- Oggetto:MOZIONE: Contro le discriminazioni degli alunni disabili nelle scuole, per il sostegno di politiche di assistenza e integrazione scolastica degli alunni disabili e il diritto allo studio per tutti e per tutte.
Premesso
- Che il già fragile equilibrio dei servizi per rispondere efficacemente alle esigenze dei nuclei familiari in cui sono presenti disabili.
- che la scuola pubblica si configura come servizio essenziale per la vita di una comunità e il diritto allo studio per ogni cittadino è un diritto soggettivo, che trova il suo fondamento nei comma 3 e 4 dell'art. 34 della Costituzione;
- che le leggi nazionali dell'ordinamento italiano, in particolare la L.517/77 e la L.270/82 hanno rappresentato un riferimento di civiltà nel cammino dell'integrazione per i soggetti diversamente abili anche in ambito scolastico
- che trova nella L.104/92 (legge quadro sull' handicap), idonee e specifiche garanzie e tutele in materia di assistenza, integrazione e diritti delle persone portatrici di handicap e in particolare, l'articolo 12 di detta legge riporta ai commi 2 e 3 che “è garantito il diritto all'educazione e all'istruzione della persona handicappata nelle sezioni di scuola materna, nelle classi comuni delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e nelle istituzioni universitarie” e che “l'integrazione scolastica ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona handicappata nell'apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione”.
Ricordato
che il DPR 81/09, art.5 comma 2, prevede per le prime classi delle scuole di ogni ordine e grado frequentate da alunni con disabilità non possono per norma superare il numero di 20 alunni, dove l'espressione per norma ha valore vincolante;
Verificato
che il combinato disposto della c.d. Riforma Gelmini con i suoi decreti attuativi e le leggi finanziarie 2007 (L.296/06) e 2008 (L.244/07) hanno già comportato, di fatto, una riduzione generalizzata dell'assistenza scolastica relativamente agli insegnanti di sostegno ridefinendo i rapporti di assistenza ancorati ad una logica di razionalizzazione della spesa pubblica e abrogando precedenti normative di assegnazione di tali insegnanti in presenza di alunni con disabilità;
Preso atto:
- che con l'approvazione definitiva della manovra correttiva (conversione del DL 98/2011) in ordine alla razionalizzazione della spesa scolastica, vengono ulteriormente compromesse le capacità del sistema di rispondere efficacemente alle esigenze dei nuclei familiari in cui è presente un disabile, stabilendo in particolare che l'organico di sostegno sia assegnato complessivamente alla scuola o a reti di scuole, nel rispetto comunque della previsione del numero di tali alunni in ragione della media di un docente ogni due alunni disabili.
- che l'indicazione, di usufruire tanto dei docenti di sostegno che dei docenti di classe per l'azione didattica e di integrazione per i singoli alunni disabili, apre notevoli equivoci interpretativi (cioè se non ci sono insegnanti di sostegno a sufficienza, ci pensano i docenti curricolari) compromettendo nei fatti la continuità dei percorsi didattici/formativi, inoltre, sappiamo perfettamente, che sarebbe anche di difficile attuazione dato il taglio generalizzato delle compresenze nelle scuole di base
- che il taglio ai trasferimenti a regioni e enti locali, come previsto da detta manovra, produrrà anche effetti pesanti su: servizi sociali, assistenza scolastica, trasporto pubblico e renderà impossibile far intervenire i comuni e province in sostituzione del Ministero come accaduto in questi ultimi anni
Tenuto conto
- che la Corte Costituzionale, con sentenza n.80 del 22 febbraio 2010, ha dichiarato l'illegittimità dell'art. 2 della L.244 del 2007 della parte in cui: (a) fissa un limite massimo al numero dei posti degli insegnanti di sostegno (comma 413); (b) eclude -in presenza di studenti con disabilità grave- la possibilità di assumere insegnanti di sostegno in deroga (comma 414).
- che tale sentenza, in forza del principio delle “effettive esigenze rilevate”, ribadiva come gli alunni con disabilità grave avessero diritto a maggiori risorse e che i genitori di ragazzi certificati in situazione di gravità (art. 3 comma 3 L. 104/92) potevano chiedere ore in “deroga” qualora ritengano che le ore assegnate fossero insufficienti ad affrontare i problemi didattici del loro figlio.
- che la Corte ricordava che il diritto di istruzione dei disabili è oggetto di specifica tutela da parte sia dell'ordinamento interno che internazionale e richiamava la Convenzionedelle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (13 dicembre 2006) ratificata e resa esecutiva in Italia con L.3 marzo 2009 n.8.
Inoltre
- Dopo la sentenza della Corte Costituzionale ci sono state oltre 4 mila sentenze di condanna emesse dai TAR di tutta Italia, in risposta a ricorsi presentati, a favore degli alunni disabili e ciò nonostante gli uffici scolastici regionali rimangono inadempienti e continuano a mancare gli insegnanti di sostegno con conseguente rapporto tra alunni disabili e insegnanti di sostegno insufficiente a garantire adeguata assistenza;
- Dalla fotografia imparziale dell'anno scolastico appena avviatosi si rileva, a livello nazionale, una presenza di 202 mila studenti disabili (il 90% in condizione di gravità) e di 94 mila insegnanti di sostegno il cui rapporto viola macroscopicamente la stessa normativa ministeriale di un docente ogni due alunni certificati
- Anche sul territorio Livornese la situazione presenta forti elementi di criticità e non solo ma, dai primi dati possiamo rilevare una situazione maggiormente penalizzante rispetto ad altre realtà. Secondo l’analisi fatta da alcune associazioni di genitori di alunni disabili l’aumento del rapporto tra alunni e insegnanti, la mancata concessione di ore in deroga, la diminuzione del personale ATA e la riduzione delle ore coperte dagli Educatori per effetto diretto dei tagli operati dal Governo sui trasferimenti per il Sociale, rischiano di trasformare la scuola in un luogo di emarginazione.
Considerato:
- che la normativa prevede che in presenza di disabili, specialmente gravi, la classe non può superare il numero di 20 alunni ma nella recente manovra finanziaria il Governo ha ipotizzato la possibilità di derogare i limiti imposti dalla legge al numero di disabili per classe proprio per tagliare i costi.
- che con mozione approvata in data 13.09.2011 il Consiglio Regionale ha impegnato la Giunta ad intervenirein sede di conferenza Stato-Regione, per ripristinare i criteri di legge relativi ai numeri massimi previsti per la formazione delle classi, con particolare attenzione al tetto di 20 alunni in presenza di disabili, sottolineando che ciò diventa oggi ancora più pressante a fronte della riduzione del monte ore di sostegno, che le classi aventi alunni con disabilità possono avere (sostegno dovuto all’intero gruppo classe e non al solo alunno disabile).
IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI LIVORNO
nel far proprie tutte le considerazioni contenute nella parte narrativa della presente MOZIONE
Ribadisce la necessità di rivedere tempestivamente a livello nazionale la regolamentazione in materia di numero massimo di alunni per classe, in modo da scongiurare la prassi negativa di un aumento indiscriminato del numero, riportandoli alle disposizioni del DPR 81/09 al fine di consentire il diritto a tutti gli alunni (disabili e non) ad un ambiente adeguato sia ai livelli di apprendimento che a quelli di integrazione;
Richiede al Ministero di provvedere alla puntuale applicazione della sentenza della Corte Costituzionale n.80 del 23 febbraio 2010;
Impegna:
- l’assessore competente, per quanto di sua competenza, ad effettuare un censimento della situazione esistente sul numero di alunni per classe laddove si abbia la presenza di alunni disabili, certificati gravi ma anche di quanti non certificati (per motivi di scelta o altro) comunque aventi necessità di sostegno
- la Giunta Provinciale a farsi carico di azioni concrete volte al coordinamento e al sostegno di politiche di assistenza e integrazione scolastica degli alunni disabili e a recepire e favorire ogni idonea specifica progettualità che sia finalizzata a garantire l’esercizio effettivo del diritto allo studio e all’integrazione scolastica, come previsto dalla cornice normativa riportata in premessa al presente atto.
I consiglieri:
Silvio Lami (Rifondazione Comunista)
Michele Mazzola(Comunisti Italiani)
Cristiano Adriani (Sinistra Ecologia e Libertà)
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