordiamo che Ale, Eli, Vitto, Selva, hanno fatto politica sempre alla luce del sole, ed erano a Pistoia ad una riunione pubblica insieme ad atre decine di compagni e compagne.

Che da subito la polizia e la questura di Pistoia si sono distinti per un operato almeno discutibile, che intorno a casa Paund di Pistoia un intreccio a dir poco inquietante fra neofascisti e esponenti del centro destra .

Subito si è esagerato sui fatti. appunto :devastazione e saccheggio.. reati gravissimi e che comportano pene severe e alludano a un clima da guerra civile in realtà i danni a cose e persone sono state risibili: il covo di casa Paund era già utilizzato la sera stessa.

Da subito si è voluto colpire gli antifascisti presentii in un'assemblea pubblica , la casistica dei tempi, l'impossibilità materiale di essere presenti, le contraddizioni dei cosiddetti testimoni..ecc

Come Sinistra Critica esprimiamo la piena e incondizionata solidarietà ad Ale, Eli, Vitto e Selva ,La corte del riesame deve togliere le restrizioni alla loro libertà.

Ai 4 ragazzi, alle loro famiglie, agli amici e compagni deve essere ridata la tranquillità, intanto hanno la solidarietà e l'appoggio di quella parte della città e della società civile ancora capace di reagire a macchinazioni e al tentativo di criminalizzare il dissenso e l'attività sociale.

Sinistra Critica Toscana

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Solidarietà ai compagni Selvaggio, Elisabetta, Vittorio e Alessandro coinvolti per i fatti di CasaPound Pistoia.

L’Unione Inquilini di Livorno rinnova la propria solidarietà alle /i compagne/i Selvaggio Casella, Elisabetta Cipolli, Vittorio Colombo, Alessandro Orfano coinvolti per i fatti di CasaPound Pistoia l’11 ottobre scorso, dei quali chiediamo l'annullamento immediato delle misure cautelari restrittive della libertà personale ancora in vigore dopo 9 mesi, che impediscono perfino la possibilità di lavorare.

Conosciamo bene queste persone che con noi hanno lavorato per il diritto alla casa, in difesa delle famiglie sotto sfratto, partecipando con passione per trovare le soluzioni da casa a casa, affinché nessuno fosse gettato per strada senza un tetto, una partecipazione che mai ha visto atti di violenza.

Ci uniamo alle numerose e nette manifestazioni di sostegno e solidarietà da parte di forze politiche, associazioni e altre realtà cittadine e toscane che hanno preso posizione pubblica su questa vicenda, in vista dell’appello del Tribunale del Riesame di Firenze del 21 luglio prossimo, ribadendo la fiducia nella versione degli imputati, e cioè l'estraneità ai fatti.

Il Riesame dovrà essere ripetuto per ordine della Corte di Cassazione di Roma la quale ha accolto il loro ricorso smentendo la sentenza precedente che ne confermava gli arresti.

Denunciamo l'uso chiaramente repressivo del gravissimo reato di "devastazione e saccheggio", come da sentenza della Cassazione, manifestando una grave preoccupazione per questa operazione persecutoria a persone che si sono sempre impegnate per il “bene comune”.

Esprimiamo la nostra fiducia nel Tribunale del Riesame di Firenze, augurandoci che il nuovo collegio sia in grado di pronunciarsi in maniera serena e indipendente secondo giustizia, come prevede il ruolo della Magistratura della Repubblica.

Per tutte le ragioni sopra esposte, chiediamo pertanto la liberazione definitiva dei nostri compagni, e l’annullamento delle misure detentive ancora in augurandoci che possano finalmente tornare alle proprie vite normali di lavoratori e studenti.

 

L’Unione Inquilini di Livorno

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Piena libertà per gli arrestati dei fatti di Pistoia al Tribunale del Riesame!

Sono ormai passati molti mesi da quando è stata messa in atto la mostruosa montatura contro diversi militanti di sinistra. L' 11 ottobre 2009 con l' accusa di devastazione ad una sede del movimento di estrema destra "Casa Pound" a Pistoia furono incarcerati 7 militanti toscani dopo essere stati prelevati durante lo svolgimento di una pacifica assemblea nella stessa città.

Che si sia trattato di una macchinazione e di una montatura mediatica ai danni degli antifascisti toscani lo si capisce perfino dalla disposizione della Corte di Cassazione che ha richiesto che venissero rivalutati quegli elementi che hanno portato alla decisione del Tribunale Fiorentino di mantenere lo stato di detenzione per i 7 indagati.

Ad oggi in tutte le sedi processuali dei vari procedimenti che hanno riguardato i fatti di domenica 11 ottobre 2009 si è da tempo chiarito che non vi fu devastazione.

Alla decisione disposta dalla Cassazione, è seguito il rigetto del Tribunale del Riesame al ricorso del pubblico ministero (Firenze 21 aprile 2009) che chiedeva nuovamente l' assurdo arresto per gli indagati.

I reati che possono quindi venir contestati sono azioni contro il patrimonio - come il danneggiamento - già quantificate con una cifra irrisoria che dimostrano l' assenza assoluta della devastazione e che prevedono comunque la sospensione della pena.

Ricordiamo inoltre che siamo davanti a persone incensurate che hanno svolto la propaganda politica sempre alla luce del sole.

Nelle fasi processuali in ogni caso, l'accusa non è riuscita a dimostrare in nessuna udienza il coinvolgimento degli accusati nei reati contestati. La persecuzione da parte del Tribunale di Pistoia contro i militanti di sinistra risulta evidente quando rimanda la fine processuale alla data del 17 settembre senza modificare le misure di sorveglianza che ancora devono essere sopportate inumanamente dai 7 accusati che dal 1 febbraio scorso sono sottoposti all'obbligo di dimora nella Provincia di residenza e all'obbligo di permanenza notturna dalle ore 21 alle ore 7.

Il Partito Comunista dei Lavoratori della Toscana oltre ad esprimere la piena solidarietà ai compagni accusati ne richiede la loro piena libertà. La verità dei fatti verrà ristabilita e cancellerà la macchinazione politica che vuole dare ampia agibilità politica alle bande di neofascisti che in Toscana fanno dell' aggressione fisica e della provocazione l' abituale modo di operare. Non ci possono essere tentennamenti di fronte al fascismo coperto dagli apparati dello stato e dallo stesso governo. Le stesse forze politiche alla guida della regione Toscana hanno il dovere di esprimere la massima solidarietà agli accusati.

Non possono essere puniti così duramente dei militanti di sinistra estranei ai fatti accaduti che hanno come unica colpa quella di essere antifascisti e di svolgere attività politica apertamente a fianco dei lavoratori e dei più deboli.

Liberi tutti !


Partito Comunista dei Lavoratori della Toscana

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Nei prossimi giorni la magistratura sarà chiamata a decidere la conferma o la revoca dei provvedimenti restrittivi a cui sono sottoposti i giovani livornesi accusati dell’irruzione nella sede dell’organizzazione neo-fascista Casapound avvenuta a Pistoia nell’ottobre scorso.

Lo scorso 28 aprile il Tribunale di Pistoia aveva disposto di mantenere in vigore l’obbligo di dimora e l’obbligo di permanenza notturna fino all’udienza conclusiva, prevista per il 17 settembre, e addirittura proprio in questi giorni è stato negato a uno degli imputati anche il permesso di svolgere attività lavorative che finora era stato concesso.

Nel corso dell’iter processuale e tramite le iniziative pubbliche di informazione organizzate dal Comitato in sostegno degli arrestati è emersa la loro totale estraneità ai fatti contestati e in particolare si è dissolta l’ipotesi di reato di “devastazione e saccheggio” sulla quale si reggevano gli arresti e le successive misure cautelari.

Pertanto tali misure appaiono ormai una limitazione del tutto arbitraria e immotivata della libertà individuale degli imputati.

Noi della “Libera Università Popolare Alfredo Bicchierini” conosciamo questi ragazzi, impegnati in attività culturali, politiche e di socializzazione importanti per la città. Pertanto auspichiamo che la magistratura revochi al più presto i provvedimenti a cui sono sottoposti.

Per la “Libera Università Popolare Alfredo Bicchierini”

Andrea Grillo

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Il Coordinamento provinciale della Unione Sindacale di Base di Livorno auspica che il Tribunale del Riesame di Firenze nella udienza di mercoledì 21 luglio 2010, relativa alla legittimità degli arresti effettuati presso la sede Arci "1°maggio" per i fatti di Casa Pound di Pistoia l'11 ottobre 2009, sancisca l'annullamento totale immediato delle misure cautelari restrittive delle libertà personali ancora oggi in vigore dopo 9 mesi.

Gli imputati sono persone di cui conosciamo l'impegno sociale e politico e con cui abbiamo anche recentemente campagne ed iniziative in difesa dei diritti civili, dalla costruzione a Livorno della manifestazione del 1° marzo dei migranti alla raccolta delle firme per il referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua.

Non dubitiamo della loro affermata estraneità ai fatti di cui sono stati imputati e riteniamo molto preoccupante che si sia potuto montare una tale operazione poliziesca e giudiziaria che sta arrecando tali danni alle loro vite (dalla segregazione che impedisce a chi ha bisogno di consultazioni e visite mediche in altre provincie di potersi curare alla perdita di posti di lavoro fino all'ultimo grave rigetto sancito in data odierna dal Tribunale di Pistoia di poter utilizzare permessi per motivi di lavoro in altre provincie ).

Le osservazioni della Corte di Cassazione che impongono il riesame dei fatti mettendo in dubbio la grave imputazione del reato di "devastazione e saccheggio" possono essere un elemento importante per far saltare questa operazione anche se sappiamo che solo l'attenzione delle organizzazioni democratiche e la solidarietà che si sta esprimendo intorno a questa vicenda restano la principale garanzia per il completo scagionamento degli imputati.

Unione Sindacale di Base

Per il Coordinamento provinciale di Livorno

Franco Lovascio

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TRA POCHI GIORNI IL TRIBUNALE DEL RIESAME DI FIRENZE SI PRONUNCERA SULL’ESIGENZA O MENO DI MANTENERE LE MISURE CAUTELARI DEGLI ARRESTI DOMICILIARI E DEL DIVIETO DI USCIRE DALLA PROVINCIA DI LIVORNO NEI CONFRONTI DEI COMPAGNI ARRESTATI 11 OTTOBRE 2009 PER IL “DANNEGGIAMENTO” DI CASA POUND.

A QUESTO PUNTO DEL PROCESSO, CHE DURA ORMAI DALL’OTTOBRE DEL 2009, VOGLIAMO, OLTRE CHE RIBADIRE L’INNOCENZA DEI COMPAGNI ARRESTATI, SOFFERMARCI SU ALCUNI PUNTI E FARCI DELLE DOMANDE IN MERITO ALLA DUREZZA E ALLA PESANETEZZA DELLE MISURE IN OGGETTO, VISTO CHE ANCHE LA CORTE DI CASSAZIONE SI E’ PRONUNCIATA IL 29 APRILE MOSTRANDO PERPLESSITA’ SUL TIPO DI REATO IMPUTATO E LE RELATIVE MISURE PREVENTIVE ADOTTATE.

I NOSTRI DUBBI CI PORTANO A CHIEDERCI INNANZI TUTTO SE E’ VERO CHE VI E’ STATA “DEVASTAZIONE E SACCHEGGIO” NELLA SEDE DI CASA POUND VISTO CHE GLI STESSI FREQUENTATORI, DOPO POCHE ORE DAI FATTI GIA’ ERANO ALL’INTERNO PER FARE UN’ASSEMBLEA E SE  SE E’ VERO CHE SUSSISTONO GRAVI INDIZI DI COLPEVOLEZZA  O ALTRE ESIGENZE SPECIFICHE TALI DA GIUSTIFICARE LE MISURE CAUTELARI PROVVISORIE.

NON POTENDO ENTRARE NEL MERITO DELLA DISCREZIONALITA’ DEI GIUDICI CI POSSIAMO BASARE SOLO SUI FATTI E DA CIO’ CHE E’ EMERSO DALLE UDIENZE FIN ORA SVOLTE SI CAPISCE PALESEMENTE CHE NON ESISTONO PROVE SCHIACCIANTI, MA SOLO TESTIMONIANZE POCO ATTENDIBILI CHE SEMBRANO FRUTTO DI ACCORDI TRA GLI ACCUSATORI, UNA TESI ACCUSTORIA CHE DIFFICILMENTE POTRA’ DIVENIRE PROVA NEL DIBATTIMENTO E NESSUNA PROVA CONCRETA E D ECLATANTE CHE LA SORREGGE.

CHIEDIAMO PERTANTO L’IMMEDIATA SOPENSIONE DELLE MISURE IN CORSO E DENUNCIAMO LA MANCANZA DI SALVAGUARDIA DEI DIRITTI DEGLI ACCUSATI IN QUANTO, LE MISURE APPLICATE HANNO SERIAMENTE COMPROMESSO LE ESIGENZE DI LAVORO, MANTENIMENTO E SALUTE DEI COMPAGNI I QUALI HANNO DOVUTO RINUNCIARE A IMPORTANTI IMPEGNI DI LAVORO E A CURE DI CUI AVEVANO BISOGNO PERCHE’ IN ALTRA PROVINCIA.

CONTINUIAMO INOLTRE A SOSTENERE L’INNOCENZA DEI QUATTRO RAGAZZI CHE SONO ORMAI VITTIME NON DI UN GIUDIZIO MA DI UN COMPLOTTO POLITICO.

 Centro Politico 1921

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Libertà per gli antifascisti toscani !

Il Coordinamento Antifascista Antirazzista Toscano di Firenze esprime la propria solidarietà ai compagni accusati per i fatti di Pistoia di novembre 2009.

Chiediamo che i 7 antifascisti toscani, ancora sottoposti ad assurde misure cautelari (obbligo di dimora nel proprio comune), tornino ad essere completamente liberi.

Dietro queste misure cautelari c'è un chiaro disegno politico volto a sdoganare vecchi e nuovi fascisti ed a criminalizzare tutto il movimento antifascista toscano. L'apertura in molte città toscane di sedi fasciste (Casapound, Forza Nuova, ecc) è foraggiata e protetta dal PDL con la complicità delle amministrazioni locali del centrosinistra.

Il movimento antifascista toscano non si farà intimidire dalla repressione ed anzi rilancia la lotta per chiudere tutte le sedi fasciste a partire da quella di Casapound a Firenze.


Ora e sempre resistenza!

Coordinamento Antifascista Antirazzista Toscano Firenze

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In occasione della ripresa dell'iter processuale intendiamo ribadire piena solidarietà ai ragazzi coinvolti nei fatti di Pistota dell'11 ottobre, sempre più convinti della loro totale estraneità e della forte inadeguatezza delle misure detentive. Ci appare altresì evidente che il reato di devastazione èstato contestato per giustificare pesanti e inutili misure cautelari.
Per questo ci appare poco comprensibile la decisione del Tribunale di Pistoia dell'ultima udienza del 28 aprile scorso, che rimanda la fine processuale alla data del 17 settembre senza modificare minimante le misure di sorveglianza che ancora devono essere sopportate dai ragazzi coinvolti che dal 1 febbraio scorso sono sottoposti all'obbligo di dimora nella Provincia di residenza e all'obbligo di permanenza notturna dalle ore 21 alle ore 7.
Auspichiamo la fine di queste misure coercitive e il raggiungimento di una verità che non può non portare alla totale e completa risoluzione positiva per i ragazzi coinvolti e quindi porre termine a questo incredibile "incubo" da loro subito.


Cittadini Ecologisti - Alleanza Livorno Libera

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Nei prossimi giorni la magistratura sarà chiamata a decidere sulla conferma o sulla revoca dei provvedimenti (obbligo di dimora e obbligo di permanenza notturna) a cui sono sottoposti i giovani livornesi accusati dell'irruzione nella sede dell'organizzazione neo-fascista Casapound a Pistoia l'11 ottobre scorso.
Intendiamo ribadire piena solidarietà ai ragazzi coinvolti, sempre più convinti della loro totale estraneità e della forte inadeguatezza delle misure detentive, oltre che dell'inconsistenza dell'incredibile accusa di "devastazione e saccheggio".
Auspichiamo pertanto che la magistratura revochi al più presto i provvedimenti a cui sono sottoposti.


APPL - Assemblea Permanente per la Partecipazione a Livorno

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SOSTEGNO AI COMPAGNI COLPITI DALLA REPRESSIONE

Il Collettivo Anarchico Libertario e la Federazione Anarchica Livornese tornano ad esprimere il proprio sostegno a tutti i compagni colpiti dalla repressione per i fatti dell'11 ottobre 2009 a Pistoia. In particolare si rende necessario denunciare, ancora una volta, l'atteggiamento persecutorio nei confronti dei quattro livornesi che ancora dopo mesi, subiscono il regime delle misure di sorveglianza.
Sin dall'11 ottobre, con l'irruzione delle forze dell'ordine nell'assemblea che si teneva presso l'ex circolo Primo Maggio, con il sequestro di tutti i presenti, portati nella Questura di Pistoia, è stato chiaro che si stava preparando una montatura, una vera e propria operazione repressiva.
L'uso stesso del reato di devastazione e saccheggio, applicato per i responsabili della strage del Vajont, non è che un modo per colpire più duramente chi è solo colpevole di portare avanti percorsi di lotta sociale e politica, questo reato infatti è stato spesso utilizzato negli ultimi anni, col solo scopo di criminalizzare le lotte.

Nel denunciare questa grave montatura che sta colpendo compagni di varie località della toscana, ci impegnamo a sostenere Alessandro, Elisabetta, Selvaggio e Vittorio affinchè si possa al più presto far crollare l'intera operazione repressiva, a cominciare dalla fine delle misure di sorveglianza.


Collettivo Anarchico Libertario
Federazione Anarchica Livornese - F.A.I.

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STOP ALLE RESTRIZIONI: Ale, Vitto, Eli, Selva LIBERI

Intendiamo ancora una volta rinnovare la piena solidariera' ai nostri 4 Compagni arrestati nell'ambito degli ormai noti "Fatti di pistoia", vicenda che ha dell'incredibile in quanto gli arresti sono stati effettuati con totale mancanza di prove.
In vista del riesame sulle misure restrittive che avra' luogo al tribunale di Firenze il 21 luglio intendiamo ricordare alla cittadinanza che i nostri Compagni Alessandro, Vittorio, Elisabetta e Selvaggio, a ben 9 mesi dalla vicenda, sono ancora bersaglio di pesanti misure restrittive, ovvero l'obbligo di dimora nelle ore notturne e il divieto di uscire dai confini della provincia di livorno, con gravissime conseguenze sulla loro vita sociale e lavorativa.
Tutto cio' continua ad avvenire nonostante la corte di cassazione abbia giudicato, con una sentenza, illegittimi gli arresti stessi, mettendo quindi in discussione tutta la gestione della vicenda da parte della questura Pistoiese in una vicenda che ormai appare sempre di piu' solo ed esclusivamente una montatura politica senza riscontri nella realta'.


COLLETTIVO CSA GODZILLA

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A pochi giorni dal riesame del processo per i fatti di Pistoia dell’Ottobre 2009 , ci sentiamo in dovere di protestare vivamente per le misure restrittive che colpiscono ancora oggi 4 nostri concittadini . Infatti sono ancora  sottoposti all’obbligo di dimora, ma oltre a questo fatto che ci indigna ,  è tutta la vicenda che assume caratteristiche paradossali e controverse, poiché finito il periodo degli arresti domiciliari non capiamo come mai si mantengano ad oggi tali  misure preventive che  condizionano in modo pesantemente negativo l’esistenza  dei ragazzi  per quanto riguarda il  lavoro e lo studio. Riteniamo pertanto indispensabile che si giunga in tempi brevi ad una soluzione ottimale e necessaria  quale è il ritorno totale alla loro vita sociale quotidiana in piena libertà  così da   permette ai nostri  4 conterranei,ai quali va la nostra totale solidarietà e stima, di riprendere un normalità,  se pur difficile dopo un periodo così buio, sia sotto il profilo lavorativo che umano

Lorenzo Cosimi (Segretario federazione prc Livorno)

Michele Mazzola (Segretario pdci federazione di Livorno)

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SOLIDARIETA’ ad Alessandro, Elisabetta , Vittorio, Selvaggio

Questi nostri quattro concittadini, militanti del Movimento antagonista Livornese, stanno ancora subendo una grave ingiustizia. Infatti, dopo l'arresto e gli arresti domiciliari, sono ancora a tutt'oggi sottoposti a misure restrittive  ingiustificate che condizionano la loro esistenza : devono stare la sera a casa dalle 21 alle 07 del mattino e non possono allontanarsi da Livorno.  Con la certezza che riusciranno a  fare emergere la loro completa estraneità ai fatti, ribadiamo la nostra solidarietà , ritenendo  un atto di mera  giustizia che il Tribunale del Riesame , tenendo conto di quanto stabilito dal ricorso  in Cassazione, li liberi da tali inique misure restrittive in attesa del processo.

RETE28APRILE LIVORNO
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