Si è svolta al TAR del Lazio l’udienza per la discussione dei ricorsi contro i tagli alla spesa per la scuola ed in particolare agli organici.
Peraltro ulteriori pesanti tagli sono previsti anche per il prossimo anno scolastico.
Nel corso della discussione è stato possibile rilevare che gli stessi giudici del TAR sembrano convinti delle illegittimità degli atti della Gelmini-Tremonti, anche se hanno manifestato qualche dubbio sull’attualità dell’interesse processuale; ma le argomentazioni e la documentazione prodotta dovrebbero dissipare tali dubbi.
Fra un paio di mesi si conoscerà l’esito.
Come risposta al TAR e in attesa del pronunciamento finale, la maggioranza attraverso un emendamento della Lega, ha approvato in commissione Bilancio, il congelamento delle graduatorie inserito nel decreto Milleproroghe.
In questo modo, i precari che per due anni hanno subito l'umiliazione professionale di accettare qualunque supplenza, che si sono trovati costretti a lavorare in scuole private senza percepire un centesimo pur di guadagnare i famosi 12 punti del servizio, si trovano oggi, con le graduatorie congelate e non potranno utilizzare quei punti guadagnati al prezzo di pesanti sacrifici.
Inoltre, anche per le supplenze brevi, ai precari non sarà più consentito andare a cercare lavoro in una provincia differente da quella in cui erano inseriti in graduatoria a esaurimento, perdendo così anche l'ultima occasione di cumulare punti e inseguire il miraggio di un contratto a tempo indeterminato.
Al ricorso hanno aderito alcune province tra cui quella di Bologna, Cosenza, Perugia, Pistoia e Vibo Valentia oltre ai Comuni di Fiesole, Imola e del Circondario dell’Empolese-Val d’Elsa
Nella convinzione che le molte iniziative legali contro i tagli e la controriforma, ancora in atto, potranno avere maggiore efficacia se inserite in una più ampia mobilitazione politica, anche tramite mozioni, abbiamo più volte come “Federazione della Sinistra” sollecitato, l’impegno della Provincia di Livorno e della Regione Toscana, che nonostante siano state snobbate dalla Gelmini, la quale non si è neanche preso il disturbo di acquisire il parere della Conferenza Unificata, per legge obbligatorio, continuano a mantenere un silenzio tanto latitante quanto complice.
La verità è che i ricchi hanno capito al volo l'aria che tira, aria da Titanic, e hanno subito occupato le poche scialuppe di salvataggio: scuole straniere, master, stage, investimenti totali nello studio.
L'élite sia politica che economica, non ha più tempo né voglia di ascoltare le pene della nazione, le voci dei settori sociali in difficoltà: ha intuito il tracollo della scuola pubblica e ha puntato sulle scuole di lusso. Se non riusciremo a fermare questa controriforma, la scuola e l’università non saranno più il luogo del confronto, della convergenza, dell'appianamento delle differenze e della crescita collettiva. Non si starà più tutti insieme a istruirsi per un futuro migliore, a sognare insieme.
Chi ha i soldi il futuro se lo compra, o comunque si prepara a "meritarselo". Chi non ha niente annasperà nel niente e dovrà anche subirsi l'affronto dei discorsi sull'eccellenza.
Ormai il nostro paese è tornato ad essere ferocemente classista, ai poveri gli si butta un osso e un'emozione della De Filippi, li si lascia nell'abbrutimento e nell'ignoranza, mentre ai ricchi si aprono le belle strade che vanno lontano: lontano da qui, da questa nazione avviata alla decadenza.
Ovviamente, ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità di quanto ha fatto e di quanto, pur dovendo e potendo fare, nonostante sia stato sollecitato, non ha fatto.
Silvio Lami Capogruppo PdRC Provincia di Livorno
| < Prec. | Succ. > |
|---|














