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Lettera: Sindaco e legalità

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Legalità e giustizia, si può fare chiarezza?
il Sindaco di Livorno, rispetto ai fatti del mercato che hanno  coinvolto alcuni vigili e ambulanti senegalesi, ha detto che il  rispetto della legalità è ineludibile.
A tal proposito mi girano nella testa alcune domande che giro al primo cittadino:
1) ciò che è legale è necessariamente giusto?
2) se la risposta è si, lui, in quanto medico, denuncerebbe un "clandestino" che si va a far curare da lui?
Al di là della provocatorietà benevola di queste domande quello  che voglio dire è ci sono sempre molti modi di far rispettare la  legge e spesso, negli ultimi tempi, A Livorno sembra regredire nel  metodo da parte delle istituzioni, mentre per fortuna nella gente  permane un buon senso popolare.
Una considerazione: viene sempre detto che prevenire e non punire  è l'obiettivo delle forze dell'ordine, infatti sulle strade gli autovelox sono validi solo vengono messi i cartelli di preavviso a  debita distanza, bene, far intervenire i vigili in borghese è come togliere i cartelli che annunciano la presenza degli autovelox  dalle strade e quindi mandare i vigili in borghese vuol dire che  si vuole punire e non prevenire.
Un ultima cosa quando la legalità sconfina nell'ingiustizia io da  giacobino mai pentito rivendico l'illegalità.

Antonio Stefanini - Sinistra Critica Livorno

21 maggio 2011

***

Ormai siamo alla persecuzione

La copertura politica che il sindaco Cosimi e la sua giunta hanno dato all’azione dei vigilantes-vigili di giovedì in piazza Cavallotti non stupisce e non è nuova.

Ma quando strutture repressive si fanno scudo della legalità che si confonde con una sorta di razzismo istituzionale, per colpire i settori più deboli in situazione di crisi economica, il segnale è allarmante.

A fronte di un atteggiamento repressivo nei confronti dei commercianti nord africani che va avanti da anni, anche se in modo più o meno intermittente, nessuna seria soluzione politica è stata tentata, nonostante gli allarmi e le richieste sollevate dagli stessi migranti.

La trasformazione dei vigili da dipendenti comunali in divisa in un ulteriore corpo di polizia è ormai un percorso cominciato da anni nazionalmente e che coinvolge anche le amministrazioni locali che non si distinguono in questo da quelle di destra, anzi sembrano prenderle come esempio, come emerge dall’incontro del razzista Tosi sindaco di Verona con il sindaco Cosimi di qualche mese fa. Nell’ultimo periodo la polizia municipale si è distinta infatti in interventi repressivi come quello come quello contro gli abusivi e nello sgombero e abbattimento delle baracche Rom e Sinti, non mostrandosi, al contrario, capace di mettere in piedi nessuna soluzione alternativa o progetto di  inclusione.

La risposta che va data deve essere forte e chiara:

-sostegno e solidarietà ai ragazzi stranieri e alle loro comunità, come quella dimostrata da molti cittadini in piazza Cavallotti al momento dell’"intervento" dei vigili;

- individuare spazi di vendita riconosciuti

-liberare piazza cavallotti dalla presenza repressiva dei vigili.

E’ inoltre indispensabile che si crei una mobilitazione politica in sostegno del ragazzo che il 26 subirà il processo, simile a quella che la città è riuscita a mettere in piedi in occasione di altre vicende di repressione politica o sociale.

SINISTRA CRITICA LIVORNO

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