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Fincantieri: continua la lotta. Intervista: Ecco perchè è scoppiata la crisi

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fincantieri_scontriA Castellamare bloccata la Circumvesuviana. Mentre il sindaco invoca lesercito.

NAPOLI - Non si ferma l'azione di protesta dei lavoratori di Fincantieri. Gli operai di Fincantieri e dell'indotto a Castellammare hanno occupato la stazione della Circumvesuviana, punto nodale di collegamento tra i Comuni della costa e Napoli.
In via Nocera, vicino alla stazione della Circumvesuviana, i lavoratori della Fincantieri hanno anche convinto molti titolari degli esercizi commerciali ad abbassare le serrande in segno di solidarietà

Blocchi stradali sono stati messi in atto anche su viale Europa, l'arteria stradale principale della città, il traffico bloccato. Anche oggi diversi presidi restano in piedi anche nei pressi della sede del Comune.

"La mobilitazione non si fermerà finché non avremo certezze sul prosieguo dell'attività del cantiere e sulla continuazione della realizzazione delle navi per garantire i lavoratori di Fincantieri e del suo indotto - hanno spiegfato - E' evidente che nonostante l'incontro di ieri con Caldoro e la convocazione al ministero il prossimo 3 giugno, i lavoratori si sentono tuut'altro che rassicurati sulla possibilità di scongiurare la chiusura del cantiere".

E nel pomeriggio brutta presa di posizione del sindaco del paese che, impotente, chiede l'intervento dell'esercito: "La situazione a Castellammare di Stabia sta diventando insostenibile - dice il sindaco Luigi Bobbio - da questa mattina sono in atto azioni sovversive in città. La protesta degli operai deve assolutamente rientrare e restare nei limiti della legalità. Chiedo, in maniera accorata, al prefetto di concentrare ora, subito, a Castellammare di Stabia tutte le forze necessarie a recuperare il controllo della piazza e a ripristinare la legalità. Un solo attimo di ritardo potrebbe far arrivare le cose troppo oltre. Se necessario coinvolgere l'Esercito. Chiedo allo Stato, in tutte le sue articolazioni, di non lasciare sola la città di Castellammare in questo difficile momento".

In realtà, non ci sono stati danneggiamenti, salvo la vetrina di un negozio che è stata sfondata. La sala consiliare del comune continua ad essere occupata da una decina di operai. Gesti di rabbia cui gli operai sono obbligati per far sentire la loro voce e i loro diritti, sempre decantati ma i primi a crollare in tempi di crisi.

Intervista: Ecco perchè Fincantieri è in crisi

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Fincantieri: scontri a Genova, occupato il Comune di Castellamare di Stabia!

Dopo Castellamare di Stabbia, la rabbia degli operai della fin cantieri si fa sentire anche negli stabilimenti liguri. Questa mattina mille lavoratori, partiti dallo stabilimento di Sestri Ponente, dietro allo striscione "Non chiuderete il cantiere" sono arrivati fin sotto la prefettura per chiedere un incontro con il rappresentante del governo, ma l’unica risposta che hanno trovato è stato l’ennesimo atto repressivo da parte della polizia che ha caricato il corteo, il quale ha risposto con lanci di pietre e bottiglie. Negli scontri rimangono feriti alcuni operai tra cui uno alla testa in maniera grave. "Abbiamo ricevuto l'attenzione dello Stato", è il commento ironico di un suo collega.
Dopo gli scontri e una lunga trattativa, il prefetto ha accettato di incontrare una delegazione di sindacalisti, con il risultato che dopo la discussione il sindacalista della Fiom è uscito annunciando che la lotta continuerà, continuerà con l’occupazione del cantiere di Sestri e che continuerà il presidio davanti alla prefettura. Allo stesso tempo, anche a Sestri Levante un corteo di lavoratori dei cantieri di Riva ha bloccato per quasi due ore il casello di Sestri Levante della A12 Genova-Livorno. Questi lavoratori, secondo il nuovo piano industriale, verrebbero trasferiti nello stabilimento di Muggiano, per lasciare a Riva soltanto la produzioni delle parti meccaniche.

fincantieri_fuocoLa mattina: i lavoratori della Fincantieri e dell'indotto di Castellamare di Stabia,  nella notte, di ritorno da Roma, hanno fatto irruzione nel municipio e occupato le sale del comune, costringendo il sindaco Luigi Bobbio, il vice sindaco, Giuseppe Cannavale, il comandante dei vigili urbani, i capigruppo dei partiti ed alcuni consiglieri comunali a rimanere a lungo asserragliati negli uffici. La rabbia dei lavoratori si è poi trasformata in violenza e gli operai hanno preso di mira vetri, mobili e suppellettili del Comune che vengono spaccati.

La protesta nasce dopo che la dirigenza, sempre utilizzando il solito schema della crisi, ha deciso  che gli esuberi previsti saranno 2.551 su 8.500 lavoratori, su otto stabilimenti, due (Castellammare di Stabia e Sestri Ponente) verranno chiusi mentre quello di Riva Trigoso (Genova) verrà fortemente ridimensionato con il trasferimento delle costruzioni militari a Muggiano (La Spezia).

Nello stesso tempo alla lotta dei lavoratori di Castellamare di Stabia, si è aggiunta la protesta dei lavoratori del sito produttivo di Sestri Ponente e Sestri Levante, che attraverso manifestazioni cittadine con più di mille manifestanti, hanno e stanno attraversando le vie delle rispettive città per dire NO alla chiusura e al ridimensionamento degli stabilimenti e per chiedere incontri con le istituzioni per avere le garanzie opportune per il loro futuro.

tratto da www.infoaut.org

25 maggio 2011

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