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Scandalo Cgil, annullato il congresso di Termini Imerese: aveva vinto la minoranza

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Clamorosa decisione della Commissione di Garanzia che non ha accettato lo schiacciante successo della minoranza: 461 a 16. Cremaschi: "Una decisione più grave di un'ingiustizia, un grave errore politico". Intanto Scajola promette 14 opzioni diverse per lo stabilimento ma non gli crede nessuno

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Link: La Bolognina della CGIL

La Commissione di Garanzia della Cgil di Palermo, ha annullato il congresso della Fiom di Termini Imerese che aveva visto stravincere la 2 mozione con 461 voti contro 16. "Per vizi formali" recita la decisione ufficiale, in quanto la commissione elettorale sarebbe stata eletta non all'inizio dei lavori congressuali ma durante gli stessi. Inoltre, dice la Commissione, al momento dello spoglio non sarebbero stati presenti rappresentanti della prima mozione. Solo che, contestano le minoranze interne, si tratta della quotidiana normalità in tutti i congressi Cgil. A Termini Imerese, infatti, i relatori esterni - Landini per la seconda mozione e Durante per la prima - sono stati invitati a lasciare la fabbrica una volta concluso il congresso ma la pratica è del tutto regolare e non si tratta di un'eccezione. L'unica eccezione è la schiacciante vittoria della seconda mozione che non è andata giù alla maggioranza che sostiene Epifani. I lavoratori navali di Costa Crociere, ad esempio, hanno svolto il congresso in nave ai Caraibi con la sola presenza della relazione di maggioranza. Alla Carrefour della Romanina, a Roma, è accaduto qualcosa di più grave: il relatore di minoranza si è visto negare l'accesso al centro commerciale dai vigilantes allertati proprio dal funzionario Cgil di maggioranza.


Dura, quindi, la reazione della minoranza. "Qualcosa di più grave di un’ingiustizia, un gravissimo errore politico della maggioranza della Cgil", la reazione a caldo di Giorgio Cremaschi, uno dei firmatari della seconda mozione e portavoce della Rete 28 Aprile. "Annullare il congresso della fabbrica che oggi è in lotta contro la chiusura voluta dalla Fiat - continua Cremaschi - richiederebbe elementi profondi e veri, che non sono stati riscontrati. La giustizia a maggioranza che si sta amministrando invece nei congressi è il segno di una perdita di contatto con la realtà, che rappresenta un danno per tutta l’organizzazione. Siamo sicuri che il nuovo congresso riconvocato a Termini Imerese non darà risultati diversi per la mozione Epifani". Per il nuovo congresso che è stato convocato per domani e dopodomani, la Camera del lavoro di Palermo ha chiesto che le operazioni di voto non si svolgano in fabbrica ma in un locale esterno. A decidere sarà però l'assemblea degli iscritti.
La decisione arriva proprio nel giorno in cui il ministro per lo Sviluppo economico, Scajola, ha riferito al Senato su Termini Imerese, promettendo un vago impegno del governo e assicurando che esistono al momento "14 offerte economiche alternative". Un'affermazione che ha fatto scatenare l'opposizione con tanto di scontro in aula. Dall'Italia dei Valori, invece, è stata rilanciata una vecchia proposta presentata al Senato da Gigi Malabarba, allora capogruppo di Rifondazione: la Fiat venda lo stabilimento di Termini Imerese alla Regione siciliana che si incaricherà del suo rilancio, al prezzo di 1 euro.

tratto da www.ilmegafonoquotidiano.it

17 febbraio 2010

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