Le elezioni politiche a Livorno: numeri, analisi e confronti

Chi ha vinto e chi ha perso a Livorno? Al di là dei seggi conquistati, ecco la nostra consueta carrellata di numeri (e non di percentuali)

Eccoci qua, come in ogni tornata elettorale a fare l’analisi del voto nel Comune di Livorno. Le analisi sul significato del voto nazionale le abbiamo già abbozzate in un editoriale ed in ogni caso dai giornali ai talk show il voto è stato già guardato al microscopio.

Iniziamo dal metodo.

a. Come ogni volta proviamo a ragionare in termini di voti assoluti perché le percentuali determinano chi ha vinto e perso ma non mostrano il consenso in termini concreti.

b. Non è facile confrontare elezioni molto diverse fra loro. Per questo dobbiamo togliere le elezioni amministrative dove le liste civiche e le liste dei candidati levano, ovviamente, molti voti ai partiti nazionali. Rimane quindi da incrociare i voti fra politiche 2013, europee 2014, regionali 2015 e politiche 2018. Anche con questa scelta però rimane sempre un margine di interpretazione perché le coalizioni non sono sempre le solite ed alle varie aree si è sempre aggiunto o tolto qualcuno. Di sicuro il voto regionale e quello politico hanno un tratto distintivo comune che vale per quasi tutte le aggregazioni che si presentano: si tratta di un voto di opinione non legato al candidato. Alle politiche è tendenzialmente così, alle regionali un po’ meno ma il trend è quello.

c. Prendiamo i voti del proporzionale alla Camera dove possono votare tutti i maggiorenni.

PARTITO DEMOCRATICO

Quindi partiamo dal Pd che a Livorno è stato il partito più votato, seppur di poco.

Politiche 2013 (affluenza 79,78%): 39.088 voti

Europee 2014 (affluenza 66,10%): 45.351 voti

Regionali 2015 (affluenza 44,20%): 23.274 voti

Politiche 2018 (affluenza 76,16%): 25.827 voti

C’è poco da commentare. Il Pd a marchio Renzi ha perso in 4 anni 20.000 voti e si è attestato sui 25.000 voti, quanti ne aveva presi 3 anni fa alle regionali con la differenza che a questo giro ha votato il 30% di elettori in più. Chi si era astenuto in passato, a questo giro ha votato tutti eccetto che il Pd.

MOVIMENTO 5 STELLE

Il M5S è oggi il secondo partito cittadino, dietro solo di 256 voti al Pd. Il suo risultato a Livorno era molto atteso come in tutti i comuni dove amministra. Anche se a nostro avviso questo voto ha poco a che fare con un giudizio sull’amministrazione Nogarin. Come abbiamo fatto notare anche qualche giorno fa, il voto alle politiche è un voto di opinione generale e generalista. Fra l’altro non essendo possibile il voto disgiunto fra simbolo e candidato al maggioritario è impossibile giudicare ogni volontà “locale”, basta vedere che a Pesaro gli elettori 5 stelle votando il simbolo hanno forzatamente votato anche il candidato espulso che faceva i falsi bonifici.

Politiche 2013 (affluenza 79,78%): 27.134 voti

Europee 2014 (affluenza 66,10%): 19.390 voti

Regionali 2015 (affluenza 44,20%): 12.247 voti

Politiche 2018 (affluenza 76,16%): 25.571 voti

Come si vede, il voto di opinione alle politiche è molto sentito nell’elettorato 5 stelle mentre varia alle regionali e alle comunali dove prima del ballottaggio vinto da Nogarin, il M5S prese 16.216 voti. Infatti non si può definire un grandissimo balzo in avanti quello dei 5 Stelle a Livorno visto che sono attestati sulle solite cifre del 2013. Semmai c’è da fare un altro tipo di considerazione, cioè che essendo crollato il Pd che è sempre stato di gran lunga il primo partito e sempre facile vincitore all’uninominale, il peso di questi voti dei 5 Stelle è cresciuto enormemente nonostante i numeri siano simili a 5 anni fa.

LEGA E COALIZIONE DESTRA

Per quanto riguarda il fenomeno della crescita della Lega bisogna fare prima un discorso di coalizione per vedere quanto pesano i voti di destra a Livorno e poi vedere lo spostamento interno allo schieramento.

Partiamo dalla COALIZIONE.

Politiche 2013 (affluenza 79,78%): 14.473 voti + 351 La Destra = 14.824 voti

Europee 2014 (affluenza 66,10%): 13.123 voti

Regionali 2015 (affluenza 44,20%): 12.224 voti (con due diversi candidati)

Politiche 2018 (affluenza 76,16%): 23.507 voti

Da questi numeri appare come negli ultimi 5 anni la destra, che a Livorno era ai suoi minimi storici, divisa internamente e sconvolta dal ciclone 5 stelle, è tornata ai livelli di 10 anni fa quando alle Comunali 2009 la coalizione di Taradash prese 23.597 voti o alle politiche del 2006 quando l’allora centrodestra prese 33.613 voti (con 87,42% di affluenza). Insomma, la destra a Livorno dopo un decennio di sbandamento è tornata sui suoi livelli storici, cioè fra il 20 ed il 26% quando ad esempio Guastalla alle comunali del 2004 con una affluenza quasi identica alle politiche del 2018 prese 24.183 voti.

Dove sta allora il grande clamore di questo spostamento a destra della città come molti scrivono? Nei numeri, come abbiamo visto, no. Specialmente si fa uno storico che va un po’ più indietro dell’inizio del declino. Ma sicuramente lo spostamento a destra c’è stato nella distribuzione dei voti sall’interno della coalizione oltre che sui temi. Inoltre il voto di destra si è spostato anche in zone del centro e nei quartieri popolari dove la Lega ha fatto buoni numeri.

Vediamo quindi la progressione della LEGA

Politiche 2013 (affluenza 79,78%): 436 voti

Europee 2014 (affluenza 66,10%): 1.566 voti

Regionali 2015 (affluenza 44,20%): 7.666 voti

Politiche 2018 (affluenza 76,16%): 13.793 voti

Anche se più che altro è stata una redistribuzione interna alla coalizione, è innegabile che la Lega sia ampiamente egemone nella destra livornese visto che il secondo partito è Forza Italia con meno della metà dei voti (6.459).

SINISTRA

Partendo dal concetto di sinistra è difficile fare qualunque confronto perché ogni volta si presenta con nomi, coalizioni o divisioni diverse. Quindi non possiamo che utilizzare un parametro unico, anche se fallace, di “OPINIONI O VALORI DI SINISTRA” senza scendere nel dettaglio dei partiti o delle proposte politiche.

Politiche 2013 (affluenza 79,78%): 9.428 voti (SEL+Rivoluzione Civile)

Europee 2014 (affluenza 66,10%): 7.140 voti (Lista Tsipras+Verdi)

Regionali 2015 (affluenza 44,20%): 6.615 voti (Sì Toscana)

Politiche 2018 (affluenza 76,16%): 10.922 voti (LeU, PaP, Pc)

Come detto, questi numeri necessiterebbero un’analisi separata perché SEL ad esempio, nel 2013 era alleata col Pd oppure nel 2018 in LeU c’è una parte di Pd. Per questo la sommatoria di voti che abbiamo messo insieme non fa altro che mostrare in superficie, quanti elettori abbiano scelto di votare dal 2014 (il 2013 è un dato falsato) per partiti a sinistra del Pd o che abbiano opinioni compatibili con macrovalori cosiddetti di sinistra. Se si guarda a voti ed affluenza vediamo che il voto è stabile specialmente nelle ultime due tornate elettorali (regionali e politiche) dove i voti corrispondono in entrambi i casi fra l’11 ed il 12%. Diversa è la situazione delle comunali dove la sinistra cittadina ha sempre avuto percentuali maggiori essendo un voto più di conoscenza diretta dei candidati e nel merito delle proposte rispetto che ad un voto di opinione molto influenzato da stampa e Tv. Se si va alle politiche del 2006 (affluenza 87,42%) però Rifondazione + Comunisti italiani avevano 18.692 voti precipitati però già alle politiche anticipate del 2008 (82,24% di affluenza) con sinistra arcobaleno+sinistra critica+PCL i voti erano scesi a 8.056 voti. Per grosse responsabilità della classe dirigente ma anche per il mito del voto utile antiberlusconiano.

 redazione, 8 marzo 2018

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