Vogliamo tutto è un ordigno linguistico di calcolata potenza e di trattenuta passionalità. Passione e ironia si intrecciano con dosaggio sapiente ed esplodono insieme, dando vita a un libro che si può leggere in molti modi: come un resoconto delle battaglie sociali del proletariato metropolitano, come un controcanto incalzante e talora balzellante al diffondersi dell’autonomia degli operai, come uno sguardo distaccato, o come un gesto di simpatia del linguaggio per la vita.
Pubblicato per la prima volta da Feltrinelli nel 1971, Vogliamo tutto è la storia di un operaio arrivato dal Sud nella Fiat in ebollizione, la storia della scoperta della metropoli, della violenza e dell’oppressione capitalistica, della comunità proletaria che si forma, della rivolta che serpeggia e poi esplode. Il romanzo racconta in prima persona le vicende dell’emigrazione dal Sud e quelle della lotta operaia a Torino. La prima persona narrante è quella di un operaio che Balestrini ha fatto parlare e registrato coscienziosamente per poi rimixare il parlato con un ritmo che si piega all’intenzione di una poetica variegata, policroma e polifonica. Quella realizzata è un’operazione che non ha nulla a che fare con il populismo o con il realismo descrittivo. Il lavoro di smontaggio e rimontaggio segue le linee di una metodologia combinatoria che si esercita integralmente sulla materia linguistica con un «procedimento» calcolato.
È qui la caratteristica assolutamente originale di questo scrittore, nel suo operare attraverso prelevamenti di materiale verbale pre-esistente alla scrittura. In questo senso si potrebbe dire che Balestrini è il primo poeta che non ha mai scritto una parola sua, perché le parole per lui sono materiale da ricombinare. Il gesto del poeta consiste nel prelevare parole dallo smisurato territorio verbale circostante, nel predisporne il funzionamento, il ritmo e dunque la potenza emotiva.
A 40 anni dall’uscita del romanzo, TerraNullius Narrazioni Popolari presenta VOGLIAMO TUTTO – Le lotte a Mirafiori (reading-concerto per voce, suoni e immagini). Lo spettacolo è ospitato presso lo spazio antagonista Newroz (via Garibaldi 72, Pisa) venerdì 15 giugno 2012.
Scelta dei testi e voce narrante
LORENZO IERVOLINO (TerraNullius Narrazioni Popolari)
musiche dal vivo a cura dei CITY LIGHTS
MARCO DE ANNUNTIIS (chitarra e tastiere)
ALESSIO STRIPES (chitarra elettrica)
selezione video
SIMONE BUCRI (Mars.video)
Guarda un estratto:
VOGLIAMO TUTTO – Le lotte a Mirafiori
e leggi la presentazione:
dedichiamo molto spazio alla (ri)presentazione di libri che riteniamo in grado di saper parlare nel tempo. Da questo stesso spunto nasce anche il reading dedicato al romanzo di Nanni Balestrini, che oltre ad essere, appunto, un romanzo, rappresenta un eccezionale, e anticipatrice, operazione narrativo-linguistica-storico-antropologica.
Vista la contemporaneità oserei dire “devastante” di questo libro, sotto diversi punti di vista, e la sua capacità di stimolare visioni e altre narrazioni, abbiamo voluto sperimentare sul testo l’uso di linguaggi diversi come l’immagine, soprattutto cinematografica, ma anche pubblicitaria e televisiva, nei video scelti da Simone Bucri, o la riproposizione dal vivo delle atmosfere musicali di quegli anni nelle musiche suonate dai City Lights, per enfatizzare un contesto culturale, sociale, politico e di forte immaginario collettivo, con l’intenzione di (ri)consegnarlo agli spettatori e, soprattutto, di condividerlo con loro.
Il reading, rappresentato a dicembre del 2011 presso l’Ecomuseo del Litorale Romano (Ostia) e all’Atelier Autogestito Esc di Roma, è per noi la continuazione di una presa di posizione e, se vogliamo, di una pretesa di posizione. Attraverso un percorso scelto fra i tanti possibili offerti dal testo, infatti, i 60 minuti della rappresentazione prendono le sembianze di un duplice viaggio, quello reale e tremendo intrapreso dal protagonista, dalla provincia di Salerno (e da un mondo contadino pre-industriale) fino a Torino, la capitale italiana dell’alienazione fordista; e quello attraverso la crescita della lotta portata avanti dagli operai della fiat, prevalentemente in una mobilitazione autonoma disgiunta dai sindacati.
Vogliamo tutto è un romanzo che dentro le sue viscere puramente narrative, nasconde (ma fino ad un certo punto) la potenza esplosiva di un saggio liberatoriamente anticapitalista. Un libro che letto oggi, sembra in grado di parlare della politica di Marchionne e degli smantellamenti di Pomigliano e Termini Imerese. Questo reading-concerto è per noi l’occasione per ricongiungere un’esperienza di lotta passata in un contesto politico culturale e sociale di quaranta anni fa, con le lotte di oggi, con la nuova società di oggi, attraverso la lettura, l’ascolto, la visione, la condivisione. E sì, ancora una volta, attraverso la lotta.
(red.)
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