Lifetime: il disco della maturità dei 7Years

A Livorno, da anni, i 7Years sono il catalizzatore della vivace scena dell’HC californiano (ho un problema ideologico a chiamarlo, come tutti, HC melodico, scusate). Attivi dai primi anni zero, i fratelli Matteo e Diego Caldari (leader storici della band insieme a Federico “Berto” Bertolini e accompagnati in questo ultimo lavoro da Giulio Scuri alle chitarre) rappresentano l’esempio perfetto di come il lavoro paghi e di come, rispettando perfettamente la mitologia del rock, la gavetta porti, se supportata da adeguate capacità, a risultati.
Fortunatamente, negli anni è stato impossibile non averli visti live: dal Giappone agli spazi occupati (e non) di mezza Italia, dalle feste nelle cantine a praticamente ogni palco disponibile. La presenza, l’importanza di esserci e di credere nel percorso musicale (che diventa anche di vita) ha portato negli anni ad una manciata di dischi a nome 7Y più altri progetti, solitamente oscillanti tra il buono e l’ottimo. Lifetime (Inconsapevole Records, NoReason Records, Morning Wood Records, 2017) è il loro ultimo lavoro e dimostra, più di altre volte, la maturità raggiunta dai livornesi. Non è solo una raccolta di canzoni scolasticamente HC, è la dimostrazione di come sia possibile dare respiro anche ad un genere ormai codificato. Non mancano i pezzi più classici come Here and Now rigorosa cavalcata dove si sentono tutte le influenze dei nostri o DIY or DIE, piccolo inno all’autoproduzione.

Per chi scrive il meglio è dove appare anche altro: la title track, Lifetime, probabilmente il pezzo più tecnico e violento del disco dove, in alcune parti, sembra quasi di aver sbagliato costa ed essere finiti dalle parti di NY oppure Coma, un bellissimo pezzo ambient (o indie folk o cosa vi pare) che, ad un certo punto, si ricorda di essere EMOtivamente ed epicamente punk rock.

E poi il pezzo più bello del disco: For Better and for Worse. Una canzone che non si vergogna di essere EMO. Servono più canzoni come queste per restituire, nell’immaginario collettivo, dignità e concetto all’emotionalcore, affogato negli anni in capelli e vestiti sbagliati.

Lifetime è un disco da ascoltare (in macchina mentre si viaggia verso il mare) e i 7years restano una delle più belle realtà della città, da supportare a prescindere dai gusti: il disco è in streaming e download su tutti i digital stores e non è difficile vederli dal vivo. Enjoy.

PS Su Never Down è ospite Joey Cape. Il disco funziona anche senza ma credo sia stato un piacere avere ospite uno dei maestri ispiratori del genere.

Per Senza Soste, Luis Vega

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