Tutti concordi in Toscana nel condividere l'esigenza di dare una adeguata accoglienza ai profughi. Raramente abbiamo visto una presa di posizione così forte e compatta, da Rossi ai sindaci di Pisa e Livorno, dalle associazioni di volontariato ai partiti di sinistra. Anche la diocesi di Livorno è scesa in campo evidenziando il legame fra immigrazione pace ed accoglienza, rimarcandone il sacrosanto diritto.
Ma della disumanità dell' ennesimo sgombero fatto il 31 marzo a Livorno ai danni di rom pare non ci sia spazio fra le cronache locali che ci parlano di Coltano e di rifugiati, di moschea e di libertà di culto. Nessuno esprime rammarico, indignazione, solidarietà.
Possibile che non si riesca a trovare alternative rispetto a questa soluzione del tutto inutile e indecorosa quale appunto lo sgombero?
Pare che la motivazione che ha reso necessario il provvedimento sia quella delle condizioni igieniche – sanitarie: bene, non ci risulta che adesso siano ospiti presso qualche ostello o pensione.
Si provvede a distuggere gli “alloggi” di fortuna e poi nessuno si interessa di dare soluzioni agli occupanti “abusivi”.
L'unico risultato è quello di peggiorare lo stato di insicurezza per gli stessi destinatari, che già sono costretti a vivere in modo disumano. Lo sgombero senza soluzioni provvisorie di sistemazione ha come immediati risultati quelli di creare ulteriori disagi a questi disgraziati e ad esporli a maggiori pericoli, visto che comunque saranno costretti a trovare nuove situazioni di sistemazione, ancor più precarie e instabili. Magari, dopo qualche giorno, saranno costretti a tornare sullo stesso luogo e ad essere spinti, in concreto, a costruire nuovamente baracche o tuguri che comunque richiedono sforzi e materiale (e magari, quindi, nuovi "furtarelli"). Anche perchè si tratta per lo più di persone che ormai da tempo, stabilmente, “sopravvivono” dalle nostre parti, non sono nomadi per scelta e la maggior parte di loro vorrebbero avere opportunità per una vita minimamente decente, lavorando e vivendo in una “parvenza” di casa.
Invito per primi coloro che palesano attenzioni di accoglienza, convivenza e solidarietà a mostrare segnali concreti di “cura” verso questi rom e quantomeno a provare a scalfire questo muro di indifferenza e di apparente consenso verso false soluzioni come gli sgomberi.
Livorno, 1 aprile Stefano Romboli Cittadini Ecologisti
| < Prec. | Succ. > |
|---|














