Gent.le Presidente,
è con vero piacere che riteniamo opportuno scriverLe per segnalare tutto il nostro apprezzamento per il lavoro che ha svolto e che sta ancora svolgendo per permettere a Livorno di ospitare la mostra: “Il PCI nella storia d’Italia 1921-1991”.
La presenza di questa mostra a Livorno è un atto importante sia per il ruolo che la storia ha voluto affidare alla nostra città, basta ricordare la fondazione del PCd'I nel 1921, sia per i dirigenti comunisti che Livorno ha fatto crescere nel corso della storia del nostro Paese. Forse sarebbe opportuno non citarne alcuno per non dimenticarne altri, ma pensiamo che sia indispensabile ricordare combattenti e dirigenti come Barontini o Pajetta, e un intellettuale comunista quale Badaloni, per dare il segno del ruolo che Livorno ha saputo agire nella storia del PCI.
Proprio per questo motivo proviamo un senso di disagio e disorientamento intellettuale nel leggere che sabato all'inaugurazione della mostra sarà presente l'On. Piero Fassino. Sottolineiamo questo aspetto non per dare vita ad una polemica, che poco ci interessa, o per mancare di rispetto ad un uomo politico che, negli ultimi venti anni, ha avuto un ruolo nazionale di primo piano, ma per sottolineare che la storia del PCI non può essere appannaggio di nessuna forza politica ma "magistra vitae" di tutti Partiti che intendono farne propri gli insegnamenti e declinarli e attuarli secondo lo loro sensibilità attuali.
Visto il taglio della mostra ci aspettiamo che l'inaugurazione sia un momento di riflessione storica in cui far dialogare intellettuali che si sono spesi per capire e comprendere la storia del Partito fino al 1991. La presenza dell'On. Fassino pone, inevitabilmente la questione del ruolo della classe dirigente del PCI all'indomani del suo scioglimento e della crisi politica della sinistra, nel suo complesso, che è scaturita a partire dagli anni novanta a seguito delle decisioni di quel gruppo dirigente. Inoltre la presenza dell'Onorevole sposta l'attenzione e la riflessione sulla pretesa possibilità di leggere una linea di continuità PCI-PDS-DS-PD che appassiona alcuni ma che, al contempo, non è condivisa dai più e che meriterebbe una riflessione dedicata, perlomeno per confrontrarsi sui presuppositi filosofici e politici su cui si fonderebbe questa continuità. Ci permettiamo di affermare che a noi pare ormai insostenibile e una forma di accanimento antistorico perseguire in questa lettura.
Segnaliamo, in conclusione, che sarebbe stato interessante avere un contributo di docenti quali il Prof. Liguori, che ha recentemente scritto il libro "La morte del PCI", o il Prof. Höbel che recentemente ha pubblicato il testo "Il PCI di Luigi Longo", o di intellettuali quali, Luciano Canfora o Domenico Losurdo. Come noterà abbiamo citato solo alcuni intellettuali di fama internazionale, ce ne sarebbero molti altri, che continuano a confrontarsi con la storia del Partito Comunista e con le idee che quel Partito esprimeva, continuando a definirsi comunisti e marxisti.
Certi che voglia interpretare la nostra lettera come un invito a confrontarsi in futuro ed a dare vita ad incontri in cui sia possibile aprire un confronto serio e preciso sul passato, sul presente e sul futuro delle idee che hanno animato la storia del PCI, rimaniamo a disposizione per qualsiasi necessità.
Cordiali saluti
Michele Mazzola Lorenzo Cosimi
PdCI PRC
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