Carocci - Saggi, pp. 388, Euro 29,50
Con un saggio di Luciano Canfora
C'è stato un tempo in cui statisti illustri - quali Churchill e De
Gasperi - e intellettuali di primissimo piano - quali Croce, Arendt,
Bobbio, Thomas Mann, Kojève, Laski - hanno guardato con rispetto,
simpatia e persino con ammirazione a Stalin e al paese da lui guidato.
Con lo scoppio della Guerra fredda prima e soprattutto col Rapporto
Cruscev poi, Stalin diviene invece un "mostro", paragonabile forse solo
a Hitler. Darebbe prova di sprovvedutezza chi volesse individuare in
questa svolta il momento della rivelazione definitiva e ultima
dell'identità del leader sovietico, sorvolando disinvoltamente sui
conflitti e gli interessi alle origini della svolta.
Il contrasto radicale tra le diverse immagini di Stalin dovrebbe
spingere lo storico non già ad assolutizzarne una, bensì a
problematizzarle tutte. Ed è quanto fa Domenico Losurdo, analizzando le
tragedie del Novecento con una comparatistica a tutto campo e
contestualizzando molte delle accuse mosse a Stalin, in questo volume -
saggio storico, storiografico e filosofico a un tempo - che non
mancherà di suscitare vivaci polemiche.
Indice
Premessa. La svolta nella storia dell'immagine di Stalin
1. Come precipitare un dio nell'inferno: il Rapporto Cruscev
2. I bolscevichi dal conflitto ideologico alla guerra civile
3. Tra Novecento e lunga durata, tra storia del marxismo e storia della Russia: le origini dello "stalinismo"
4. L'andamento complesso e contraddittorio dell'era di Stalin
5. Rimozione della storia e costruzione della mitologia. Stalin e Hitler come mostri gemelli
6. Psicopatologia, morale e storia nella lettura dell'era di Stalin
7. L'immagine di Stalin tra storia e mitologia
8. Demonizzazione e agiografia nella lettura del mondo contemporaneo
copertina e commenti
http://domenicolosurdo.
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