Le forze dell’ordine intervengono a un’assemblea degli studenti a Cascina. I docenti: azione inammissibile

A seguito dell’interruzione didattica dovuta all’assemblea permanente e successiva occupazione, proclamata dagli studenti dell’IISS Pesenti, anche i docenti si sono riuniti in una propria assemblea per prendere posizione rispetto al documento fornito dagli alunni, in apertura dell’assemblea.

Ci preme stigmatizzare il comportamento delle forze dell’ordine che, con tono intimidatorio e non consono ad una comunità scolastica, hanno prelevato fisicamente uno studente, già precedentemente identificato, che di fatto non stava commettendo alcun atto provocatorio. Riteniamo che questo episodio sia di una gravità inaudita, soprattutto all’interno di una comunità scolastica basata sul confronto democratico e la pacifica convivenza, anche in assenza in quel momento di una dichiarazione ufficiale di un’occupazione e quindi di una situazione di reale pericolo. Un’ulteriore aggravante: alcuni docenti sono stati invitati a identificarsi, dopo essere intervenuti a favore dello studente, nell’esercizio del loro ruolo e con l’intento di mantenere la situazione calma e sotto controllo.

Pensiamo che le esigenze dagli studenti poste ed espresse nel loro documento vadano prese in seria considerazione, in particolare la necessità di spazi dove esercitare un confronto democratico, in modo che la scuola sia effettivamente partecipata e costruita anche dagli alunni. Due esempi: il nostro istituto dispone da diversi anni di un auditorium inagibile che costringe gli studenti a confrontarsi in piccoli gruppi rinunciando così ad attività collettive e assembleari. Un altro esempio di scuola calata dall’alto risulta essere il nuovo esame di stato, le cui modalità di svolgimento sono state comunicate nella seconda parte dell’anno scolastico in corso, senza possibilità di intervento e critica costruttiva né da parte degli alunni né dei docenti.

Concludiamo affermando la necessità da parte di noi docenti di ascoltare le rivendicazioni e il disagio espresso da un movimento di studenti che, partito dalle scuole di Livorno, si è esteso anche nella nostra provincia.

L’assemblea dei docenti

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