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"Los olvidados", quando gli anarchici di Barcellona dichiararono guerra allo Stato e ai padroni

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Un libro del nostro collaboratore Lorenzo Micheli dal titolo "Los Olvidados" racconta il "pistolerismo", quando tra il 1918 e il 1923 gli anarchici, i padroni  e lo stato si affrontarono nelle strade e nelle piazze di Barcellona, in quello che è stato probabilmente lo scontro sociale più duro che abbia investito una città dell'Europa.

"Olvidados" è il nome spagnolo dal suono solenne, difficilmente traducibile in italiano, con cui gli spagnoli chiamano i "dimenticati", o meglio sarebbe definirli come i "nascosti", i "cancellati", i "rimossi". Quegli uomini e quelle donne i cui nomi non trovi mai nei libri di storia, o negli archivi degli istituti più prestigiosi, che rintracci a fatica, o per caso, in qualche fotografia ingiallita, dove stanno sullo sfondo, quasi fuori dall’inquadratura,sempre lontani da quelli che contano, o irrompono, loro malgrado, in qualche nota di libri scritti per tutt’altro motivo.
Uomini e donne sopravvissuti per decenni , praticamente soltanto nei personali ricordi dei pochi ancora in vita che un tempo li conobbero, e che, per nostra fortuna, sono sempre fermamente convinti che se essi non fossero esistiti, il mondo sarebbe un posto ancora peggiore di quanto già oggi non sia.
Uomini e donne sempre definiti dai loro compagni ‘ufficiali’ come “sognatori”, “utopisti” o “poeti”, o magari “avventurieri”, parole che soltanto nel paese del più vieto conformismo,quale oggi è l’Italia; vengono pronunciate con tanto ed evidente fastidio.
Uomini e donne che compirono l’imperdonabile errore di dire quello che pensavano e di fare quello che dicevano, e che errore ancora più grande, volevano vivere da liberi qui ed ora,senza aspettare i tempi ragionevoli della storia. Che per questo motivo patirono le più cocenti delle delusioni, le sconfitte più devastanti e a cui, ironia della sorte, soltanto gli archivi delle tante polizie che li perseguitarono e li mandarono a morte, rendono un involontario e postumo omaggio.
Questo libro parla di loro, degli "olvidados" della Barcellona degli anni Venti, che spesero le loro vite per rimuovere tutto ciò che ostacolava la costruzione, che si andava facendo, di una società di liberi e di uguali.

***

‘Olvidados’, nasce come ricerca di fatti e avvenimenti che riguardano il movimento anarchico e anarcosindacalista , di cui poco o niente è stato pubblicato in lingua italiana.
Viene affrontato in ottanta pagine, il ‘pistolerismo’, quel fenomeno che riguardò la CNT e gli anarchici della città di Barcellona che, tra il 1918 e il 1923 si trovarono a dover combattere nelle vie e nelle piazze di quella città, lo scontro sociale più duro , selvaggio , lungo e sanguinoso nella storia del movimento operaio europeo e forse del mondo intero.
Questi avvenimenti ·furono il frutto della crisi economica e sociale nella quale si trovò immersa la città, dopo la fine della prima guerra mondiale. Crisi che fu affrontata dalla borghesia catalana e dallo stato spagnolo con brutalità estrema. Persecuzioni massicce dei tanti compagni che si opponevano ai licenziamenti di massa, e alle avventure coloniali dello stato spagnolo, decine e decine di militanti operai ‘sparati’ nella schiena dalla polizia o uccisi dalle bande prezzolate al soldo della ‘Patronal’, la Confindustria della città. La risposta della CNT e dei gruppi anarchici , testimoniò di quanto essi fossero radicati all’interno dell’ unica ‘vera città europea che si trovava all’interno dei confini spagnoli’, come veniva allora definita Barcellona, la città più bella del Mediterraneo. E proprio in quegli anni, malgrado gli infiniti lutti, furono gettate le basi che portarono gli anarchici a sconfiggere nel luglio del 1936 i soldati insorti. Ma questa è un’altra storia. (red.)

LA SCHEDA

Autore: Lorenzo Micheli

Titolo: "Los Olvidados". Di anarchici e di anarchia. Fatti e storie che ci riguardano

Casa editrice: Edizioni La Fiaccola, Ragusa,

Anno: 2011, prima edizione.

Richieste, pagamenti e contributi vanno indirizzati a:
Giovanni Giunta, via Tommaso Fazello 133, 96017 Noto (SR)
Conto corrente postale n.78699766

Info: tel.: 0931 894033

12 maggio 2011

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