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Lettera: Italia in guerra, l'ennesima che vedo

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Ho provato una forte emozione  vedere alla televisione la partenza dei nostri aerei per una azione di guerra.

Credevo,alla mia avanzata età di oltre ottanta anni,di non assistere più a “fatti” bellici.

Quando sono nato nel 1928  ho trascorso i primi anni presso i nonni paterni che nel 1913 andarono a Tripoli a portare i primi segni della civiltà.Il nonno fu il primo capostazione delle Ferrovie dello Stato a Tripoli,e avevano un ricordo positivo di quegli anni trascorsi nella “quarta sponda”.

Dopo  ho assistito,attraverso la radio,alla guerra in Etiopia e ho segnato sulla carta geografica di quel paese lontano con le bandierine l’avanzata delle nostre truppe fino a Addis Abeba e alla proclamazione dell’Impero.

Nel 1939 ho assistito,sempre attraverso la radio,alla dichiarazione di guerra contro le nazioni “demoplutocratiche” e ho seguito tutte le fasi attraverso il bollettino di guerra delle ore 13 trasmesso dalla radio.

L’otto settembre 1943  fu un giorno triste mentre le campane suonavano a stormo.L’armistizio.

La Liberazione da parte degli angloamericani fu celebrato come speranza di non più guerre.

La Costituzione del 1946 all’art 11 dichiara che l’Italia ripudia la guerra.

Ci ho creduto.

E da allora, quando ho assistito  a Livorno – città che conserva il nome di Tripoli,Bengasi,Misurata e Derna,come targhe stradali- alla partenza delle nostre truppe verso la Somalia e al ritorno da Libano “in missione di pace”mi sono commosso cosi come mi commossi quando a Kindu gli aviatori della 46° aereobrigata di Pisa  furono trucidati da quelle popolazioni che non avevano capito il valore della loro missione di pace.Poi i caduti in missione di pace sono stati parecchi,troppi.

Negli ultimi trenta anni quando ho avuto occasione, ho organizzato concorsi di disegno, aventi come tema LA PACE, nelle scuole contribuendo a far crescere  le nuove generazioni nel rispetto della vita e della tolleranza soprattutto. E la bandiera della pace spesso si affiancava a quella nazionale.

Oggi 17 marzo 2011 ore 17,45 i nostri aerei decollano per bombardare.

Non mi assolutamente convinto il Presidente della Repubblica.

Resto convinto che l’art.11 non sia stato rispettato.

Mario Lorenzini

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