Ed è arrivato il venerdi dello sciopero Fiom, dopo la fucina di divieti sponsorizzati dal sindaco Alemanno e dal ministro Maroni... L'ala metalmeccanica della Cgil ha deciso comunque di scendere in piazza, opponendosi ai divieti e alle limitazioni imposte, raccogliendo una giornata di mobilitazione con luci e ombre.
Buoni i dati sullo sciopero che la Fiom sta comunicando, non altissimi ma attestati su un buon livello di partecipazione allo sciopero nelle fabbriche e nei cantieri sul territorio nazionale, così come positiva è stata la tensione a non accettare senza battere ciglio il divieto di manifestazione, nelle pubbliche dichiarazioni come sul reale, laddove comunque un segmento di corteo è stato conquistato, da dove si sono fermati i pullman arrivati da fuori città a piazza del Popolo.
Partecipazione certo dignitosa (oltre un migliaio le persone in piazza) ma che si è rivelata modesta rispetto alle aspettative, attraversata da un umore timido e bloccato nella dimensione imposta della 'piazza autorizzata'. Pochi i giovani presenti, laddove la composizione era soprattutto informata - come era lecito immaginarsi - dalle delegazioni operaie della Fiat e della Fincantieri. Il tutto si è svolto in piazza del Popolo con il palco degli interventi, dove campeggiava lo striscione 'Democrazia, contrasto, lavoro, no a chiusure e licenziamenti'.
Impressionante il dispositivo di controllo innervato dalla questura di Roma, con le forze dell'ordine che hanno accolto i manifestanti persino ai caselli autostradali, dispiegandosi tutto attorno piazza del Popolo, presidiando sedi istituzionali e 'obiettivi sensibili'.
tratto da www.infoaut.org
21 ottobre 2011
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