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4 marzo: Decine di migliaia in piazza contro le politiche educative del governo USA

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StudentieprofessotiDecine di migliaia di studenti, maestri, docenti, padri di famiglia e altri lavoratori hanno marciato e partecipato a scioperi e occupazioni in almeno 39 Stati USA contro la politica educativa del governo Obama e delle amministrazioni statali e municipali.

L’epicentro del movimento si trova in California, dov’è iniziato il movimento attuale. Ieri, la California è stata lo scenario delle manifestazioni più numerose e combattive. Circa 2.000 residenti di Berkeley hanno messo in atto  una serie di manifestazioni e marce durante il giorno, e un picchetto all’entrata principale dell’università. A San Francisco, 7.000 manifestanti di tutti i livelli accademici hanno marciato nella strada Mission fino al Centro Civico della città, dove si sono concentrati fino ad arrivare a più di 20.000 persone. A San Diego, circa 5.000 studenti e professori di diverse università e scuole della città hanno attuato delle proteste contro la recente serie di attacchi razzisti contro gli studenti afroamericani, collegandola con i tagli da parte del governo statale. Decine di migliaia di persone hanno protestato a Los Angeles, dove una marcia di 6.000 persone è stata repressa dalla polizia*.
L’intera scuola secondaria “Oakland High School”, nella città omonima, ha effettuato una giornata di attività di protesta e di sensibilizzazione sui tagli. Il professor Payton Carter ha pronunciato un discorso diffuso tramite il sistema audio della scuola, nel quale ha affermato, “I recenti terremoti ad Haiti e in Cile ci ricordano la potenziale devastazione che ci potrebbe colpire se ci arriva un altro terremoto… Ma in questo momento ci riferiamo a un altro disastro a livello statale che sta distruggendo il nostro sistema di scuole pubbliche, smantellando le nostre istituzioni che prima erano un modello, e facendo tremare le fondamenta della nostra società...” Carter ha invitato studenti e professori a “partecipare alle proteste di massa in Piazza Ogawa nel centro di Oakland,” e dopo alla manifestazione di San Francisco*.

 

All’altro estremo del Paese, a New York, si sono attuate varie proteste nelle università e città della regione. Nella città di N.Y., centinaia di studenti e docenti del sistema universitario municipale di New York janno protestato all’interno delle strutture contro i tagli, i licenziamenti, gli aumenti delle tasse di iscrizione e la situazione precaria di più del 60% di noi docenti che lavoriamo come lavoratori a tempo determinato in questo  sistema universitario. Inoltre in questa zona gli studenti di varie università private hanno organizzato marce e concentramenti.
Successivamente noi universitari ci siamo diretti in corteo a un concentramento di fronte agli uffici del governatore di New York, David Paterson, dove sono convenuti studenti e professori di varie scuole pubbliche primarie e secondarie, fino ad arrivare a circa 2.000 persone. Gli allievi già da diveri mesi stavano organizzando mobilitazioni contro i tagli al bilancio, le chiusure di scuole e le privatizzazioni promosse dal Sindaco del municipio.
Tra le misure più odiose per gli studenti delle primarie e secondarie e le loro famiglie figura l’imposizione della tariffa ordinaria per il trasporto dei giovani. Fino ad oggi il milione e 100mila studenti delle scuole primarie e secondarie della città hanno potuto disporre del trasporto pubblico gratuito o sussidiato. Il sindacato dei lavoratori della metro e dei bus del sistema di trasporto pubblico (TWU) ha appoggiato gli studenti e i loro familiari nell’opposizione a questa misura, e hanno organizzato una protesta di circa 3.000 persone dopo il concentramento. I partecipanti studenti delle scuole e dell’università hanno marciato e si sono uniti alla manifestazione del TWU, a dimostrazione di uno dei temi del giorno, l’unità studente-operaio.
C’erano altre manifestazioni rilevanti in diverse zone del Paese. A Baltimora, nello Stato del Maryland, più di  500 studenti delle superiori hanno marciato per condannare quella che definiscono “la porta scuola-carcere” per mettere in evidenza che tra loro sono più numerosi quelli che finiscono in galera di quelli che finiscono la scuola, e mentre il governatore sta tagliando 30 milioni di dollari alle scuole, ha impegnato 300 milioni di dollari per costruire riformatori in questa città. Centinaia hanno sfilato nelle università dell’Oregon, del Massachusetts e del Minnesota, e nelle scuole e università della Carolina del Nord, del Texas e dell’Illinois, mentre circa 500 hanno protestato nell’Università dello Stato di Washington*.
Christian Haesemeyer, un professore di matematica dell’Università della California a Los Angeles ha sottolineato l’importanza della giornata nazionale di mobilitazione per difendere l’educazione pubblica: “Gli imprenditori vogliono far pagare il conto della crisi economica ai poveri, alla classe operaia e agli immigrati… noi non abbiamo l’organizzazione necessaria per opporci, ma queste azioni rappresentano l’inizio dei nostri sforzi per batterli”*.


*http://socialistworker.org/2010/03/05/day-of-action-journal

Michael Friedman, Docente a tempo determinato del sistema universitario municipale di N.Y., padre di unostudente della scuola superiore

Rebelión

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