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Le riflessioni del Comandante Fidel sul Medio Oriente

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fidel_castro_8Una danza macabra di cinismo

(da CubaDebate, 23 febbraio 2011)

La politica di saccheggio imposta dagli Stati Uniti e dai loro alleati della NATO in Medio Oriente è entrata in crisi. Si è scatenata  inevitabilmente con l’alto costo dei cereali, i cui effetti si fanno sentire con più forza nei paesi arabi dove, nonostante le enormi risorse petrolifere, la mancanza di acqua, le aree desertiche e la povertà generalizzata del popolo contrastano con le enormi risorse derivate dal petrolio che possiedono i settori privilegiati.

Mentre i prezzi  degli alimenti si triplicano, le fortune immobiliari e i tesori della minoranza aristocratica si elevano a milioni di milioni di dollari.

Il mondo arabo, di cultura e fede musulmana, si è visto umiliato ulteriormente per l’imposizione a ferro e fuoco di uno Stato che non è stato capace di eseguire gli obblighi  elementari che gli avevano dato origine, a partire dall’ordine coloniale esistente sino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, in virtù della quale le potenze vittoriose crearono l'ONU e imposero il commercio e l’economia mondiali.

Grazie al  tradimento di Mubarak a Camp David, lo Stato arabo-palestinese non ha potuto esistere, nonostante gli accordi della ONU del novembre del 1947, e Israele è diventato una forte potenza nucleare alleata agli Stati Uniti e la NATO.

Il Complesso Militare Industriale degli Stati Uniti ha somministrato decine di migliaia  di milioni di dollari ogni anno a Israele e agli stessi stati arabi sottomessi e umiliati da questo.

Il genio è uscito dalla bottiglia e la NATO non sa come controllarlo.

Cercano di sfruttare il più possibile i deplorevoli fatti della Libia. Nessuno può sapere quello che sta accadendo là in questo momento. Tutte le cifre e le versioni, anche le più inverosimili, sono state diffuse dall’impero attraverso i mezzi di stampa di massa, seminando il caos e la disinformazione.

È evidente che dentro la Libia si combatte una guerra civile. Perchè e come si è scatenata? Chi ne pagherà le conseguenze?

L’agenzia  Reuters, facendo l’eco al criterio d’una conosciuta banca del Giappone, la Nomura, ha scritto che il prezzo del petrolio potrebbe superare qualsiasi limite:

"Se la Libia e l’Algeria sospendono la produzione petrolifera, i prezzi potrebbero raggiungere un massimo di 220 dollari a barile e la capacità oziosa della OPEP sarebbe ridotta a 2,1 milioni di barili al giorno, con i livelli visti durante la guerra del Golfo, quando i valori toccarono i 147 dollari a barile nel 2008”, ha informato la banca in una  nota.

Chi potrebbe pagare oggi questi prezzi? Quali sarebbero le conseguenze in mezzo ad una crisi alimentare?

I leaders principali della NATO sono  esaltati.

Il Primo Ministro britannico, David Cameron, informa l’agenzia  ANSA, ha ammesso in un discorso in Kuwait che i paesi occidentali si sono sbagliati nell’appoggiare governi non democratici nel mondo arabo." Va complimentato per la franchezza.

Il suo collega francese Nicolás Sarkozy ha dichiarato: "La prolungata repressione brutale e sanguinaria della popolazione libica è ripugnante".

Il ministro degli esteri italiano Franco Frattini ha dichiarato "È credibile? La cifra di mille morti in Tripoli […] è una  cifra tragica, sarà un bagno di sangue."

Hillary Clinton ha dichiarato: "Il bagno di sangue? È completamente inaccettabile e si deve interrompere. "

Ban Ki-moon ha parlato: "È assolutamente inaccettabile l’uso della violenza che c’è nel paese."

“Il Consiglio di Sicurezza agirà in accordo con quello che deciderà la comunità internazionale."

"Stiamo considerando una serie di opzioni."

Quello che Ban Ki-moon aspetta realmente è che Obama dica l’ultima parola.

Il Presidente degli Stati Uniti ha parlato nella tarda mattinata di mercoledì, e ha detto che la Segretaria di Stato andrà in Europa per accordare con gli alleati della NATO le misure da prendere. Nel suo viso si  apprezzava l’opportunità di litigare con il senatore dell’ estrema destra dei repubblicani, John McCain; con il senatore pro-israelita del Connecticut, Joseph Lieberman e  con i leaders del Tea Party, per garantire la sua candidatura per il partito democratico.

I mezzi di comunicazione di massa dell’impero hanno preparato il terreno per agire.  Nessuno considererà  strano un intervento militare in Libia, con il quale inoltre si garantiranno all’Europa quasi due milioni di barili al giorno di petrolio leggero, se prima non avverranno fatti che metteranno fine alla guida o alla vita di Gheddafi.

In qualsiasi forma, il ruolo di Obama è abbastanza complicato.

Quale sarà la reazione del mondo arabo e musulmano se il sangue in questo paese si spargerà  con abbondanza per questa avventura? Fermerà un intervento della NATO in Libia, l’ondata rivoluzionaria scatenata in Egitto?

In Iraq è stato sparso il sangue innocente di più di un milione di cittadini arabi quando il paese è stato invaso con falsi pretesti. “Missione compiuta!”, aveva proclamato George W. Bush.

Nessuno nel mondo sarà mai d’accordo con la morte dei civili indifesi, in Libia o in qualsiasi altra parte. E mi chiedo se gli Stati Uniti e la NATO applicano questo principio ai civili indifesi che gli aerei telecomandati yankee e i soldati di questa organizzazione uccidono tutti i giorni in Afganistan ed in Pakistan.

È  una danza macabra di cinismo.

***

Il piano della NATO è occupare la Libia

(da CubaDebate, 22 febbraio 2011)

Il petrolio si è trasformato nella principale ricchezza nelle mani delle grandi multinazionali yankee; grazie a questa fonte d’energia dispongono di uno strumento che ha accresciuto considerevolmente  il loro potere politico nel mondo.

È stata la loro principale arma quando hanno deciso di liquidare facilmente la Rivoluzione Cubana appena si  promulgarono le prime leggi giuste e sovrane nella nostra Patria: privarla di petrolio.

Su questa fonte d’energia si è sviluppata la civiltà attuale. Il Venezuela è la nazione di questo emisfero che ha pagato il prezzo più alto.

Gli Stati Uniti erano divenuti padroni degli enormi giacimenti la natura ha posto in questo fraterno paese.

Alla fine dell’ultima Guerra Mondiale  si cominciarono  ad estrarre dai giacimenti dell’Iran,  così come da quelli dell’Arabia Saudita, Iraq e dei paesi arabi situati nella zona, maggiori quantità di petrolio Questi divennero i principali fornitori.

Il consumo mondiale si elevò progressivamente alla favolosa cifra di, approssimata,  80 milioni di barili  al giorno, includendo quelli che si estraggono nel territorio degli Stati Uniti, ed ai a quali  ulteriormente si sommarono il gas, l’energia idraulica e quella nucleare. All’inizio del  XX secolo, il carbone era  stato la fonte fondamentale di energia che rese possibile lo sviluppo  industriale, prima che si producessero migliaia di milioni di  automobili e  di  motori che consumano combustibile liquido.

Lo spreco  del petrolio e del gas è associato ad una delle  maggiori tragedie, irrisolta in assoluto, che l’umanità sta soffrendo: il cambio climatico.

Quando la nostra Rivoluzione è sorta, Algeria, Libia ed Egitto non erano ancora  produttori di petrolio, e gran parte delle enormi riserve dell’Arabia Saudita, Iraq, Iran e degli Emirati Arabi Uniti non erano stati ancora scoperti.

Nel dicembre del 1951, la Libia divenne il primo paese africano a conquistare la sua indipendenza dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando il suo territorio fu scenario d’importanti combattimenti tra le truppe  tedesche e del Regno Unito, che diedero fama ai generali Erwin Rommel e Bernard L. Montgomery.

Il 95 % del suo territorio è totalmente desertico. La tecnologia ha permesso di scoprire importanti giacimenti di petrolio leggero d’eccellente qualità, che oggi raggiungono un milione 800.000 barili al giorno, e abbondanti depositi di gas  naturale.

Tale ricchezza le ha permesso  di raggiungere una speranza di vita di quasi 75 anni e il più alto ingresso pro capite dell’Africa.

Il suo duro deserto si trova ubicato al di sopra di un enorme lago di acqua fossile, equivalente a tre volte la superficie di Cuba, e questo  ha reso possibile la costruzione di una vasta rete di conduzioni di acqua dolce che si estende in tutto il paese.

La Libia, che aveva un milione di abitanti quando conquistò la su indipendenza, oggi conta su circa sei milioni.

La Rivoluzione della Libia avvenne  nel mese di settembre del 1969. Il suo principale dirigente fu Muammar al-Gaddafi, militare d’origine beduina che, giovanissimo, s’ispirò nelle  idee del leader egiziano  Gamal Abdel Nasser. Senza dubbio molte delle due decisioni sono state associate ai cambi che avvennero quando, come in Egitto, una monarchia debole e corrotta fu spazzata via  dalla Libia.

Gli abitanti di questo paese hanno millenari tradizioni guerriere. Si dice che gli antichi  libici facevano parte del ‘esercito di Annibale, quando fu al punto di liquidare l’antica Roma con le forze che valicarono le Alpi.

Si potrà essere o no d’accordo con Gaddafi. Il mondo è stato invaso  con tutti i tipi di notizie, soprattutto quelle dei media di massa dell’informazione.

Si dovrà aspettare il  tempo necessario per conoscere con rigore quanto c’è di vero o di falso, o una miscela di fatti di ogni tipo che, in mezzo al caos, si sono prodotti in Libia.

Quello che per me è assolutamente evidente, è che il Governo degli Stati Uniti non sono affatto preoccupati per la pace in Libia, e non vacilleranno nel dare alla NATO l’ordine d’ invadere questo ricco paese, forse in questione di ore o di pochi giorni.

Quelli che con perfide intenzioni hanno inventato le falsità che Gheddafi si dirigeva in Venezuela, come hanno fatto nel pomeriggio di domenica 20 febbraio, hanno ricevuto oggi una degna risposta del Ministro degli Esteri del Venezuela, Nicolás Maduro, che ha detto testualmente che sperava "che il popolo della Libia incontri, nell’ esercizio della sua sovranità, una soluzione pacifica alle sue difficoltà, che si preservino l’integrità del popolo  e della nazione libica, senza l’ingerenza dell’imperialismo"

Io, da parte mia non immagino il dirigente libico che abbandona il paese, scordandosi delle responsabilità che gli vengono le imputate, siano o no false, in parte o nella loro totalità.

Una persona onesta sarà sempre contro qualsiasi ingiustizia che si commetta con qualsiasi  popolo del mondo, e la peggiore di queste, in questo istante, sarebbe stare zitti di fronte  al crimine che la NATO si prepara a commettere contro il popolo della Libia.

La cupola di questa organizzazione bellicista ne ha l’urgenza.

E questo va denunciato!

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