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La mafia? Il 6% del Pil italiano

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mafia.jpgUno studio di un'associazione di imprese assicura che le entrate dei gruppi criminali ammontano al 6% del PIL italiano

ELPAÍS.com/ EFE- Madrid-Roma - 11/11/2008

(traduzione per Senza Soste di Nello Gradirà) 

La crisi economica non spaventa la mafia, la camorra, né altre associazioni criminali italiane, che trovano nella debacle monetaria un'opportunità per rafforzarsi. Questa è la conclusione a cui è arrivata l'associazione di imprese Confesercenti, che ha presentato il rapporto Le mani del crimine sugli affari. Nel documento si rileva che la prima impresa italiana è il crimine organizzato, che tramite strumenti come l'usura, l'estorsione, il ricatto, il contrabbando e l'assassinio ha raggranellato un fatturato di 130 miliardi di euro annuali e profitti netti che raggiungono i 70 miliardi.

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Secondo questa organizzazione gli affari della mafia ammontano al 6% del Prodotto Interno Lordo  (PIL) italiano. Oltre al fatturato, la Confesercenti denuncia gli affari illegali che gestisce il crimine organizzato. Uno di questi è l'usura, che colpisce i redditi di 180.000 commercianti nazionali.

La mafia controlla inoltre attività illegali come il traffico di droga, di persone e di rifiuti tossici, e si infiltra anche in importanti segmenti del commercio: la macellazione, la pesca, la ristorazione, il settore turistico e l'edilizia, la panificazione e perfino le imprese di pompe funebri.

Come nel sistema imprenditoriale di tutti i Paesi, le quattro grandi mafie italiane: la Ndrangheta calabrese; la Camorra della Campania, Cosa Nostra siciliana e la Sacra Corona Unita "si suddividono in piccole e medie imprese, autonome, ma con uno stesso modello gerarchico", rileva il rapporto.

Lo studio spiega, per esempio, che nella provincia di Napoli, nel sud del Paese, sono stati individuati fino a 1.300 forni e 2.500 panetterie illegali e questo è il pane più venduto, "nonostante sia più caro che negli altri negozi". E'stato calcolato anche che le infiltrazioni mafiose nella vendita del pesce, esclusa la pesca illegale, arrivano a 2 miliardi di fatturato, con un totale di 8.500 attività implicate.

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