Wednesday, May 23rd

Last update:02:20:29 PM GMT

You are here:

Lasciate che la Grecia fallisca in pace

E-mailStampaPDF
Valutazione attuale: / 6
ScarsoOttimo 

atene_scritte_bancaAlberto Montero Soler

Público

Il futuro della Grecia si decide in videoconferenza. I rappresentanti della troika (la UE, la BCE e il FMI) non hanno avuto neanche il riguardo di spostarsi fino ad Atene per negoziare la prossima  concessione di 8 miliardi di euro del piano di salvataggio europeo e senza i quali, come già annunciato dal governo greco, non potranno essere pagati né i salari dei funzionari pubblici né le pensioni del mese di ottobre. Cioè quello di cui si parla è il pane dei lavoratori e pensionati greci; tutto il resto è retorica. Un pane sul quale, a dire la verità, appena 15 giorni fa il governo greco ha deciso di aumentare l’IVA dal 13 al 25 % rendendolo sempre più inaccessibile.

Nel frattempo i mercati, rispettando il loro ruolo di coreuti in questa tragedia greca, hanno già parlato: La Grecia fallirà! Questo affermava l’agenzia Fitch e questo è confermato dal livello raggiunto dal prezzo dei CDS (assicurazioni contro il mancato pagamento del debito sovrano) che prevede una possibilità di mancato pagamento del 99,9%. E se c’è qualcosa che abbiamo imparato in questa crisi è quanto siano truffaldine  le agenzie di rating e come siano capaci di far avverare le loro profezie foraggiando in un modo o nell’altro le mandrie di speculatori assetati di profitto.

Comunque non sono loro gli unici che si aggirano come vampiri cercando di estrarre dalla Grecia perfino l’ultima goccia dell’ambrosia che avrebbero potuto lasciare i suoi dei. La stessa troika punta alla rapina. Non contenta del fatto che i piani di aggiustamento hanno aumentato del 36% la disoccupazione nell’ultimo anno portandola al 16,3% della popolazione attiva; non contenta di aver peggiorato le aspettative di crescita dell’economia greca facendo sì che quest’anno il PIL si ridurrà del 5,5%, vuole dare un nuovo giro di vite alla Grecia.

Ora chiede apertamente che vengano licenziati più di centomila dipendenti pubblici e che si tagli o si congeli il salario dei rimanenti; che si aumentino le tasse sul gasolio per riscaldamento (proprio quando arriva l’inverno); che si chiudano gli enti pubblici in perdita (sono compresi anche l’esercito e la polizia? O pensano solo agli ospedali e alle scuole?); che si tagli la spesa sanitaria o che si  accelerino le privatizzazioni di tutto il settore pubblico in grado di produrre profitti.

E tutto questo perché? Semplicemente perché le banche francesi e tedesche non debbano farsi carico dei rischi che si sono assunte quando si sono dedicate a rendere convenienti i loro fondi prestando a destra e a sinistra in quel Paese.

Però non si parla per niente di come risanare l’economia greca dopo questa débacle; di come preservare il benessere dei suoi cittadini, tutto il contrario; di come evitare che, se si arriverà mai a superare questa crisi, l’Unione Monetaria sia una macchina per drenare le eccedenze dai Paesi periferici verso i Paesi centrali, com’è successo finora.

Salvare la Grecia? Perché? Meglio lasciare che fallisca in pace. Almeno, in questo modo, alcuni banchieri imparerebbero qualcosa sulla propria pelle.

Alberto Montero Soler è professore di Economia Applicata all’Università di Malaga e presidente della Fundación CEPS. Si possono leggere altri testi suoi nel suo blog La Otra Economía.

Traduzione Andrea Grillo, 21 settembre 2011.

AddThis Social Bookmark Button