In occasione del 25 aprile, quest’anno è stata consegnata la Livornina d’oro a Mario Canessa, un uomo giusto, certa mente tra i cittadini più meritevoli di un riconoscimento così importante.
Una persona degna della nostra riconoscenza, stima ed affetto per il suo coraggio, la sua intransigenza morale, che lo ha reso capace di infrangere le leggi razziali, la xenofobia diventata senso comune di massa, rischiando la vita per salvarne altre.
Intransigenza morale che appartiene a pochi politici, che per ragioni di convenienza e di poltrone, spesso decidono di assomigliare alla parte più conformista della società pur di avere più consenso e più voti, che certo non appartiene all’amministrazione comunale di Livorno.
Canessa non ha obbedito agli ordini e ha rischiato per salvare qualcuna dei milioni di vittime innocenti: ebrei, zingari (Rom o Sinti), omosessuali, portatori di handicap, malati di mente (oltre naturalmente agli avversari politici) sterminati dal nazifascismo.
Adesso siamo ricaduti nuovamente nella spirale dell’odio razziale, fondato sugli stessi stereotipi con cui i mostri creano bersagli umani per i linciaggi di gente comune senza più valori né capacità critica.
E’ di questi tempi la storia di una famiglia, sfollata da un anno per uno sfratto legato al caro affitto e alla perdita del lavoro, oggetto di pesanti discriminazioni: la giunta comunale si rifiuta di applicare le regole, per paura di diventare impopolare, perché questa famiglia è Rom, benché residente da molti anni a Livorno.
Solo l’origine la distingue dalle altre in emergenza abitativa: i figli erano ben inseriti a scuola, e grazie all’impegno generoso delle maestre e dei genitori dei compagni di classe, hanno potuto mantenere contatti con l’istituto a cui sono iscritti, dopo una lunga assenza legata allo sfratto e alla mancata sistemazione. Oggi questa famiglia non può nemmeno più garantire a se stessa e ai piccoli l’igiene personale, e i bambini che non sono abituati a vivere senza casa accampati alla meglio fuori città, sono soggetti ad in cidenti anche gravi (sono già stati ricoverati d’urgenza all’ospedale due volte).
Che dire?
Ci auguriamo che la cerimonia di premiazione del Canessa abbia reso migliori i nostri amministratori, e gli dia la forza morale di sfidare il razzismo, per rispettare le regole per tutti, ritrovando un rigore etico perduto.
Per impedire che la destra spari impunita sui giudici, la scuola e la costituzione italiana, occorre un’opposizione meno timida nell’affermare valori di civiltà diversi; la nostra speranza di resistere alle involuzioni della democrazia, si assottiglia tutti i giorni, mentre aumenta l’astensione a sinistra nelle elezioni. E’ tempo di cambiare rotta, a costo di fare arrabbiare qualche xenofobo con le idee confuse.
Daria Faggi
Unione Inquilini – Livorno
28 aprile 2011
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