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"La Dimora", follia e istituzioni totali in un romanzo foucaultiano

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layazUn “collegio” poco normale nel quale vivono adolescenti ancora meno normali. La Dimora accoglie ragazzi incapaci di adattarsi al mondo. Raccontata da uno dei suoi membri, questa comunità prende forza e originalità dalla sua imperiosa presidente-direttrice generale Madame Vivianne e dalle altre figure che la abitano, insegnanti, inservienti, segretarie. Un piccolo strano mondo al limite del grottesco e del kafkiano. Ma chi sono gli abitanti della Dimora? Degli internati, dei prigionieri, dei delinquenti o dei pazzi? Forse solo un po’ di tutto questo, e sarebbe vano ridurli a una qualunque di queste formule. In ognuno di noi c’è una bellezza che dobbiamo essere capaci di cercare, uno splendore che si nasconde in mezzo al disagio, ai tormenti, alle cattiverie, alla disperazione, all’ostinazione, alle strade sbagliate, alle scelte sbagliate, derive che non possono comunque cancellare ciò che esiste dietro e al di là di tutto e che chiede di essere tirato fuori. Il romanzo “La Dimora” (http://www.barbes.it/it/55/ido/204/scheda.html) è un romanzo che tratta, in modo strano, leggero e profondo, della follia e delle istituzioni totali, in una chiave non lontana dalle categorie interpretative di Michel Foucault.

Martedì 17 aprile alle 18, presso la Libreria Edison di Firenze (Piazza della Repubblica 27r), l'autore Michel Layaz presenterà il libro accompagnato dall'editore Tommaso Gurrieri.

Michel Layaz è nato nel 1963 a Friburgo e oggi vive tra Losanna e Parigi. E' ormai considerato uno dei più importanti scrittori svizzeri della sua generazione. I suoi libri di maggiore successo sono stati Les larmes de ma mère (2003) e il recente Deux soeurs (2011). Questo è il suo primo libro tradotto in italiano. Layaz è anche da anni un collaboratore della “Fondation de l’Art Brut” di Losanna, il museo e centro studi più importante del mondo per il rapporto tra arte e follia, un posto unico al mondo, creato nel 1975 da Jean Dubuffet, dove sono esposte opere di artisti provenienti da tutto il mondo.

(red.)

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