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Pensioni, l'esempio Bolivia: abbassata l'età pensionabile, via gli speculatori privati

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moralesNel primo dei due articoli che seguono si racconta come il governo boliviano si sta riprendendo il controllo del sistema pensionistico che negli anni bui del neoliberismo era stato regalato a speculatori privati. Nel secondo si riprende invece la notizia che la Bolivia, in controtendenza rispetto a Paesi ben più ricchi e "sviluppati", ha deciso un abbassamento dell'età pensionabile. Al contrario di quanto sostengono i parrucconi dell'Unione Europea, non c'è niente di ineluttabile in economia: il  problema è se chi governa intende salvaguardare gli interessi dei lavoratori e delle fasce più deboli della popolazione o se -a loro spese- si vogliono arricchire i  pescecani delle banche e delle assicurazioni. Ancora una volta, come nel caso  del vertice di Cancún dove è stato l'unico Paese a non firmare l'accordo farsa sul cambiamento climatoco, la Bolivia rappresenta un modello da seguire per "un altro mondo possibile" (red.)

Si torna al pubblico: la BBVA perde il mercato delle pensioni in Bolivia

ERIKA GONZÁLEZ

Il 10 dicembre 2010 il Governo della Bolivia ha approvato la legge sulle pensioni che  prevede la fine della gestione privata delle pensioni e crea un’impresa pubblica specifica. Quasi un mese prima, sul quotidiano La Razón de Bolivia si poteva leggere: “La banca spagnola BBVA, proprietaria della AFP Previsión, starebbe trattando con il Governo della Bolivia la rinuncia di questa società che gestisce i contributi per le pensioni. Afferma che la chiusura delle operazioni nel Paese avrà un impatto ‘marginale’ sui suoi bilanci”. Questa notizia fu annunciata subito dopo la visita in Bolivia della ministra spagnola degli Esteri, Trinidad Jiménez, a metà novembre.

Curiosamente, la ministra dichiarò al giornale Página 7 che “la Spagna spera di mantenere l’attuale livello di dialogo con il Governo boliviano in modo che se si dovessero verificare cambiamenti che danneggino le imprese spagnole, questi avvengano senza eccessivi contraccolpi”. Queste dichiarazioni erano in linea con l’oggetto principale della visita: far pressione per garantire la stabilità degli investimenti spagnoli e preparare l’arrivo di José Luis Rodríguez Zapatero a dicembre –viaggio che alla fine è stato annullato–,per promuovere investimenti nei settori degli idrocarburi, delle energie rinnovabili, minerario e edile. Tutto questo movimento coincide, inoltre, con l’elaborazione della nuova Legge sugli  Investimenti, che fisserà le nuove condizioni per gli investimenti delle compagnie  straniere in Bolivia.

Così le compagnie multinazionali spagnole, come in questo caso la BBVA, oltre al loro grande potere economico e alla disponibilità di un’architettura giuridica che protegge i loro interessi, -nota come la nuova ‘lex mercatoria’-, contano su tutta la capacità di pressione diplomatica e politica del Governo spagnolo per favorirle nei loro affari internazionali. E questa può essere la spiegazione del cambiamento di strategia adottato dalla BBVA. L’annuncio della sua rinuncia negoziata è molto lontano dalle dichiarazioni rilasciate dalla filiale boliviana di questa multinazionale nel gennaio 2010, quando il Governo del MAS annunciò che avrebbe portato avanti la nuova Legge sulle Pensioni. Così il quotidiano La Prensa pubblicava quel che segue: “L’esecutivo dell’Amministrazione Fondi Pensioni (AFP) BBVA Previsión ha segnalato che il Trattato di Protezione Reciproca degli Investimenti tra la Bolivia e la Spagna ha delle clausole che proteggono l’AFP in ogni controversia che possa nascere con lo Stato boliviano e apre la possibilità di presentare una richiesta di arbitrato di fronte ai tribunali internazionali”. La reazione era dovuta al fatto che in questa nuova legge sarebbero scomparse le compagnie private che amministravano le pensioni di anzianità per essere sostituite da un’impresa statale.

Impatto della gestione privata

In questo modo la BBVA dava priorità ai propri interessi commerciali rispetto alle richieste della maggior parte della popolazione boliviana, che esigeva l’eliminazione del sistema pensionistico privato. E l’attività  delle multinazionali pensionistiche ha avuto un forte impatto sociale, facendo sì che, ad esempio, un numero ridotto di anziani abbia potuto ricevere una pensione al momento di lasciare il lavoro. In realtà il vecchio sistema pubblico, privatizzato nel 1996, avrebbe consentito una maggior copertura. Le compagnie private, come la BBVA, hanno contribuito a impedire che l’enorme quantità di persone che dipendono dall’ economia informale, più del 60% della popolazione attiva del Paese, potesse usufruire del pensionamento, dato che il reddito estremamente basso di questo settore sociale non consentiva profitti per i piani pensionistici gestiti da queste corporazioni multinazionali.

Inoltre il teorico risparmio della spesa pubblica conseguente la privatizzazione delle pensioni non c’è stato. Lo Stato boliviano ha dovuto continuare a pagare le pensioni antecedenti alla riforma, con l’aggiunta che la privatizzazione delle imprese statali durante il periodo neoliberista gli ha bloccato una fonte importante di entrate. Così la maggior spesa del Tesoro Generale del Paese è stata quella di assicurare il pagamento delle pensioni a pensionati del vecchio sistema: nel 2009 questa spesa è arrivata a 400 milioni di dollari. Nel frattempo, la compagnia Previsión BBVA ha avuto un profitto nel 2008 di quattro milioni di dollari.

Fine del monopolio: com'era nato il controllo da parte della BBVA

L’affare delle pensioni per la BBVA in Bolivia si è basato su un fondamento importante: il monopolio. Inizialmente, durante la privatizzazione delle pensioni, nel 1996, furono create due imprese che dovevano amministrare le pensioni: l’AFP Previsión e l’AFP Futuro. Dopo, nel 1997, quella che allora era la BBV comprò la Previsión, mentre l’Argentaria acquisì la Futuro. Dopo di che, lo Stato boliviano decretò un periodo di esclusiva di cinque anni nel quale si vietava l’entrata di altre compagnie che potevano fargli concorrenza.

Così, una volkta creato l’oligopolio, nel 1999 vennero fuse la BBV e l’Argentaria, per cui una sola compagnia multinazionale, la BBVA, poté esercitare il totale controllo delle pensioni. Questo successe fino al 2001, quando lo Stato della Bolivia la obbligò a vendere la AFP Futuro, che fu comprata dalla  compagnia svizzera Zurich. Anche così, l’assenza di infomazione da parte del precedente Governo boliviano e delle imprese ha mantenuto fino ad oggi l’oligopolio delle pensioni nelle mani di due sole compagnie.

MULTINAZIONALI IN BOLIVIA

In Las multinacionales en Bolivia. De la desnacionalización al proceso de cambio (Icaria, 2010) OMAL, il Centro de Documentación e Información Bolivia (CEDIB) e l’Università dei Paesi Baschi, hanno analizzato l’impatto delle imprese transnazionali per la popolazione e l’ambiente.

Tratto da Diagonal, Venerdì 14 gennaio 2011. Numero 141. L’autrice è ricercatrice di OMAL Paz con dignidad

 

Età pensionabile: la ricca Europa la innalza, la Bolivia povera l’abbassa.

Hugo Blanco (Rebelión)

Ieri [4 dicembre 2010, N.d.T.] la Bolivia ha abbassato l’età pensionabile, da 60 a 58 anni. Per i minatori, il cui lavoro è più nocivo, è calata a 56 anni. Inoltre, dato che come negli altri Paesi poveri, la maggioranza dei lavoratori è nel sommerso, è stato disposto che anche loro possano ottenere i benefici del pensionamento con contributi dati dalle imprese e dai funzionari pubblici.

Era una proposta della Central Obrera Boliviana, che è stata raccolta dall’Esecutivo e oggi approvata dal parlamento. Inoltre il sistema pensionistico è stato tolto dalle mani di imprese imperialiste che lo gestivano per aumentare i loro profitti, come aveva deciso un governo neoliberista, ed è stato riportato in mano allo Stato, dato che è un servizio pubblico. Nel frattempo i Paesi ricchi si sforzano per aumentare l’età pensionabile, uno dei modi di scaricare la crisi del loro sistema sulle spalle dei popoli.

Alcuni dati sull’età pensionabile in Europa

Il Senato francese ha approvato l’innalzamento dell’età minima pensionabile da 60 a 62 anni.

La Gran Bretagna la porterà a 65 anni nel 2020 senza distinzione tra uomini e donne, e l’aumenterà a  68 anni tra il 2024 e il 2046.

Germania: dai 65 ai 67 anni tra il 2024 e il 2029.

Italia: dai 57 ai 58 anni nel 2008 e a 61 anni nel 2013.

Austria: dai 60 ai 65 anni tra il 2024 e il 2033.

Belgio: per le donne dai 64 ai 65 anni a partire dal 2009.

Repubblica Ceca: ai 63 anni per gli uomini e da 59 a 63 anni per le donne, per l’anno 2013.

Danimarca: dai 65 ai 67 anni tra il 2024 e il 2027.

Ungheria: dai 65 ai 67 anni nel 2020 per le donne e dai 62 ai 65 anni per gli uomini. Inoltre, in una seconda fase, a 68 anni per le donne e a 69 anni per gli uomini nel 2050.

Spagna: il governo propone di elevare lì'età pensionabile legale da 65 a 67 anni.

Fonte: http://www.rebelion.org/noticia.php?id=117562&titular=bolivia-se-propone-rebajar-siete-a%F1os-la-edad-de-jubilaci%F3n-

Traduzioni Andrea Grillo

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