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Privatizzare i rifiuti? Non ci provate, rispettate i referendum!

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Il 13 giugno 27 milioni di cittadini italiani hanno votato contro la privatizzazione dell’acqua, ma anche dei rifiuti e del trasporto locale. Ma si vuole fare carta straccia della volontà popolare espressa. Nei mesi scorsi si è costituito il super ATO (Ambito territoriale ottimale) rifiuti comprendente le quattro province costiere (Livorno, Pisa, Lucca, Massa Carrara) con l’obiettivo dichiarato di affidare  entro il 31.12.2011 il servizio ad un gestore pubblico-privato, dove il privato – pur con una minoranza di proprietà – decide come gestire il servizio. Lo si è già visto con ASA a livello locale, o con Telecom a livello nazionale.

Questo è l’esatto contrario di quanto hanno deciso i referendum di giugno, cioè fuori i privati dai servizi pubblici, azzerare il profitto garantito del 7% ai privati che gestiscono  il servizio.

Mentre diffidiamo l’ASA a rispettare  da subito la volontà popolare – e quindi a diminuire del 7% le bollette dell’acqua – diffidiamo anche i consigli comunali dal ratificare le scelte del super ATO rifiuti, come stanno tentando di fare proprio in questi giorni (a Cecina lunedi 14).

E non si tiri in ballo le pressioni della Commissione europea e della BCE per privatizzare tutto: le manovre locali del super ATO rifiuti sono partite almeno 14 mesi fa, mentre ASA è stata privatizzata ben 8 anni fa, con i pessimi risultati che tutti conoscono.

Occorre riportare invece  gli impianti di smaltimento della zona sotto il  controllo popolare, chiudere  gli inceneritori, estendere ben più seriamente la raccolta differenziata dei rifiuti e il loro riuso, raddoppiando i risultati.

Novembre 2011

Cittadini per il rispetto dei referendum 2011

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