Le liturgie degli affabulatori della new left italiana non mancano di stupire con le loro oralità mediatiche fatte di vuoto spinto come i barattoli di salsa di pomodoro. In un mondo in cui il tasso di occupazione cala progressivamente e la delocalizzazione produttiva miete vittime su vittime, creando nuovi schiavi salariati, non si trova di meglio che rinchiudersi in borghi medievali della Romagna ad affabulare del ruolo delle religioni nella laicità dello stato oppure, in altri contesti più estivi, salire sul pulpito per auto candidarsi a leader della sinistra come un tempo facevano i generali romani sull'onda dei propri successi militari .Povera sinistra, se ci sei ancora batti un colpo!
Qualcuno forse si è smarrito nel bosco per sfuggire al Lupo dimenticando che le istituzioni economiche e politiche sono categorie storiche che hanno avuto un origine ed uno sviluppo, ma non sono eterne e possono essere modificate in base ai rapporti di forza tra le classi, quindi tra capitale e lavoro. Oggigiorno purtroppo economia e politica sono intrisi di neoliberismo e sono di pieno possesso delle destre. Questo è visibile se non altro per i devastanti effetti che si registrano sui livelli di occupazione e sulla distribuzione del reddito. In pratica la forbice tra poveri e ricchi si è ulteriormente allargata e con essa sono venuti meno anche diritti e libertà. Chi fosse scettico sulle mie osservazioni lo invito a notare le seguenti contraddizioni del sistema Italia: la triplice alleanza fra stato-apparato-finanza;la rinuncia all'equità fiscale, gli alti tassi di lavoro nero; la rinuncia in temi di politica economica a cercare di alimentare il reddito pro-capite come volano per rilanciare i consumi interi e il benessere sociale. Questi fatti testimoniano come sia completamente saltato il principio omeopatico del simile che cura il simile attuato dai regimi socialdemocratici secondo i quali l'economia capitalista curava le proprie contraddizioni interne con un economia più attenta al reddito dei produttori a salario fisso nel obiettivo di allargare il benessere sociale. Adesso in piena era postfordista, in cui la fabbrica è integrata su scala globale in un mercato globale con la delocalizzazione della produzione, l'economia diventa fattore di sfaldamento sociale e di disgregazione di uguaglianze. Essa svolge il compito di incrementare e catalizzare i conflitti sociali, che si esplicitano negli aumentati tassi di criminalità e di violenza. Questi ovviamente non sono estinguibili con l'istituzione della tolleranza zero alla Rudolf Giuliani o con la restaurazione di stati di polizia alla Bava Beccaris. Dobbiamo invece prendere coscienza che la New-Economy come crono sta divorando i sui stessi figli, in quanto non né ha più bisogno. Infatti essa va ad attingere in altre colonie” dove i vari mercanti di schiavi locali sono disposti ad offrire i loro figli a sfruttamenti feroci e a basso salario. Ecco allora il motivo vero per cui le calze di nayoln vanno in Serbia insieme alle automobili. In quelle lontane terre i successori di Tito offrono privilegi ai capitalisti come l'esclusione dalle gabelle, incentivi alle assunzioni locali, finanziamenti bancari. Poco importa se un compagno serbo guadagnerà 400 euro al mese con 3 turni full-time di 8 ore per 24 ore alla settimana. Poco importa se le industrie che consumano aria e acqua e terra non pagano nulla per la loro impronta ambientale. Poco importa se Termini Imerese chiude i battenti. Poco importa se i padroni a Pomigliano fanno la newco per liberasi mani e piedi da diritti e doveri contrattuali. Tutto questo si chiama “Mandarizzazione” dell'economia. Evidentemente la tanto condannata economia cinese ha fatto da scuola. Ma cosa fa la sinistra? Si perde in parole sul niente. Occorrerebbe invece lavorare seriamente ad un progetto alternativo di economia “no-profit no-market”. Un economia che nello sviluppo del terzo settore, nel dono, della solidarietà, dello scambio gratuito, delle finanze sociali, delle banche etiche, sia in grado di proporre un nuovo modello di sviluppo funzionante e alternativo. Un economia in cui si calibri uno sviluppo ambientalmente compatibile e abbia nelle altre energie il suo alimento. Il bagaglio storico ideale della sinistra dovrebbe rendere più agevole il compito, sempre che si sia in grado di attualizzare storicamente il recupero della tradizione culturale ed ideologica, senza sconti alle destre e ai nuovi e vecchi liberismi. La battaglia andrebbe condotta su più fronti tra cui quello culturale- educativo e in cui oggi si registra un vero buco nero ideologico.
Quindi concludendo né Nicki, né Sergio, né Valter.
Dattero
28 luglio 2010
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