Livorno, la maggioranza che non c’è. E l’opposizione, neppure

Oggi si è consumato l’ennesimo teatrino che vediamo da quasi 3 anni in consiglio comunale. Del basso livello politico, ne abbiamo parlato più volte: mai un dibattito chiaro, coerente, costruttivo per la città. Consigli che spiegassero ai cittadini un percorso politico, un’idea, e come raggiungerla, o proposte di opposizione costruttive per il bene della città. Il livello politico è molto basso per l’inesperienza politica di diversi consiglieri. Come al solito si salvano pochi interventi (De Filicaia, Bruciati, Cannito) che hanno sostenuto l’errore e la mancanza di rispetto istituzionale dell’assenza della maggioranza, un gesto che favorisce chi vuole governare Livorno da fuori la città.

Abbiamo assistito molte volte a sceneggiate dell’opposizione; oggi è stata la volta della maggioranza. Dopo la tragica alluvione del 10 settembre scorso, le opposizioni (tranne BL) avevano firmato una mozione di sfiducia al sindaco che sarebbe dovuta essere votata oggi. Per essere approvata, serviva il voto della maggioranza assoluta dei consiglieri (cioè 17 su 33, indipendentemente dai presenti/assenti).

La mozione partiva dai presunti errori dell’amministrazione comunale nella gestione dell’emergenza alluvione nella notte tra il 9 e il 10 settembre. La maggioranza oggi ha deciso di non presentarsi in aula.

Noi non siamo i sostenitori per eccellenza della politica istituzionale e dei consigli comunali, ma ci pare abbastanza chiaro, che dopo tutte le accuse al sindaco dello scorso consiglio, il rafforzamento politico dei cinque stelle livornesi, passasse dal respingimento della sfiducia. Un necessario segnale di sostegno al sindaco per il suo comportamento durante l’emergenza. Un rafforzamento politico, per respingere l’attacco delle opposizioni.

La mancata presenza in aula, è stata goffamente giustificata, a livello politico, da un comunicato, nel quale, il gruppo consigliare 5 stelle, rivendica il diritto di non presentarsi a una mozione di sfiducia, per mostrare il proprio dissenso. Si legge inoltre un passaggio in cui si dice:

 “[la mera vittoria politica (delle opposizioni n.d.r.)] consegnerebbe con l’approvazione della mozione Livorno nelle mani di un commissario e costringerebbe tutto il consiglio comunale, votato democraticamente, ad abdicare alle sue funzioni di indirizzo e controllo. Una situazione che la città non può permettersi e alla quale non vogliamo prestare il fianco.”

Quello che evidentemente i grillini non hanno capito, è che questa debolezza istituzionale livornese, purtroppo esiste già. Si vede dalle continue ingerenze della Regione e di Rossi nelle vicende locali: accordo di programma, nuovo ospedale, ambito portuale, post alluvione ecc.

La mancata conferma della fiducia al sindaco mostra ulteriormente la debolezza politica della giunta che si regge su un solo consigliere di maggioranza. Oggi era evidentemente necessario, far capire che questa maggioranza tiene. Così non è stato. E’ probabilmente inutile cercarne di capire i motivi, che possono andare dalle discordanze politiche, a quelle sulla gestione alluvione, alla mancanza di presenza di tutti i consiglieri grillini, alla semplice scelta di indirizzo politico.

Quel che è certo, è che arrivare in questo modo al 2019, rischia di essere un’agonia, che questa città, anche prima dell’alluvione, non può permettersi. Il cambio di passo spesso promesso, non c’è. Si continua a vivacchiare, lamentandosi delle ingerenze politiche altrui, che però sguazzano nel vuoto politico del consiglio comunale livornese.

p.s. la mozione si è conclusa con 15 voti a favore (tutti i consiglieri di opposizione, tranne l’assente Bini del Partito Democratico) e 2 astenuti (gli unici due grillini in aula: il presidente del consiglio Comunale Esposito, e il capogruppo Galigani, entrato in aula perché a un certo punto era mancato il numero legale per proseguire la discussione. Il sindaco è uscito prima della votazione).

redazione, 5 ottobre 2017

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