
Fino a qualche anno fa la Bolivia era un Paese dove i colpi di Stato erano all'ordine del giorno. Le Forze Armate, così come negli altri Paesi latinoamericani, garantivano che i privilegi delle classi dominanti e delle potenze straniere non fossero mai messi in discussione. Oggi, nel grande processo di cambiamento in corso nell'ex cortile di casa degli Stati Uniti, non è più così facile sbarazzarsi dei governi sgraditi facendo ricorso al più vecchio degli espedienti. Qualche mese fa l'esercito ecuadoriano ha sventato un tentativo di golpe da parte di settori della polizia legati all'ex presidente neo-liberista Gutierrez. Oggi l'esercito boliviano si dichiara del tutto indisponibile ad avventure di questo genere, e in presenza di una strategia di destabilizzazione e secessione ispirata dai latifondisti e dalla destra legati agli USA è una dichiarazione estremamente significativa. Ancora una volta dall'America Latina ci arriva dunque una buona notizia (red.)
L’esercito boliviano ha confermato ufficialmente domenica scorsa di essere un’istituzione “socialista” e “anti-imperialista” in occasione della celebrazione del bicentenario della sua creazione alla presenza del Presidente del Paese, Evo Morales (nella foto).
Il comandante dell’Esercito, Antonio Cueto, ha dichiarato, nel corso dell’evento celebrato nel cortile d’onore del Collegio Militare a La Paz, che il comportamento delle Forze Armate sarà improntato alla dignità e alla sovranità. "Il nostro contributo istituzionale è stato fondamentale per la costruzione della Bolivia, specialmente nei momenti di tensione sia interna che esterna, e il nostro Esercito porta orgogliosamente la bandiera del fondatore della patria", ha sottolineato il comandante, stando alle informazioni diffuse dall’agenzia ABI.
Inoltre Cueto ha dichiarato che i soldati sono "impegnati nell’attuale processo" guidato da Morales e che ha come asse centrale la nuova Costituzione, e sono “consapevoli della loro realtà". In virtù della nuova Carta Magna, ha precisato, l’Esercito è attualmente un’"istituzione socialista comunitaria, e come tale ci dichiariamo anti-imperialisti".
"In Bolivia non deve esistere nessun potere esterno che si imponga, vogliamo e dobbiamo agire con sovranità e vivere con dignità", ha sottolineato il comandante dell’Esercito, precisando che è anche anticapitalista, perché questo sistema sta distruggendo la Madre Terra, e ha chiesto di unire tutti gli sforzi e capacità per difendere l’ambiente.
Cueto ha detto anche che "la Bolivia è uno Stato pacifista che promuove la cultura e il diritto alla
pace", ma ha chiarito che l’Esercito preserverà il legittimo diritto alla difesa del territorio nazionale e delle risorse naturali.
"In difesa della sovranità non permetteremo in nessuna circostanza l’installazione di basi militari di potenze straniere sul nostro territorio", ha affermato.
Tratto da Resumen Latinoamericano, traduzione Andrea Grillo
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