Livorno, la paura fa… Fi.Pi.Li!


Quello che spaventa me è quello che spaventa te. Temiamo tutti le stesse cose. Ecco perché l’horror è un genere così potente. (John Carpenter)

festival_horror_fipili_livorno_locandina_2017_04_14Da sei anni c’è a Livorno un gruppo di persone che organizza quello che al momento è l’unico piccolo grande festival cinematografico cittadino: il Fi.Pi.Li Horro Festival. Un festival di genere, come già lo era stato ad inizio anni 2000 il Joe d’Amato Horro Festival, esperienza che ha lasciato tracce profonde ed un bagaglio di esperienza non indifferente in città. Un festival che tiene insieme cinema e letteratura e che ha saputo edizione dopo edizione crescere e consolidarsi caratterizzandosi per la capacità di valorizzare risorse, spazi e luoghi della città.

A meno di due giorni dall’inizio dell’edizione 2017 del Fi.Pi.Li, Festival tematico della paura e del fantastico tra cinema e letteratura, abbiamo intervistato il Direttore Artistico Alessio Porquier (che divide il ruolo insieme a Ciro Di Dato) nome e volto storico del mondo dell’associazionismo labronico legato al cinema e non solo.

La scorsa settimana avete presentato in conferenza stampa questa sesta edizione del festival

Si come ogni anno la conferenza stampa è il primo passo prima di iniziare la corsa dei quattro giorni del Festival, da adesso scatta un piccolo bilancio su cui torneremo poi a fine manifestazione. Dal 22 al 25 aprile 2017 Livorno accoglierà cineasti, artisti, scrittori accomunati dalla passione per il mondo della paura e del fantastico. Nei 4 giorni del festival si terranno eventi, proiezioni, anteprime nazionali, interviste esclusive, incontri letterari tutti volti ad indagare un tema – quello della paura – e riuscire a declinarlo nelle molteplici forme che questo sentimento evoca nello spettatore e nella società contemporanea. Non solo horror. La paura, il perturbante, il misterioso sono tutti aspetti che certamente sono inglobati dai generi “neri” per eccellenza, ma qualsiasi genere cinematografico può partire da questi aspetti per arrivare a fare una riflessione personale e sempre diversa. Così nella sesta edizione del festival lo spettatore si troverà a riflettere e pensare alla paura anche con la visione di un documentario di Antonio Rezza e Flavia Mastrella come Milano, Via Padova, un docufilm che racconta il paradosso del razzismo in una grande città nella quale il cittadino medio riesce a convivere pacificamente con un vicino di casa musulmano, mentre allo stesso tempo teme l’arrivo di uno straniero nel nostro paese. Se il duo RezzaMastrella affida ad un documentario per raccontare il sentimento di paura per il diverso, il livornese Edoardo Gabbriellini, regista e attore diventato famoso per il ruolo da protagonista in Ovosodo, con il suo Padroni di casa fa precipitare lo spettatore in un altro tipo di paura, quella domestica e privata. Una presenza a sorpresa del festival sarà quella di Maurizio Nichetti, una figura da sempre sopra le righe, fuori da facili schemi o etichette, che riuscirà sicuramente a indagare altri aspetti legati alle paure del mondo contemporaneo.

Da quando siete partiti anno dopo anno state proponendo un programma sempre più ricco..

Siamo arrivati alla sesta edizione di un festival che mi piace definire un Festival per persone normali, che non hanno paura di condividere nei quattro giorni finali ma anche durante tutto l’anno, sensazioni, passioni e gusti a volte molto diversi e tutte queste diverse facce vengono “frullate , e ogni anno questo mix è sempre più ricco grazie a tanti incontri stimolanti. Da quest’anno il FIPILI Horror Festival ha stretto una collaborazione con la storica rivista italiana FilmTV. Sarà presente durante i giorni della kermesse il giornalista Claudio Bartolini che dal 2014 è direttore della collana di cinema Bietti Heterotopia – che parlerà di un’autobiografia dell’appena citato Nichetti, della sua esperienza giornalistica e introdurrà la proiezione in esclusiva per il festival di alcuni film inediti in Italia. Una presenza importante sarà quella dello scrittore-psichiatra inglese Tim Willocks che al Nuovo Teatro delle Commedie presenterà una masterclass dal titolo Il fine ultimo della scrittura è la creazione della paura, mentre una riflessione atipica sul fumetto sarà data dal filosofo Giulio Giorello che, in compagnia di Fabio Canessa, racconterà del rapporto tra Tex Willer e la paura.

fipili17La ricerca e la riscoperta di pellicole del passato è da sempre poi una delle prerogative del FIPILI Horror Festival. In questa sesta edizione verranno tributate e celebrate figure storiche del panorama cinematografico italiano come Dario Argento, Lucio Fulci, Ruggero Deodato, Antonio Bido. A Dario Argento sarà dedicata la serata di apertura al Cinema La Gran Guardia. Negli ultimi giorni di marzo, lo staff del Fi-Pi-Li Horror Festival, comprendente me, Ciro Di Dato e Federico Frusciante, ha incontrato il regista di Profondo Rosso nella sua residenza romana e da questo incontro è scaturita l’intervista che verrà proiettata sabato 22 aprile, dalle ore 21:15, al Cinema La Gran Guardia di Livorno. L’intervista è solo un antipasto della serata argentiana che il festival proporrà in collaborazione con Cecchi Gori Home Video: a seguire sarà la volta della proiezione in anteprima nazionale del backstage di Opera, film di Argento del 1987 e infine quella di Quattro mosche di velluto grigio in versione restaurata. Lucio Fulci sarà tributato con una mostra che verrà inaugurata il primo giorno del festival e con una conversazione tra Fabio Frizzi – compositore di molte colonne sonore per Fulci – e Federico Frusciante a cui seguirà la proiezione di Sette note in nero, mentre il regista Antonio Bido presenterà il suo thriller del 1978 Solamente nero, thriller ambientato nella laguna veneta con Stefania Casini e Lino Capolicchio. Un amico del festival, uno delle figure più importanti e carismatiche di tutto il cinema di genere degli ultimi 40 anni, Ruggero Deodato, porterà a Livorno la sua ultima fatica, il thriller Ballad in Blood ispirato lontanamente alle vicende dell’omicidio di Meredith Kercher.

Come si costruisce un festival come questo e cosa servirebbe per un ulteriore salto di qualità?

Lavorando tutto l’anno, guardandosi intorno e rimanendo con i piedi a Livorno, nel senso non solo per terra ma anche pensandolo a misura di una città come la nostra, per un ulteriore salto di qualità serve crescere accompagnati dai giusti referenti.

Le amministrazioni che si sono succedute in questi sei anni vi hanno supportato?

Negli ultimi tre anni abbiamo stabilito un rapporto sincero di collaborazione, valorizzandosi a vicenda con il Comune, prima non c’era nessun tipo di contatto.

Avete fidelizzato un pubblico, se c’è un pubblico specifico del festival..

Si un pubblico specifico c’è ,quello che si chiama “zoccolo duro” che amiamo ,ricambiati. Stiamo cercando e ci lavoriamo costantemente di attirare anche un pubblico complementare a quello che si muove per Festival. Non bisogna aver paura a dire che questo è l’unico Festival cinematografico della nostra città, ed è orgoglio e grande responsabilità quindi offrire una manifestazione ricca di stimoli. come sono orgoglio e responsabilità l’aver incontrato personalità del cinema mondiale come George A. Romero e Dario Argento, quest’ultimo addirittura ci ha ospitato a casa sua a Roma e ci ha rilasciato un’intervista che accompagnerà la serata inaugurale della sesta edizione. Come è grande responsabilità accogliere come si deve nella nostra città cento e passa registi e centocinquanta scrittori, i partecipanti dei nostri concorsi a cui da sempre vogliamo offrire quattro giorni di eventi, per ringraziarli della loro partecipazione non solo artistica.

Te vieni dall’esperienza del Nido del Cuculo e dal Joe d’Amato Horror Festival..

E’ stata un’esperienza pazzesca che mi ha insegnato molto. Prima di tutto che questa città può essere punto di partenza per tante iniziative, con il Nido ho imparato tanto e il Joe D’Amato era fantastico. Li poi ci siamo conosciuti con Ciro, che era un regista di horror in erba, e tanti di quelli che venivano al Joe D’Amato vengono anche adesso al Fi.Pi.Li capendone l’approccio diverso.

FiPiLi-Poster-1-2Rispetto al panorama nazionale come si colloca il FIPILI?

Credo che rispetto ad altri festival di settore siamo più “freschi” , grazie anche alla collocazione geografica e temporale, siamo un festival della paura atipico in una città che fa del sole e del mare la sua caratteristica. Rispetto ad altri festival anche molto vicini siamo invece ancora lontanissimi, ma siamo solo alla sesta edizione quindi appena in età “scolare”.

Livorno tra cinema e letteratura..

Il nostro festival tocca questi due aspetti: in città c’è tanto fermento in entrambi i campi, spesso finisce in una sbicchierata e ognuno sta nel suo piccolo circolo, il nostro lavoro deve invece mischiare le carte e frenare gli snobismi. Un sistema culturale efficiente e variegato è possibile, ci vuole però un po’ di autoironia e voglia di scrivere sullo schermo e filmare sulla carta.

Cosa potrebbe significare il Cinema per Livorno in termini economici?

Tantissimo, per ora ha funzionato il volersi rivedere al cinema e il non voler fare o lavorare con il cinema ,il nostro festival sono sicuro crescerà e così tante altre iniziative simili, adesso bisogna portare i film e le troupe a Livorno con continuità, e mettersi a lavorare in modo trasversale.

Ultima domanda: cosa ti fa paura di Livorno?

Di Livorno mi fa paura tutto a volte ed a volte nulla. Ovvero quando è inverno mi chiudo dentro ma basta il sole per far pasare tutto. E mi fa paura anche questo.

 

(a cura di Lucio Baoprati)


Info:

fipilihorrorfestival.it


 

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