Crisi: dopo Grecia e Irlanda ecco il Portogallo... e secondo tutte le previsioni dopo c’è l’Italia. Ma in Italia i dirigenti sindacali ricordano più il piatto tipico portoghese (cioè il baccalà, nella foto a fianco) che i loro combattivi colleghi iberici e di tutta Europa, dove si svolgono grandi manifestazioni contro la crisi (red.)
(muertedelahistoria.blogspot.com / Kaos en la red)
Tempo addietro la preoccupazione più grande dell’Impero Portoghese era di perpetuarsi come potenza imperiale nei territori di oltremare, con domini che andavano dal Brasile fino all’India, percorrendo le coste africane e con una presenza imperiale in tutto il globo. I suoi nemici potevano essere ben definiti, e non c’era nessun altro che poteva mettere in pericolo le sue preziose colonie, come l’Impero Britannico, l’Olanda o la Corona di Castiglia. Disgraziatamente per la sua popolazione, oggi la sua principale minaccia non ha volto, né esercito, non ha neanche un territorio né un presidente ben definito, ma sono delle sigle quelle che oggi si impongono sulla sovranità portoghese: il FMI e la UE.
Dopo più di otto secoli di lotta contro l’occupazione britannica, il governo irlandese ha ceduto di fronte a un altro tipo di occupazione, quella delle pressioni dell’Unione Europea, che costringerà il Paese a imporre misure di austerità offensive per una popolazione che ha visto come si iniettava denaro in modo indiscriminato alle banche irlandesi a rischio fallimento. Dopo l’Irlanda, il mirino dei mercati si è rivolto al territorio portoghese, che venerdi prossimo [26/11/2010] voterà in parlamento un piano di austerità che ha l’obiettivo di frenare il deficit del Paese dal 7.3% al 4.6% del PIL, e lo farà proprio come ci hanno abituato i governanti europei sul libro paga del Fondo Monetario Internazionale, cioè mediante il taglio della spesa sociale, il congelamento delle pensioni, l’aumento delle imposte al consumo e la diminuzione dei salari del settore pubblico. Tutto questo comporterà un aumento generalizzato del costo della vita. Il Portogallo è, inoltre, il terzo Paese dell’UE con la maggior percentuale di insicurezza lavorativa, dopo Polonia e Spagna, e ha un tasso di disoccupazione del 10.9%. Il debito pubblico raggiunge i 161 miliardi di euro, cifra pari a circa l’82% del suo PIL.
I sindacati portoghesi hanno convocato per oggi, 24 novembre, uno sciopero generale contro i tagli sociali attuati dal governo di Sócrates. È la seconda mobilitazione di massa che deve affrontare il presidente del Partito Socialista, che nel suo primo governo dovette far fronte a una convocata dal CGTP nell’anno 2007, e che andava contro i piani di aggiustamento che si intendeva imporre. Disgraziatamente per coloro che promuovono i tagli sociali, è previsto che si tratti del maggior sciopero generale della storia del Portogallo, e può essere un precedente molto importante per i lavoratori europei. Per tutti questi motivi dalle cupole imprenditoriali si stanno facendo forti pressioni contro i lavoratori che hanno previsto di fare sciopero, compresa l’impresa ferroviaria pubblica, che ha già ottenuto di imporre alcuni servizi minimi abusivi perché pochi possano usufruire del loro diritto al lavoro. Parlare di diritto al lavoro in un Paese con livelli così elevati di disoccupazione è semplicemente offensivo, e una mancanza di rispetto.
I lavoratori portoghesi si sentono truffati. E ne hanno ben donde. Per la prima volta dopo la Seconda Guerra Mondiale, le condizioni sociali delle nuove generazioni saranno peggiori delle condizioni della generazione precedente. Dovranno pagare una crisi che non hanno creato, mentre le banche aumentano i loro profitti a spese del denaro pubblico e le grandi imprese evadono imposte nella misura in cui utilizzano il lavoro straniero.
Si prevedono mobilitazioni massicce e grandi blocchi dei trasporti, dell’industria e della stampa. In queste prime ore di sciopero è presto per parlare di cifre, ma il blocco è palpabile negli ospedali, con un’adesione di quasi il 100% in alcune cliniche, ci sono picchetti molto numerosi tra i dipendenti della metro e i pompieri di Lisbona, la raccolta della spazzatura è interrotta dalla mezzanotte scorsa, e l’adesione è totale tra i controllori del traffico marittimo, per cui tutti i porti sono paralizzati e tutti i voli sono stati cancellati.
Viva a greve geral, a ofensiva é brutal!
(Viva lo sciopero generale, l’offensiva è brutale!)
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Fuente: http://www.kaosenlared.net/noticia/portugal-huelga-bajo-mirada-fmi
Traduzione Andrea Grillo
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