Wednesday, Oct 22nd

Last update:05:52:48 AM GMT

You are here:

Unione Inquilini: IMU SULLE CASE POPOLARI La mobilitazione e le pressioni cominciano a realizzare i primi successi

E-mail Stampa PDF
Valutazione attuale: / 2
ScarsoOttimo 

Come è noto l’Italia è uno dei pochi Paesi europei che non prevede finanziamenti all’edilizia residenziale pubblica.

Con il governo Monti, si stava giungendo al ridicolo. Era l’edilizia residenziale pubblica che, attraverso l’IMU, finanziava lo Stato.

Le pressioni esercitate da più parti sembra che stiano smuovendo qualcosa.

Il relatore al decreto legge sulle semplificazioni fiscali, ha annunciato che è stato raggiunto l’accordo su un emendamento (il 4.1000) che prevede la cancellazione della quota IMU destinata allo Stato sugli alloggi ex IACP, su quelli proprietà dei comuni e sulle cooperative a proprietà indivisa.

In aula al Senato, il provvedimento dovrebbe passare entro pochissimi giorni per poi andare alla Camera.

Si tratta di un risultato concreto, frutto anche della nostra mobilitazione e della petizione popolare che abbiamo promosso.

La situazione rischiava,  infatti, di diventare insostenibile e in molte realtà territoriali già si profilavano interventi per aumentare gli affitti.

Si è impedito, forse, il colpo di grazia al sistema delle case popolari.

Naturalmente, ciò non cambia il segno classista del governo Monti e la sua continuità con quello precedente. Non ci sono, neanche come ipotesi di lavoro, finanziamenti per l’ERP e i tagli sociali, come quello dell’azzeramento del contributo affitto, sono rimasti inalterati.

Ricordiamo, infine, che con l’IMU ci sarà un pesantissimo incremento dell’imposizione fiscale che, nel caso degli affitti, rischia di essere traslato addosso agli  inquilini.

Nell’IMU non è prevista alcun elemento di progressività in base al reddito,  al numero e al valore delle abitazioni possedute, né per i comuni è possibile fare interventi mirati a favorire gli accordi territoriali.

Il combinato disposto tra la cedolare secca (un regalo alla rendita immobiliare) e l’IMU rappresenta la distruzione del canale concordato.

Per tutti questi motivi, la nostra mobilitazione non si deve fermare.

La crisi economica che falcidia i redditi popolari e crea disoccupazione, il livello insostenibile degli affitti privati, la mancata risposta alle circa 650 mila istanze di casa popolare, utilmente collocate nelle graduatorie dei comuni, l’aumento esponenziale degli sfratti per morosità, richiedono un’altra politica fondata sul rilancio dell’edilizia residenziale pubblica (a partire dal recupero a fini abitativi del patrimonio pubblico).

Il primo punto è come finanziare l’ERP. Serve un riequilibrio all’interno del settore: spostare risorse dalla rendita parassitaria verso la politica sociale della casa. Basterebbero una lotta efficace all’evasione fiscale nel campo delle locazioni e una tassa di scopo sulle case sfitte.

Unione Inquilini 2 aprile 2012

AddThis Social Bookmark Button