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Silvio Lami: "Nelle scuole mancano gli insegnanti di sostegno"

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I nodi dei tagli lineari e della controriforma della scuola Gelmini –Tremonti oggi si avvertono a livello di emergenza e a rimetterci purtroppo sono sempre i più deboli. Dagli studenti partono le prime proteste ma anche i genitori, i docenti, il personale ATA e Dirigenti Scolastici esprimo la loro legittima indignazione. Perché quando in ballo ci sono i diritti (negati) dei bambini disabili non si può più star zitti e ogni scuola ci racconta il suo triste bollettino.

In molte scuole mancano i prof di sostegno.

La drammaticità della situazione scolastica, anche in provincia di Livorno sta emergendo nella concretezza della realtà ed è con estrema preoccupazione che apprendiamo i dati sulle assegnazioni del personale di sostegno per l’anno scolastico in corso. Si tratta di tagli pesantissimi, dove l’unico metro di riferimento è “il contenimento della spesa” con la conseguenza che la situazione dell’assistenza scolastica dei bambini e studenti disabili si sta facendo drammatica.

Gli studenti certificati con gravi patologie (dai dati forni dall’Ufficio Scolastico Provinciale ai sindacati) sono: 59 nella scuola dell’infanzia – 340 nella primaria – 245 nella scuola media inferiore e 305 alle scuole medie superiori ma dovremmo anche aggiungere anche i molti casi che pur non avendo richiesto la certificazione o soffrendo di patologie meno gravi dovrebbero comunque avere riconosciuto il diritto allo studio in termini di sostegno.

Comunque, come possiamo osservare stiamo assistendo da una parte all’aumento degli studenti disabili e dall’altra alla progressiva diminuzione degli insegnanti di sostegno a cui si aggiungono i disagi prodotti dalla mancata offerta del tempo pieno, dalle difficoltà dovute dalla carenza di collaboratori scolastici. Per non parlare poi del numero di alunni per classe che impedisce, con l'azzeramento della compresenza e dei laboratori, la completezza didattica.

Una situazione insostenibile.

Paradossale è il fatto che venga chiesto alle famiglie di sopperire alle carenze  “magari” rinunciando a mandare il proprio figlio a scuola o a farsi carico delle spese del sostegno. Una modalità, conseguente ai tagli, inaccettabile poiché, in barba ai principi costituzionali, si chiede di dover rinunciare ad un diritto quale quello all’istruzione che deve essere garantito dalla scuola e dall’insieme della pubblica istruzione. Le istituzioni  sono tenute a tutelare e supportare  il carico familiare delle persone già di per se svantaggiate dalla condizione oggettiva della disabilità.

Sulle scrivanie dell’Ufficio scolastico provinciale arriveranno presto i primi ricorsi firmati dagli avvocati dei genitori e da lì arriveranno sul tavolo del Ministero.

In un contesto di disagi e forti criticità potrebbe verificarsi che laddove la frequenza degli alunni portatori di handicap è irrimandabile, questi vengano raccolti e accorpati in un'unica aula, dove gli insegnanti di sostegno presenti potranno semplicemente custodirli: «Sono quelle che vengono chiamate le stanze dell'handicap la scuola speciale dentro la scuola normale”, solo che così saltano tutti i progetti educativi, si fa solo baby sitting».

Saremo così di fronte all’attivazione di aule-confino Quello che accade sul versante della scuola e della pubblica istruzione accade anche sul lavoro. La disabilità è ancora oggetto di esclusione e penalizzazione. Con l’art. 9 della manovra finanziaria 2011 in materia di lavoro, sono stati reintrodotti  dei veri e propri ghetti per le persone disabili ripristinando “reparti confino” per i lavoratori disabili parimenti  a quelli della scuola dove si  cancellano di fatto i diritti sociali finora acquisiti. La Legge-quadro 104/92 per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone con handicap parifica i diritti dei bambini disabili a tutti gli effetti agli invalidi civili stabilendo nello specifico: dall’Art. 12 - Diritto all'educazione e all'istruzione; Art. 13- Integrazione scolastica; Art. 14- Modalità di attuazione dell'integrazione; Art. 15- Gruppi di lavoro per l'integrazione scolastica; i diritti degli studenti disabili.

Nel rilanciare l’allarme che proviene dalle associazioni e dai genitori, ci impegneremo per quanto possibile all’interno delle istituzioni ma, nel frattempo invitiamo tutti a sottoscrivere l’appello:

“NON TAGLIATE IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI E DEI NOSTRI ALUNNI -Richiesta di reperimento di risorse finanziarie urgenti per il sostegno all'integrazione degli alunni diversabili nella Scuola Pubblica Italiana”

Per la segreteria provinciale di Rifondazione Comunista

 

Silvio Lami

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