Cessione del ramo d'azienda, esternalizzazioni e il cosiddetto spezzatino, cioè la creazione di tante società attraverso le quali governare più agilmente il processo produttivo
Nuovo sciopero nazionale dei dipendenti Telecom. Oggi con un presidio sotto la sede del gruppo a Roma, i lavoratori hanno manifestato contro i pericoli che corre il settore dell'Information tecnology dell'azienda. Circa 2000 addetti tra informatici ed amministrativi potrebbero perdere il posto di lavoro. I sindacati, confederali e di base, con la mobilitazione hanno denunciato il paventato smembramento della compagnia telefonica. Si profila una nuova architettura societaria più leggera, propietaria di tutta l'infrastruttura con aziende satelliti attraverso le quali governare la produzione. Naturalmente ciò comporterebbe il sacrificio di nuomerosi posti di lavoro dopo le mobilità del 2008, gli oltre 1400 lavoratori messi in contratto di solidarietà nel 2009, e gli ulteriori 4 mila tagli annunciati sempre lo scorso anno.
«Fino a poco tempo fa Telecom voleva vendere la SSC, adesso grazie alle insistenze dei lavoratori sembra che abbia rinunciato ma solo momentaneamente. Vogliono ingrossare il pacchetto e poi o venderci o ridurre il personale. Dopo i licenziamenti annunciati con una lettera alle Rsu sullo scorporo del ramo d'azienda, chi rimarrà durerà poco perchè ormai per Telecom l'informatica è rappresentata solo dalle consulenze esterne».
Cessione del ramo d'azienda, esternalizzazioni e il cosiddetto spezzatino, cioè la creazione di tante società, come appunto la SSC, attraverso le quali governare più agilmente il processo produttivo. Sembra essere questa la strategia industriale di Telecom, in mezzo però ci sono i licenziamenti e soprattutto il cambiamento della qualifica per gli addetti che da tecnici, con diverse specializzazioni, diventerebbero dei consulenti.
Della ristrutturazione Telecom ne hanno già fatto le spese i lavoratori della Italtel che si occupano soprattutto di centrali, gestione della rete e software. «Il 75% dei prodotti – spiega un dipendente - che è installato nelle centrali Telecom è di marca Italtel, una ditta storica, forse l'ultima azienda di telecomunicazioni in Italia. Ora per un mancato investimento di 150 milioni di euro Italtel potrebbe procedere al licenziamento di 400 dipendenti con alta professionalità».
Alessandro Fioroni
tratto da http://agenziami.it
23 marzo 2010
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