L'Unicobas Scuola esprime solidarietà agli studenti dell'Istituto Colombo, che hanno subito un intervento repressivo mentre simbolicamente occupavano la loro scuola. Ancora una volta, in una situazione generale di degrado che chiama alla mobilitazione l'intero corpo sociale, l'azione di protesta dei giovani trova come unica risposta quella della repressione.
Nel caso specifico, si ritiene particolarmente grave l'intervento di carabinieri e guardia di finanza che hanno fatto irruzione armati nella struttura scolastica procurando danni e agendo in modo intimidatorio nei confronti di studenti che si trovavano nella loro scuola.
L'Unicobas denuncia il· clima di tensione che si sta creando attorno alle proteste studentesche: ricordiamo il documento dei 18 presidi toscani contro autogestioni e mobilitazioni, documento che anche a Livorno ha trovato consensi; la illegittima limitazione del diritto di svolgere assemblee di istituto verificatasi in diverse scuole cittadine; le recenti denunce per aver cercato di appendere striscioni sulle scale del comune al termine di manifestazioni pubbliche regolarmente comunicate.
In questo contesto emerge la grave responsabilità di quei settori istituzionali (Dirigenze scolastiche, forze dell'ordine) che, criminalizzando qualsiasi azione di protesta ed agendo in modo repressivo verso le varie forme di mobilitazione, trasformano l'espressione di dissenso in un problema di ordine pubblico, generando esasperazione e tensione nel corpo sociale.
Segreteria Provinciale Unicobas· Scuola - Livorno
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In un clima generale di demonizzazione di ogni forma di lotta e di mobilitazione sociale, segnali preoccupanti vengono dal mondo della scuola di Livorno, dove si è verificato un grave episodio di repressione da parte dei carabinieri e della guardia di finanza che sono intervenuti armati durante l’occupazione, pacifica e simbolica, dell’Istituto Colombo, sfoderando manganelli e atteggiamenti intimidatori .
In un momento di enorme difficoltà della scuola stessa, sottoposta da anni a tagli e dimensionamenti, e nell’ulteriore situazione di degrado che richiede capacità di risposta e mobilitazioni da parte di lavoratori della scuola e studenti, si tenta di impedire sul nascere qualsiasi forma di protesta, trasformandola in problema di ordine pubblico.
Gravi, in questo contesto le posizioni assunte dalle forze dell’ordine ma anche dalla dirigenza scolastica, del resto in linea con le prese di posizione di alcuni presidi toscani che vanno nella direzione della limitazione dei diritti di assemblea e della possibilità di organizzare manifestazioni e forme di autogestione.
Rosalba VOLPI - Sinistra Critica Livorno
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Il Collettivo Anarchico Libertario esprime piena solidarietà agli studenti ed alle studentesso dell'Istituto Colombo vittime di un grave episodio repressivo.
http://collettivoanarchico.
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Vertenza Livorno solidarizza con gli studenti del colombo che hanno subito l'assalto dei carabinieri per una occupazione che non dovrebbe rappresentare certo un problema per l'ordine pubblico.
La situazione in cui versa la scuola, a causa di provvedimenti che si sono succeduti negli anni ad opera di governi di entrambi gli schieramenti, richiede un cambio di rotta deciso. Crediamo che gli studenti, che sono i protagonisti principali del sistema scuola e le prime vittime del suo abbrutimento, abbiano tutti i diritti di manifestare, anche con occupazioni, le loro preoccupazioni e le loro richieste. Crediamo inoltre che spazi di partecipazione diretta siano essenziali per riaprire momenti di democrazia reale, e che gli studenti che spingono in questa direzione siano persone responsabili e quindi ben diversi da quei "mostri" che la stampa ha voluto dipingere negli ultimi tempi. Non altrettanto responsabile crediamo invece sia stato il comportamento di una preside che ha ritenuto di rispondere alle legittime richieste degli studenti chiamando le forze dell'ordine. Se così dovessero agire tutte le scuole d'italia, a questo punto saremmo gia' in uno stato di polizia e non in un regime di democrazia rappresentativa, sia pur illusorio, come il nostro.
Vertenza Livorno
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