Come riporta un'inchiesta di Repubblica, è cominciato il conto alla rovescia per i trasporti locali, autobus e treni. Effetto combinato delle finanziarie 2010-2011 e dei tagli imposti dall'unione europea. Questo scenario da caduta dell'Urss, quando il servizi saltarono uno ad uno, più che grande depressione (come dicevano gli economisti, la grande depressione in confronto alla caduta dell'Urss è stata solo una recessione), è quanto ci aspetta se non si trovano soluzioni alla crisi. Improvvisamente i servizi si spengono, come luci sul pannello e porzioni significative di questo paese finiscono nel caos. (red) 16 novembre 2011
Il 10 novembre scorso l'amministratore delegato di Fs Mauro Moretti ha lanciato l'allarme: "Dal primo gennaio del 2012 saremo costretti a chiudere il servizio regionale, visto che il miliardo e mezzo di tagli non sono stati nemmeno compensati con la legge di stabilità". Una dèbacle che rischia di lasciare a piedi le centinaia di migliaia di pendolari che tutte le mattine prendono il treno per raggiungere il posto di lavoro. "Chiederemo alle Regioni se hanno la copertura per i servizi, altrimenti non sappiamo come fare – afferma Moretti – io ho un contratto e con quello faccio un certo numero di servizi. Se i soldi non ci sono, non so cosa fare, così non ho neanche i soldi per pagare gli stipendi".
Ma non sono solo i treni regionali a rischiare il blocco. Anche il trasporto su "gomma", vale a dire bus urbani, metropolitane e linee di pullman regionali, è sull'orlo del collasso. "Alla fine del primo trimestre del 2012 i fondi saranno esauriti e scoppierà il caos", annuncia Luca Ceccobao, assessore ai Trasporti della Regione Toscana. Secondo gli esperti, il trasporto pubblico locale "vale" più sei miliardi di euro. Un taglio di un miliardo e mezzo rappresenta una terapia mortale. Cosa possono fare Regioni e Comuni per trovare una soluzione? Potrebbero aumentare il costo dei biglietti, che oggi coprono in media il 25 per cento delle entrate delle aziende di trasporto, ma non risolverebbero il problema. L'altra strada e quella di raschiare il fondo del barile dei bilanci regionali e comunali tagliando nel contempo altri servizi. Una politica suicida.
Nelle settimane scorse la Conferenza delle Regioni e il governo avevano concordato un tavolo tecnico per affrontare la situazione. Il tavolo non si è mai riunito. In quegli stessi giorni il ministro Raffaele Fitto aveva promesso: "I fondi sono stati inseriti nel maxiemendamento alla manovra". Bugie ed ancora bugie. Intanto la Irisbus Fiat, l'unica fabbrica di bus in Italia, sta chiudendo i battenti per mancanza di commesse pubbliche. Settecento lavoratori andranno presto a casa. Pessime prospettive anche per i dipendenti delle aziende di trasporto: in caso di default molti rischiano il posto di lavoro ma per loro non esistono ammortizzatori sociali.
http://inchieste.repubblica.
| < Prec. | Succ. > |
|---|














